A cinque anni di distanza dal precedente Lp “The Lunar Injection Kool Aid Eclipse Conspiracy“, torna la leggenda horror metal Rob Zombie con un nuovo lavoro sulla lunga distanza (l’ottavo complessivo del suo percorso solista) “The great satan“, uscito alla fine del mese scorso su Nuclear Blast.
L’acclamato frontman, musicista e film director statunitense (autore della disturbante trilogia horror “La casa dei 1000 corpi“, “La casa del diavolo” e “3 from hell“, nonché di due riletture della storica saga cinematografica “Halloween“) ha descritto questo Lp come “una rivisitazione delle sue radici Hillbilly che genera un massacro heavy rock/metal imbastardito di punk anthemico” e, in effetti, la definizione è accurata e corrisponde all’incendiario materiale contenuto tra questi solchi.
Rientrati alla base il chitarrista “Riggs” (assente dai tempi di “The sinister urge“) e il bassista “Blasko” (a vent’anni dalla sua ultima apparizione in “Educated horses“) e coadiuvato da Ginger Fish alla batteria, Zombie torna a esplodere col suo industrial metal schizzato, condito dal consueto immaginario demoniaco e iconografia a tema horrorifico/fumettistico/sci-fi, con tanto di intermezzi strumentali e sampling ripresi da B-movies, il tutto corredato da un packaging in bianco e nero che rievoca una certa estetica da fanzine punk degli Eighties, tipo le pagine zozze e luride di Maximumrocknroll – aperto dalle old school vibes della Orwelliana “F.T.W. 84” che riporta il nostro alle atmosfere dei White Zombie di tre decenni fa – con brani frenetici e in-your-face come i singolozzi “Punks and demons“, “Heathen days” e “(I’m) a rock ‘n’ roller” che sicuramente impiegheranno pochissimo tempo nel diventare nuovi anthem del repertorio di Rob.
Non è più tempo di tenerezze in questo brutto mondo dilaniato dalle guerre (e dalla banalità del male incarnata dalle depravate élites dei potenti del pianeta) in cui il genere umano ha smarrito la sua identità, l’empatia e sta diventando cinico, calcolatore e freddo come i robot. Rob e soci picchiano duro, come se volessero creare una colonna sonora per questi tempi luciferini distopici come il groove malefico di “Tarantula” e “The devilman“, lo shock rock di “Black rat coffin“, la psichedelia tossica di “Sir Lord acid wolfman“, l’electro-industrial di “Revolution motherfuckers” e il thrash-hardcore di “The black scorpion“.
“The great Satan” è un luna park del terrore popolato da figure mostruose che vogliono il nostro sangue. Siete pronti a sacrificarvi o a mandare tutto affanculo?
TRACKLIST
1. F.T.W. 84
2. Tarantula
3. (I’m a) Rock ‘N’ Roller
4. Heathen Days
5. Who Am I
6. Black Rat Coffin
7. Sir Lord Acid Wolfman
8. Punks And Demons
9. The Devilman
10. Out of Sight
11. Revolution Motherfuckers
12. Welcome To The Electric Age
13. The Black Scorpion
14. Unclean Animals
15. Grave Discontent










