The queen is Dead

Nuova rubrica che ho lo scopo di parlare di dischi che sono degni di nota, in maniera da superare la solita figura trita e ritrita della recensione. Se un disco è in questa rubrica non è per sminuirlo, ma è per poter parlare di più cose contemporaneamente in maniera colloquiale ed aperta ai commenti e suggerimenti.

The Queen Is Dead Volume 84 - Gothminster\Dragonlord\Them\Faustian

The Queen Is Dead Volume 84 – Gothminster\Dragonlord\Them\Faustian

Finalmente dopo lungo tempo torna un disco che fonde metal ed EBM, cattiveria metal e perversione elettronica da parte dei norvegesi Gothminster. Ottimo ritorno dopo dieci anni per il metal melodico degli svedesi Dragonlord. Arriviamo nella New York del 1981 con gli ottimi Them ed il loro nuovo disco, si chiude con il devastante death metal dei Faustian.

The Queen Is Dead Volume 83 - Duocane\Sodom\Nothing To Lose

The Queen Is Dead Volume 83 – Duocane \ Sodom \ Nothing To Lose

Dato che questa rubrica è dissonante per natura e ci piace abbinare cose profondamente differenti ecco cominciare con gli stupefacenti (molto presto) Duocane per poi passare al sacro thrash metal dei Sodom del disco dei loro primi quarant’anni. Si chiude con l’hardcore beatdown dei francesi Nothing To Lose.

Catalyst \ Escuela Grind \ Nuit d'encre

The Queen Is Dead Volume 79 – Catalyst \ Escuela Grind \ Nuit d’encre

Ritorniamo alla musica con il death metal tecnico e prog dei francesi Catalyst con il loro notevole secondo disco. Si continua con il grindcore e powerviolence a firma Escuela Grind, con il loro secondo album. Chiudiamo con il francese Nuit D’Encre progetto solista one man band incentrato sul sludge e doom metal, rumoroso e molto interessante.

The Queen Is Dead Volume 77 – Mycelia \ Guardian of Lightning \ Tankard \ Moonspell

Cominciamo con gli svizzeri Mycaelia, un gruppo che si potrebbe definire tentacolare, ascoltarli per credere. Thunder metal per i brasiliani Guardian Of Lightning, un gruppo con un basso solista e tanto altro. Eccellente ritorno dei Tankard, thrash metal al suo massimo e la chiusura con un disco dal vivo dei Moonspell registrato ottanta metri sottoterra.