SECONDAMAREA – SLOW

SECONDAMAREA - SLOW 1 - fanzine

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Nelle 12 arie scritte e cantate dai Secondamarea, duo di estrazione pop-folk, la voce di Ilaria Becchino sposa la naturalezza delle liriche arrangiate dalla chitarra acustica di Andrea Biscàro, l’altra metà che completa il duo, e dalla band di supporto che magnificamente corona “Slow”, loro sesto lavoro: batterista e percussionista Leziero Rescigno (La Crus, Amour Fou, Mauro Ermanno Giovanardi); bassista Lucio Enrico Fasino (Patty Pravo, Mario Biondi, Fiorella Mannoia); trombettista Raffaele Kohler (Baustelle, Afterhours, Vinicio Capossela).

Di preponderante c’è che ascoltare questo elemento musicale, appunto SLOW, predispone a sedimentare positività originata dall’esplosione della tenacia poetico-musicale intrapresa dai Secondamarea, proprio come affrontare una lunga corsa sulla sabbia e cadere infine sfiniti in ginocchio, a corpo morto, su di essa, prima di tuffarsi in mare per riaversi ciucciando da una bottiglietta piena d’acqua fresca: che goduria, ah, sospiro!

“Slow” è abbandonarsi culturalmente alla conquista dell’umanità, “torneremo alle radici, distruggeremo i miti”.
La voce e la melodia di ogni brano, le linee forti dell’album, acchiappano per freschezza e genuino fervore compositivo, in generale dette canzoni effervono di spumantezza rigenerativa, capacissime di (ri)costituire e farsi largo tra i “must” di sempre della musica italiana.

L’intenso lavoro di scrittura dei testi e la tessitura musicale scolpiscono l’opera finita sfaccettandola di variegate pulsioni caratteriali, dotata di vena popolaresca, folkloristica, di comunione con la natura, di planate e colpi di testa grandiosi; tali smash hits, impossibile sottrarsi alla loro cristallina bellezza, entrano in circolo operando un rinnovamento che dovrebbe seriamente interessare l’attuale impianto di diffusione FM per ampiezza qualitativa!

 

Un bene prezioso che allieta l’ascolto immergendolo in lussureggianti emozioni, bontà della voce che in coppia con ogni strumento, quando gioca con se stessa, e ovviamente nell’insieme della struttura canzone, spezza l’anima, come un’ostia sacra, fregiandosi di quel detto “con la gentilezza si ottiene tutto”; eppure la gentilezza non è l’atto di un momento, è invece una filosofia a cui il duo guarda in modo profondo, coscienzioso, formante di giganti immagini e suggestioni comunicative che bussando alla porta della poesia, intesa quale mezzo potente di espressiva ricchezza sentimentale, cioè, lo stordimento estatico della perfezione, apre varchi inimmaginabili di franchezza esorbitante collocando ciascuno di noi in una dimensione fiabesca, speranzosa, attivista nei confronti del marasma lobotomizzante che ci governa, scongiurando l’abitudine a mettersi in fila come automi, sino a cadere nel precipizio del mattatoio, uguali a pecore brucanti. Alzando infatti la testa dall’erba-cibo ci potremmo accorgere del panorama sfavillante di bellezza che ci circonda e pure appartiene, nell’ottica del rispetto uomo-ambiente e viceversa.

Becchino-Biscàro sparano alto il canto di un’umanità che forse dovrebbe adattarsi a cose più reali che compongono la sua dimensione transitoria ed accordarsi ad esse centrando l’equilibrio personale usando accortezza alle poche delicate dinamiche che interessano una sfera ricca di amore con l’esterno del mondo, evitando di servire quello che la pubblicità, il progresso, l’obsolescenza in ogni settore, il global approccio, tenta di levarci ad ogni costo pel suo profitto, snaturando gli agganci basilari dell’uomo con se stesso e Madre Terra. E allora rallentiamo davvero il passo per fare i conti col normale battito del fluire del tempo: nessuno ci corre veramente dietro.

“C’hanno rubato l’inverno”
Soffia incanto e confidenzialità, le perle vocali si spianano sulle notevoli note del piano, emblematico pop a tu x tu…
“Tu mi chiedi come stai e intanto è morta la grande barriera corallina australiana”.

“Naturale”
Easy tempo, adult-pop mood! La musica cresce di fianco, fiorendo amabile.
“Vestita e complice dell’ambiente”, “Battiamoci io e te per amore, così naturale da fare male, naturale è trovare te”.

“Pellegrinaggio”
Lo stile carioca si insinua “tra l’orizzonte e il tuono, io resto qui; non amo meno l’uomo, ma di più la natura”.

“Macina”
Sale in cattedra il ritmo e la bella voce di Ilaria, violini in piena sintonia e il canzoniere degli strumenti orchestra una danza che ci prende, ci puoi giurare, in castagna!

“Slow”
Ballata/inno dolcissima, prende per mano, attende; la voce ci cattura sulla soglia dei profusi allunghi; la song scandisce i tanti canditi al gusto di polline. Personalmente non resisto all’invito boschivo di banchettare tra cori di gnomi e fate: “Perché la vita è come un bosco che respira in coro e lo fa piano, slow”.
Se in sordina ci avessero messo l’assolo della singer Clare Torry, di “Great gig in the sky”, beh, si sarebbe integrato qui a meraviglia!

“Via dell’orto”
Tra finezze strumentali scivolano citazioni botaniche di terre lontane a un passo da noi, magari andando fuori città: “Imbocca la sterrata percorri la strada bianca…”

“Sangue di legno”
Country&Western in mood partigiano+mexico way… la fantasmagorica tromba di Kohler duetta sostanziosa con l’incanto della voce della Becchino: rarefattissimi! Incalzo da urlo!

“Il mondo vuole te”, il giusto compendio di un lavoro con i fiocchi rosa e azzurri!

… da ascoltare e riascoltare. Amen!

 

ETICHETTA: RadiciMusic Records/Artist First

TRACKLIST
1. C’hanno rubato l’inverno
2. Naturale
3. Pellegrinaggio
4. Macina
5. Slow
6. Petrolio
7. Il presente
8. Via dell’orto
9. Sangue di legno
10. Senza
11. Acuacanta
12. Il mondo vuole te

LINE-UP
Ilaria Becchino – voce
Andrea Biscàro – chitarre
Leziero Rescigno – batteria, percussioni, pianoforte, timpano, hammond
Lucio Enrico Fasino – basso, contrabbasso
Raffaele Kohler – tromba
Roberto Acciuffi – fender rhodes, pianoforte
Paolo Iafelice – producer, organo, pianoforte, toy piano, tuba, synth, celeste
and many others…

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