The Queen Is Dead volume 47 – Os Sambeatles \ Wanda Sà \ Orquesta Revé \ Telegraph Avenue \ Mini Trio

FRANCO CORDELLI TAO 48 collana Oceani, pp. 352, 20 euro Il nuovo, atteso libro narrativo di uno dei maggiori critici letterari e teatrali del nostro tempo. Roma è un luogo dove le storie cominciano, cominciano tutte a Roma. Tessere che formano un mosaico complesso e affascinante. Episodi – quarantotto ma forse, a ben guardare, qualcuno di meno – che danno vita a una sorta di autobiografia nascosta dell’autore e, al contempo, al racconto di una città, Roma. Frammenti in cui il narratore torna bambino, ritrova i pomeriggi al cinema con la madre, si riconosce del tutto estraneo agli altri invitati a una festa, oppure si scopre, mentre è coinvolto suo malgrado a investigare moventi e personaggi di fatti di cronaca nera e di storia politica, a rivivere i suoi amori. O dove, infine, riflette sulla scoperta spaesante e felice del teatro, e sul senso del tempo. Ripercorrendo, con la memoria e fisicamente, tanti, più o meno conosciuti, luoghi di Roma e le suggestioni da essi evocate, Franco Cordelli costruisce un racconto in cui ritornano personaggi e temi con, sullo sfondo, la città eterna che, pagina dopo pagina, emerge come indiscussa protagonista. Una storia fatta di molte storie, narrate con uno stile inconfondibile che testimonia, una volta di più, l’unicità del suo autore. FRANCO CORDELLI è nato a Roma nel 1943, è critico teatrale, scrittore e collabora con il “Corriere della Sera”. Vive a Roma. Ha pubblicato i romanzi Procida, Le forze in campo, I puri spiriti, Pinkerton, Le guerre lontane, Un inchino a terra, Il Duca di Mantova, La marea umana e Una sostanza sottile e i saggi: Partenze eroiche, La democrazia magica, La religione del romanzo, Lontano dal romanzo.

The Queen Is Dead volume 47 – Os Sambeatles \ Wanda Sà \ Orquesta Revé \ Telegraph Avenue \ Mini Trio

Os Sambeatles

Ristampa della madrilena Vampisoul di un rarissimo disco brasiliano del 1966, composto da covers dei Beatles suonate da un trio capitanato da Manfred Fest, che sarà arruolato in seguito nel super gruppo di Sergio Mendes. Rifacimenti di pezzi dei quattro di Liverpool in salsa jazz e bossanova, con una classe ed un talento inarrivabili, almeno per la nostra epoca.

Dimenticate quei cd tributo da pochi euro che sono fatti per gli apericena da poco, qui c’è un lavoro molto corposo nella rielaborazione della materia beatlesiana che nel 1966 era ancora freschissima e forse al suo apice artistico. Manfred guida il suo trio in un bellissimo e piacevolissimo vortice di incroci brasiliani di jazz e bossanova, materie che sono molto affini e che si prestano a fondersi assieme e a dare un gusto speciale a canzoni che hanno ottime basi, perché i Beatles possono passare attraverso quasi tutti i generi musicali con le loro melodie.

Solo pochi gruppi sanno però decodificare il codice dei Beatles e riproporlo attraverso il loro codice e in questo Os Sambeatles ci riescono benissimo, tutto il disco scorre benissimo, e in alcuni pezzi i Beatles sono la partenza e la base per divagazioni che rendono le canzoni molto particolari ed uniche, come nel caso di “ Help ! “ che parte con i Beatles per un viaggio nel Brasile più jazz e creativo. La produzione è molto adeguata e ha quel sentore di analogico che rende ancora più caldo il tutto.

Un grandioso recupero di un bellissimo disco che migliorerà sensibilmente le vostre vite da parte della Vampisoul che gira il mondo per recuperare gemme perdute. Si ringrazia sentitamente la coppia Lennon McCartney per i capolavori assoluti e che non temono né il tempo né i confronti.

Wanda Sà

Wanda Sà è uno dei segreti meglio custoditi della bossa nova brasiliana. Comincia giovanissima a suonare la chitarra sotto la guida musicale di Roberto Manescal che produrrà anche suo debutto, e presto sviluppa una maniera estremamente personale di cantare, usando la sua splendida voce che in questo disco intitolato “ Vagamente “ la fa da padrona.

Vampisoul ristampa in vinile dopo molto tempo questo capolavoro del 1964 che diede inizio alla parte più importante della sua carriera. “ Vagamente “ è un disco di bossa nova di gran classe, finissimo e con un calore che si propaga per tutto il corpo durante l’ascolto. Wanda Sà è l’interprete perfetta per questo tipo di musica, scritta e arrangiata alla perfezione da Eumir Deodato.

La bossa nova è sfuggente malinconia, piacere beffardo, saggezza e grande eleganza, il tutto declinato alla maniera brasiliana, ed è un genere che può essere solo brasiliano, perché in quella terra esiste un bilanciamento pressoché unico dei sentimenti di cui sopra. Questo disco è una perfetta rappresentazione di cosa sia questo genere musicale, e qui dentro c’è tutto e il meglio della bossanova che si lega al jazz, che la rende ancora migliore. Dopo questo debutto Wanda Sa’ si legherà al gruppo Sergio Mendes Brasil 65.

Al termine del tour per questo debutto, che toccò anche gli Usa, Wanda Sa’ fece spettacoli con Baden Powell, Vinicius De Moraes, Luis Carlos Vinhas e Bossa3, in pratica il meglio della bossa nova jazz in Brasile.

Dopo tutto ciò la sua carriera non spiccò il volo come avrebbe meritato, anche se Wanda Sà è una musicista molto importante per chi ama la bossa nova jazz degli anni sessanta e settanta. “ Vagamente “ è una perla riportata alla luce come molte altre dalla Vampisoul, ed è un disco di grandissimo valore e di altissimo valore.

Orquesta Revè

Prima ristampa del disco De Habana a Lima con la Orquesta Revè, del gruppo Orquesta Revè fondato dal percussionista e compositore di Guantanamo Elio Revè nel 1956. Partendo dal ritmo cubano del changui, Elio e i suoi companeros riuscirono a diventare negli anni il volto cubano musicale all’estero, intraprendendo anche lunghi tours in Europa come in Latinoamerica.

Infatti questo disco è stato registrato in Perù durante una tourneè de La Revè nel corso del 1971. il gruppo giunse, insieme ad altri gruppi cubani, in Perù dopo aver firmato con l’etichetta MAG e il capo della stessa Manuel Guerrero fu d’accordo con incidere un disco per far conoscere meglio la loro musica. E non ci poteva essere migliore disco per far conoscere la musica de La Orquesta Revè, con queste undici composizioni cubane di changui, il geneer che avrebbe poi dato vita alla salsa. Proprio ascoltando questo disco ci si può rendere contro di questo passaggio epocale, e di quanto la musica cubana abbia contribuito alla crescita e allo sviluppo della musica latinoamericana.

Queste dodici perle di energia, di gioia e di spirito cubano sono da scoprire e da gustare, in ricordo di concerti che non furono dimenticati tanto facilmente dai peruviani che li videro.

La ristampa della Vampisoul è una chicca che riporta alla luce un disco introvabile, e molto ricercato da tanti collezionisti e selezionatori di musica latinoamericana, ma deve arrivare sopratutto alle orecchie di chi cerca genuinità, forza e changui della migliore qualità.

Telegraph Avenue

Passiamo dalle sonorità latinoamericane della Vampisoul a quelle garage beat rock della sua consociata Munster Records, un’altra label assai notevole. questa volta è il turno dei  peruviani Telegraph Avenue con la ristampa di Volumen2 uscito originariamente per MAG Records nel

1975 e che riassume attraverso questo validissimo gruppo l’epoca dorata del rock peruviano, che va dal 1965 al 1975. La ristampa da parte della Munster Records arriva a colmare un vuoto notevole per gli amanti di questo suono, dato che il disco era praticamente introvabile e non più stampato da molto tempo.

All’interno di Volumen 2 si può trovare tutta la fisicità combinata con la psichedelia del rock latinoamericano anni sessanta e settanta, un connubio davvero particolare e assai difficile da descrivere a parole, bisogna ascoltarlo per forza e questo disco è un gran bel inizio. Il suono combina efficacemente suoni rock and roll, beat e qualcosa di proto garage, il tutto con una notevole dose di psichedelia visionaria che in latinoamerica ha una valenza diversa rispetto a quella americana o europea.

Il risultato è un disco molto piacevole, colpisce la varietà dei suoni e i diversi stili impiegati al suo interno, non è un monolite sonoro, ma ci sono diversi codici musicali al suo interno.

La scena peruviana rock e psych anni sessanta e settanta era notevole ed è ancora inesplorata in parte, e la Munster Records ci riserverà altre sorprese in merito.

Mini Trio

Chiudiamo questo volume con la ristampa da parte della Vampisoul del sette pollici ” Hare Krishna “dei brasiliani Mini Trio originariamente uscito nel 1970 e ora ristampato per la prima volta. Sul lato A troviamo ” Hare Krishna ” un delirio psych beat che è in pratica un inno alle droghe e all’amore libero, con un cantato femminile davvero particolare.

La musica ha un forte impianto di fiati e alche alcune orchestrazioni notevoli, non è il solito gruppo psych improvvisato ma ha ottimi numeri.

Il lato B contiene ” E’ O Que Ela Quer, rifacimento psych molto ritmato della hit ” She’s Not There ” degli inglesi The Zombies. La versione dei Mini Trio stravolge l’originale che era molto soffusa e punta tutto sulla meraviglia dell’ascoltatore.

Il gruppo brasiliano ha un tiro notevole, una pienezza del suono che non era scontata in quell’epoca, dove c’erano tantissimi gruppi e non era affatto facile farsi notare.

Un sette pollici interessante quanto raro ora nuovamente disponibile, per farsi trasportare in un’epoca molto diversa e assai più ricca musicalmente.

 

 

 

 

 

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Massimo Argo
argomassimo01@gmail.com
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