Posts in tag

alternativerock



Cosa aggiunge “The Shocking Fuzz Of Your Electric Fur”, ritorno in sordina dei Veldt, al calderone shoegaze? Chili di nulla

Impeccabilità è la parola d’ordine, l’ascoltatore più distratto potrà notare la cura del sound e degli arrangiamenti. Gli Inglesi Mike Deuce, Ben Sansom, Eddy Thrower e Declan Hart insieme sono un conglomerato di puro rock, come gli ormai conosciutissimi Biffy Clyro e Foo Fighters. Parliamo dei Lower Than Atlantis che arrivano in questo 2017 dopo anni di dischi (ben 4 alle spalle) e concerti presentando Safe in Sound, in assoluto il loro album meglio riuscito e meglio maturato.

Ascoltandolo mi viene in mente di pigri pomeriggi nei brevi prati liguri, con case immote fresche e duramente accoglienti, ed una musica viene su dalla nostra anima, ed è quella di segaligno.

Pensieri davanti al mare, insieme al vento e ad alcuni bfevi momenti di felicità, cantati e suonati eccellentemente da un cantautore che riporta Livorno sulla cartina musicale italiana e non solo, poiché questo disco ha un respiro molto internazionale, sopratutto negli arrangiamenti, andando addirittura a toccare il rock grunge acustico, per dire.

Caboto - Hey Caboto

Ascoltare Caboto potrebbe essere una bella storia d’amore senza complicazioni, con semplicità, tovaglie a quadretti e qualcosa di molto piacevole da sentire.

I Bloodhounds, gruppo shoegaze australiano, propongono un secondo EP che è un trip già percorso e ripercorso

Denti è colmo di belle melodie, dolcezze ed amarezze, storie di vita rese in maniera molto particolare e valida.

Secondo munifico, immaginifico ed ecumenico album per le inglesi Novella, qui alle prese con un importante cambio di stato che oltrepassa l’ascoltatore da parte a parte con splendente verve armonica. Legate da affascinanti vocals e impianto sonoro solido, seducono e rinnovano attraverso la felice vena pop shoegaze. A must!

Stupefacente è la dimostrazione che si può fare musica diversa in maniera intelligente e forte, con gusto ed originalità, senza stare a guardarsi alle spalle, ma solo davanti cercando un’altra storia sul marciapiede di fronte.

La band capitanata da Casper Starreveld ha creato un album che ha il destino già scritto prima di arrivare all’orecchio dei fans, una raccolta di canzoni pregna di atmosfere melanconicamente melodiche, con più di un riferimento al rock alternativo degli ultimi vent’anni, molto britannico concettualmente, ma assolutamente già sentito sui canali e radio specializzate in musica e cultura indie.

Il risultato è comunque ottimo, molto vitale e notevole, un rock di ottima qualità senza piagnistei o pose.

Questo disco è molto bello, cattivo ed intelligente, con aperture musicali incredibili e momenti straordinari.