Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione

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La chiesa cattolica è,da alcuni anni a questa parte,un grande contenitore dove convivono le più svariate tendenze. Per esemplificare il concetto si potrebbe citare due religiosi,ora scomparsi,come Don Gallo e Monsignor Escrivà,due rappresentanti della stessa fede religiosa ma decisamente agli antipodi tra loro.

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in questo film,grazie sopratutto alla loro inesauribile verve,riescono a rappresentare benissimo due anime distinte ma in fondo perfettamente compatibili all’interno del cristianesimo. I due sono parroci in due diverse chiese,quella di Sant’Antonio per Franchi e quella del sacro cuore di Gesù per Ingrassia,entrambe site nel piccolo paese siciliano di Roccapizzone;il primo rappresenta l’ala più riformatrice della chiesa,mentre il secondo si schiera decisamente dalla parte di quella più conservatrice. Il film comincia con il primo fra i diversi screzi fra i due:Don Ciccio ha appena acquistato una nuova vetrata per la sue chiesa ma Franco,causa la rottura dei freni della sua bicicletta,vi ci piomba contro infrangendola,l’incidente scatena reciproche accuse. Nel frattanto è tornata in paese dal suo soggiorno milanese la giovane Anna Bellinzoni (una giovane e bellissima Edwige Fenech),questa nonostante il nonno fascista (Renato Malavasi) ed i genitori decisamente conservatori è una contestatrice di fede comunista rivoluzionaria. Il suo ritorno è stato favorito dall’aria di fermento che si è venuta a creare in paese,gli scioperi nella fabbrica del paese sono infatti all’ordine del giorno. Durante un blocco stradale,al quale partecipa la stessa Anna,per un equivoco si verificano scontri (invero blandi) fra i dimostranti ed i carabinieri,i primi vengono tratti in arresto in massa,ma subito rilasciati grazie all’intercessione di un tenente dell’arma (Ennio Girolami) attento ai diritti dei cittadini e desideroso di mantenere l’ordine pubblico usando la mediazione anziché la violenza. Ma un altro evento catalizza l’attenzione dell’intera popolazione del piccolo borgo,l’attesissima partita di calcio fra le squadre delle due parrocchie. La formazione del Sant’Antonio ,in tenuta rossa,ha in panchina insieme a Franco il suo fido sacrestano Cosimino (Lino Banfi) mentre quella del Sacro Cuore,in tenuta gialla,è guidata oltre che da Ciccio dalla sua petulante perpetua Onorina (Nuccia Belletti). Il Sant’Antonio passa in vantaggio e Don Ciccio,scontento del suo portiere,ne prende il posto tra i pali. L’arbitro però assegna un rigore al Sacro Cuore,questa volta è Don Franco a fare da estremo difensore,mentre Ciccio si incarica della battuta,rete! Ad un minuto dalla fine è lo stesso Franco che,partito dalla sua area palla al piede,scarta l’intera formazione avversaria e deposita in porta,è il gol che decide l’incontro. Ma una brutta notizia aspetta il povero Franchi,a causa di alcune lettere anonime spedite al vescovo circa la sua condotta anticonvenzionale,quest’ultimo sarà trasferito ad un’altra parrocchia. Don Franco pensa che sia stato il suo rivale ad averle spedite ma in realtà si tratta di un tiro mancino del costruttore Don Mimì Nicastro (Enzo Andronico),con il quale il nostro ha avuto una disputa riguardante la costruzione di un albergo al posto di un parco giochi. Don Ciccio in verità si attiverà per far reintegrare Don Franco a capo della sua chiesa. Nel mentre la fabbrica viene occupata dagli operai che hanno a capo il rude Orazio Caccamo (Umberto D’Orsi),la loro protesta è fiancheggiata anche da un gruppo di hippies che si unisce a loro. I Freakettoni però drogano gli occupanti con del thé indiano e questi ultimi,completamente sconvolti,cessano l’occupazione. Ma l’effetto del thé finisce presto e padroni e lavoratori tornano a fronteggiarsi minacciosamente a stento trattenuti dalla forza pubblica. Anna nel frattempo passa dai bellicosi propositi rivoluzionari ai più tranquilli lidi di un borghesissimo matrimonio con il tenente dei carabinieri. Il film si conclude con l’atto di generosità di Franco che ricompra a sua spese la vetrata distrutta a Ciccio all’inizio della pellicola,anche questa volta però saranno i freni della bicicletta a tradirlo,ed il vetro andrà di nuovo in frantumi. Impegnati in ruoli di contrapposizione politica,un po’ come accade nei 2 deputati,Franchi e Ingrassia tirano fuori sempre il meglio di loro stessi e rendono questo film distensivo e divertente. Ultima ma doverosa annotazione per le musiche composte dal maestro Piero Umiliani.

Regia di Marino Girolami
con F.Franchi,C.Ingrassia,E.Fenech,E.Girolami,U.D’Orsi,L.Banfi
Italia,1970

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