L’age d’or del cinema italiano

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Qualcuno di voi potrà eccepire che la vera età dell’oro del cinema italiano sia quella del neorealismo, oppure quella dell’età dell’impegno e del suo magnifico interprete principale quel Gian Maria Volonté che giudico il più grande attore italiano di tutti i tempi o ancora quella della commedia all’italiana de I soliti ignoti o de Il sorpasso.

Per carità si tratta di opinioni più che motivate e suffragate da fatti incontestabili, io per primo sono un ammiratore di questi film che trovo a dir poco magnifici, ma tante, troppe volte, ci si dimentica o si accantona con un misto di ironia e di malcelata presunzione coloro che con la loro maestria e con budget quasi sempre risicati hanno reso un grande grandissimo servigio al nostro cinema.

Si tratta di una serie di registi spesso geniali dei veri e propri artigiani della settima arte che hanno dato lustro alla nostra industria cinematografica ai quali sono affezionato e che rivendico per quella che è stata la mia crescita kulturale, con la k maiuscola, Partirò quindi con una serie di nomi e di titoli che, a mio modestissimo parere, andrebbero gustati e spesso rivalutati, per comodità l’ordine nel quale procederò è puramente alfabetico visto che una “classifica di merito” sarebbe sbagliata ed ingenerosa. La prima citazione va a Bava Mario, il padre, e Lamberto, il figlio.

Il primo apprezzatissimo, come quasi tutti i nomi che citerò da quel vero e proprio genio che è Quentin Tarantino ha realizzato con mezzi spesso limitati dei veri e propri capolavori come Cinque bambole per la luna d’agosto, La maschera del demonio , Gli orrori del castello di Norimberga, Sei donne per l’assassino e Le spie che vengono dal semifreddo (con Vincent Price e la coppia d’oro del cinema italiano Franco & Ciccio). L’unica volta che il il maestro ebbe a disposizione un budget di più grande caratura fu quando realizzò la versione filmica di Diabolik un titolo spesso criticato ma che a me a sempre provocato numerosi ed intensi orgasmi visivi. Il figlio invece va citato sopratutto per Demoni 1&2 e per Morirai a mezzanotte. Altro nome che comincia con la b è quello di Alfonso Brescia che oltre ad aver diretto l’indimenticabile Mario Merola (Carcerato, Napoli serenata calibro 9, L’ultimo guappo e Zappatore) ha legato il suo nome ai consigliatissimi Sangue di sbirro, Ragazza tutta nuda assassinata nel parco e Superuomini superdonne e superbotte.

Passiamo alla c iniziando con Mario Caiano autori di ottimi poliziotteschi come A tutte le auto della polizia, La malavita attacca…la legge risponde e Napoli Spara!; del bellissimo western Le pistole non discutono e del tardo porno nazi La svastica sul ventre. Citazione d’obbligo anche per Claudio Caligari ed il suo durissimo ma imprescindibile Amore Tossico. Il nome seguente è davvero di quelli pesanti ed è quello del grande Nando Cicero autore di veri e propri cultissimi quali L’assistente sociale tutto pepe, La dottoressa del distretto militare, Ku-fu?

Dalla Sicilia con furore, Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento, La dottoressa alla visita militare per chiudere con il delirante W la foca!, forse uno degli apici della sua produzione, attenzione la foca, intesa come animale, c’è davvero. Non scherza neanche a livello di culto Bruno Corbucci di cui si ricorda il fortunato binomio con Tomas Milian i vari delitti (uno dei quali al Blue gay!) e la varie squadre (antifurto, antiscippo…) ma anche un ottimo Franco & Ciccio movie come Due bianchi nell’Africa nera, vari musicarelli ed un ottimo western come Spara Gringo spara.

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Cominciamo la d con Damiano Damiani non fosse altro per l’aver realizzato il film universalmente riconosciuto come il più brutto della storia del cinema italiano (quindi ovviamente sublime) quell’Alex l’ariete con Alberto Tomba e Michelle Hunziker a dir poco improponibili. Si prosegue con Ruggero Deodato al quale si deve il miglior cannibal-movie di tutti i tempi il pluricitato Cannibal Holocaust. La quarta lettera si chiude con Fernando Di Leo autore di Avere vent’anni, con uno dei finali più violenti che si ricordino (nella versione non censurata ovviamente), e di un buon numero di grandi poliziotteschi quali La città è sconvolta caccia ai rapitori, Milano calibro 9, I padroni della città ed Il poliziotto è marcio.

Saltiamo la e e passiamo direttamente alla f con Ettore Maria Fizzarotti grande autore di musicarelli con la premiata coppia Al Bano & Romina e con Gianni Morandi nonché del buonissimo Venga a fare il soldato da noi. Il prossimo nome è quello da me preferito, quello che ritengo uno fra i cinque più grandi registi del cinema italiano, il terrorista dei generi Lucio Fulci.

Citare qualche film della sua immensa cinematografia sembra quasi oltraggioso, comunque ha realizzato i migliori film della vastissima serie di Franco & Ciccio, horror fantastici come L’aldilà, Il gatto nel cervello e Sette note in nero, pellicole indimenticabili come Una lucertola dalla pelle di donna e Non si sevizia un paperino e chiudo qui perché i suoi film andrebbero citati tutti; anzi imi si lasci un’ultima piccola annotazione, per oltre cento puntate ho realizzato con l’amico Marco un programma in radio intitolato Urlatori alla sbarra titolo di un suo lungometraggio, vi basta per capire la mia adorazione nei suoi confronti?

La lettera g è invece appannaggio di una dinastia di registi , padre, fratello e il di loro figlio e nipote trattasi infatti di Marino Girolami, Romolo Girolami (il cui pseudonimo è Romolo Guerrieri) e Enzo Girolami (nome d’arte Enzo G.Castellari).  Del primo sarebbero davvero tanti i film da citare facciamo quindi una breve cernita segnalando Gigi il bullo, Grazie Nonna, La liceale al mare con l’amica papà, due Pierini e Roma Violenta, si badi bene ho proprio voluto restringere il cerchio. Ma passiamo al secondo del quale mi preme ricordare uno dei miei film preferiti vale a dire La gorilla nonché due ottimi poliziotteschi come Liberi armati e pericolosi e La polizia è al servizio del cittadino?

Per il terzo butto lì giusto tre titoli di assoluto peso come Il cittadino si ribella, La polizia incrimina la legge assolve e sopratutto Quel maledetto treno blindato al quale si è ispirato Tarantino, per sua stessa ammissione, nel realizzare Bastardi senza gloria. Con la lettera i cito quello che è stato principalmente un attore (e che attore!) ma anche regista Ciccio Ingrassia autore di uno fra i più sconclusionati e supercultissimi film italiani di ogni tempo quell’Esorciccio di cui siamo e saremo per sempre fedelissimi devoti. Ma non solo Ciccio occupa questa lettera ma anche un altro autore quel Ciro Ippolito assurto all’immortalità ed alla totale devozione di noi fans adoranti per la sua collaborazione con gli Squallor in Arrapaho e Uccelli d’Italia due fra i film più deliranti che mi capiti di ricordare, da vedere assolutamente!

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La j è citata per Gualtiero Jacopetti colui che ha realizzato i tanto vituperati mondo movie sono suoi infatti Addio zio Tom, Africa addio, Mondo candido e Mondo cane 1 e 2.

Il prossimo nome di questa lunga ma vi giuro stringata e orfana di nomi di assoluto valore carrellata è Mariano Laurenti che è stato uno dei registi più prolifici del cinema italiano anche in questo caso quindi cernita dolorosissima ma voi andate a vedere l’opera omnia, io ne segnalo cinque I due maghi del pallone (uno dei migliori Franco & Ciccio movie di sempre), La sai l’ultima sui matti?, Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (di culto persino per il paludatissimo Walter Veltroni!), Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi e Una vacanza del cactus. Altro nome con una sfilza infinita di direzioni è quello di Umberto Lenzi anche per lui ridurre il cerchio è cosa particolarmente dolorosa nonché profondamente ingiusta mi limiterò quindi alle sue summe: La banda del gobbo, Cannibal ferox, Il Cinico, l’infame, il violento, Il giustiziere sfida la città, Kriminal, Milano odia la polizia non può sparare, Napoli violenta, Roma a mano armata e Il trucido e lo sbirro.

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Bene passiamo alla m con ben quattro nomi, il primo dei quali è quello di Antonio Margheriti anch’egli un discreto stakanovista del quale mi preme ricordare uno dei titoli più belli della storia vale a dire Dracula cerca sangue di vergine…e morì di sete!!! e il Mostro è in tavola…barone Frankenstein grande successo negli Stati Uniti. Numero due per Sergio Martino pure lui con una lista di titoli lunga e di grandissimo lignaggio, si va dallo splendido Acapulco prima spiaggia a sinistra (con la coppia Gigi e Andrea in forma mundial) a L’allenatore nel pallone (il film sul calcio più bello di tutti i tempi) da Cornetti alla crema a Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone da Occhio, malocchio prezzemolo e finocchio (forse il più grande Banfi di tutti i tempi) a Spaghetti a mezzanotte, ma qui ci stiamo allargando e allora chiudiamo con due grandi cultissimi come Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave e Zucchero, miele e peperoncino. Terza citazione per Aristide Massacesi, o Joe D’Amato come amava farsi chiamare, anche per lui un mare di lavori spesso ai limiti della pornografia, ovviamente non si possono dimenticare la saga di Emanuelle, Le notti erotiche dei morti viventi (super titolo), Porno Holocaust e la parodia Tharzan (la vera storia del figlio della giungla). Quarta ed ultima segnalazione per Stelvio Massi specialista del poliziesco all’italiana che ha lasciato ai tanti appassionati del genere capolavori quali la serie di Mark il poliziotto ma anche Un poliziotto scomodo per non parlare de La legge violenta della squadra anticrimine.

Il prossimo nome ad essere preso in esame è quello di Neri Parenti al quale si devono sette Fantozzi (non i primi però) due Fracchia, contro Dracula e La belva umana, entrambi straordinari, tre cinepanettoni e due scuole di ladri. Secondo cognome con la lettera p è quello di Pier Francesco Pingitore che oltre ad aver dato vita (con Mario Castellacci) alla compagnia del Bagaglino ha anche diretto fra gli altri Attenti a quei P2 e uno dei film che guarderei e riguarderei all’infinito vale a dire il fantastico Il tifoso, l’arbitro e il calciatore. Terzo e ultimo è Franco Prosperi ricordato sopratutto per una serie di mondo movie spesso in coppia con il già citato Gualtiero Jacopetti.

Tranquilli siamo al penultimo nome ed è uno di quelli pesanti assai visto che parliamo di Steno (Stefano Vanzina) che ha regalato al pubblico veri e propri titoli di culto fra i quali Arriva Dorellik, Febbre da cavallo (culto del culto del culto) e quattro Piedoni con Bud Spencer protagonista. Ultimo ma solo come posizionamento nell’alfabeto è Michele Massimo Tarantini visto che il Maestro si può fregiare di aver diretto due dottoresse, due insegnati,La moglie in bianco…l’amante al pepe, tre poliziotte, La professoressa di scienze naturali ed il durissimo Poliziotti violenti, scusate se è poco. Come avrete notato non ho citato i protagonisti di queste pellicole perché ho intenzione di ammorbarvi nel prossimo futuro con un altro pezzo che parli di Alvaro Vitali, Lory Del Santo, Michela Miti, Jimmy il Fenomeno ed un altro centinaio di grandissimi interpreti del nostro cinema. Altra mancanza grave di questo effluvio incontrollato di parole è quello è quella di non aver parlato di due cose assolutamente insostituibili per questo tipo di film vale a dire le musiche e le locandine.

Per quanto riguarda le prime esistono varie compile e un buon numero di ristampe, se la vostra disponibilità economica non è fra le più floride c’è un sacco di cose anche su youtube, anche se per placare la sete degli appassionati servirebbe guadagnare fra i 3 e i 4 mila euro al mese. Per la seconde invece esistono vari siti nei quali sono messe in vendita, giuro che se potessi ci tappezzerei le pareti di casa, ma occhio perché anche per queste ultime i prezzi sono spesso tutto fuorché popolari.

Dai smettiamola qua per quanto riguarda il cinema italiano che spacca, parafrasando uno del leitmotiv delle trasmissione televisiva Stracult di Marco Giusti della quale siamo tutti devoti, esistono infatti davvero un sacco di libri molto più esaurienti di questo mio modestissimo pezzo; spero che chi lo leggerà lo prenderà per quello che è vale a dire un omaggio di un appassionato per le pellicole con le quali è cresciuto, se nel bene o nel male lo lascio decidere a voi.

 

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