I 2 Pompieri

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Che io adori Franco&Ciccio penso non sia un mistero per nessuno, amo tutti i loro film quasi in egual misura, ma per questo di cui sto per parlarvi ho un’adorazione particolare.

Da cosa è portata questa adorazione?
Semplice, dal fatto che abbia trascorso il mio anno di militare nei vigili del fuoco, e questo film che parla, con leggerezza certo ma anche con rispetto dei cosiddetti pompieri ha per me un motivo in più per essere visto e rivisto con enorme piacere.
Prima di parlarvi della trama una menzione d’obbligo la merita la canzone che accompagna le immagini iniziali ed i titoli di testa, la bellissima “Al fuoco” dell’intramontabile Rocky Roberts.
Ma cominciamo con la narrazione:Francesco Perricone (Franco Franchi) e Ciccio Barrese (Ciccio Ingrassia) sono cugini e sono innamorati entrambi della stessa ragazza Caramella (Monica Pardo), ma quest’ultima è stata promessa in sposa al primo.
I due parenti si trovano entrambi nei vigili del fuoco ma Ciccio è vice-brigadiere mentre Franco è un semplice allievo ausiliario.
Nelle esercitazioni, che se non vado errato si tengono alla scuola delle Capannelle, un Franchi, come al solito sbadatissimo, carica un’autobotte con la benzina anziché con l’acqua: l’effetto nel tentativo di spegnere un incendio, per fortuna solo dimostrativo, è facilmente immaginabile.
Ingrassia nel frattempo viene promosso brigadiere e trasferito alla caserma di Roccamarina, guarda caso il paese dove abita Caramella.
Giunto lì gioca un tiro mancino al cugino lontano mostrando una foto, ritoccata, nella quale si vede Franco novello sposo di una sconosciuta.
Ma nella capitale l’ausiliario Perricone continua a combinar disastri ed il comandante disperato destina anche lui a Roccamarina.
Nelle piccola caserma sono impegnati alcuni personaggi davvero notevoli tra i quali il maresciallo (un sempre pirotecnico Nino Terzo) e quattro vigili di diverse regioni di cui uno pugliese (un già spettacolare Lino Banfi).
Appena arrivato Franco viene subito consegnato ma siccome non esistono locali nel quale circoscriverlo viene chiuso in bagno.
Ovviamente questo suo posizionamento non consente agli altri di potersi lavare né di fare i propri bisogni ed è così che la decisone da parte dei suoi commilitoni non può che essere quella di entrare dalla finestra grazie all’uso dell’autoscala.
Ben presto però si capisce che la consegna di Franchi è stata voluta da Ingrassia per potersi recare tranquillamente da Caramella, ma ci vuole ben altro per fermare Franco che arriva anch’egli a casa della promessa sposa, lì gli viene mostrata la foto del suo presunto matrimonio e sia la fidanzata che i genitori di lei lo riempiono di sberle.
Ma ecco accadere un evento più unico che raro per la caserma di Roccamarina, c’è una chiamata per un intervento, non ne era arrivata nessuna negli ultimi vent’anni!
Come facilmente prevedibile i vigili non sono per nulla pronti, tant’è vero che il loro camion è addirittura senza benzina,lo muovono quindi a spinta usando Franco come sirena umana.
La chiamata però non era che uno stratagemma del barbiere Cucurucù (Poldo Bendandi) che insieme al socio Ignazio (Ignazio Balsamo) usano il negozio del primo come copertura per un traffico illecito di bombe camuffate come saponette.
Il parrucchiere si trova sotto l’abitazione di Caramella ed i due vogliono i nostri il più possibile lontani da lì.
Una seconda chiamata i prodi pompieri di Roccamarina la ricevono per un allagamento nel sotterraneo di un negozio, Franco e Ciccio si adoperano addirittura come sommozzatori e come ovvio prevedere non ne fanno una giusta finendo addirittura per essere ripescati in mare aperto.
Ma le emergenze non finiscono qui, si sviluppa anche un incendio in un prato.
La cronica impreparazione dei vigili fa si che questo si sviluppi pericolosamente creando fra di loro lo scompiglio, Franchi terrorizzato tenta di fuggire a bordo di un trattore ma, non sapendolo condurre, si dirige verso le fiamme.
Gli altri credono sia morto ma, con la fortuna che contraddistingue i pasticcioni, ha invece diretto il mezzo pesante verso la diga e con questo ha creato una falla che ha salvato il paese, ciò gli vale una cerimonia di premiazione nella piazza principale del paese.
Il nostro inoltre riesce a convincere la fidanzata che la foto mostratagli da Ciccio non è altro che un fotomontaggio.
La scena si sposta in un lunapark dove Ingrassia incontra una vecchia fiamma Helga (Lisa Halvorsen), Ciccio escogita quindi un piano per inguiare di nuovo il cugino, farà presentare la prestante teutonica ad un tavolo dove siedono Franco, Caramella e i di lei genitori con un cuscino sotto gli abiti fingendo che sia un bambino che lei avrebbe concepito con Franchi.
Ma anche questa volta il Perricone saprà smascherare il trucco.
Ingrassia però non si rassegna e pur di allontanare il fastidioso parente convince il comandante dei pompieri (Adriano Micantoni) che quest’ultimo porti sfortuna.
Riuscito nel suo intento Ciccio si reca in casa di Caramella deciso a dichiarargli tutto il suo amore, ma arriva anche Franco, il padre della ragazza svegliato dal trambusto pensa che in casa vi siano i ladri e si arma di fucile per scacciarli.
I nostri sono costretti alla fuga i si ritirano precipitosamente nel retrobottega del barbiere.
Qui Franchi prende una saponetta, che in realtà è una bomba, e la porta in caserma, il maresciallo gliela ritira e se ne impossessa per lavarsi ma questa ovviamente esplode.
In questo modo i carabinieri scoprono l’arsenale con gli ordigni destinati ai pescatori di frodo.
Ma il barbiere si da alla fuga a bordo di un camion pieno di saponette-bombe,i nostri però riescono a farlo esplodere.
Il lestofante si rifugia allora nel lunapark e salito sull’albero della cuccagna si difende bersagliando i due comici siciliani con prosciutti e salami.
I nostri però hanno ragione di Cucurucù grazie all’intervento della portentosa Helga e all’arrivo dei carabinieri.
Il film si conclude con le nozze congiunte di Franco con Caramella e di Ciccio con Helga.
Impegnati in uno dei tanti ruoli assegnati loro all’apogeo del successo Franchi & Ingrassia, grazie alla loro inarrivabile verve, non falliscono il bersaglio trasformando una trama apparentemente esile in un film di assoluto pregio.
Come accennavo all’inizio di queste mie righe da vedere e rivedere.

Regia di Bruno Corbucci
con F.Franchi,C.Ingrassia,M.Pardo,L.Halvorsen,N.Terzo
Italia 1968

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