MUDHONEY – DIGITAL GARBAGE


Recensione

A fine anni'80 una città kiamata Seattle,nello stato di Washington, diventava famosa tra gli appassionati di rock x 1 nuovo genere musicale: il GRUNGE.

A fine anni’80 una città kiamata Seattle,nello stato di Washington, diventava famosa tra gli appassionati di rock x 1 nuovo genere musicale: il GRUNGE.

I MUDHONEY,erroneamente inclusi in questo pallosa ed inutile divagazione strumentistica

(le opinioni sono assolutamente personali) ,in realtà sono sempre stati solo una GARAGE-BAND.

 

Trent’anni di concerti, 18 LP, un’infinità di EP e singoli,tanto x citarne qualcuno “TOUCH ME I’M SICK”,”SUPERFUZZ BIGMUFF”,”PIECE OF CAKE”,”VANISHING POINT”.…. Ed ora,x fine settembre 1 nuovo album.

Non mi dilungherò sull’emozione quando ho scaricato lo zip-promo. Ho già accennato nella mia precedente recensione ai miei problemi di incontinenza musicale.

Bene,adesso voglio immaginare di aver già il vinile x le mani,sfregare il bordo sui jeans, sparekkiare il cellophane ed infilarlo sul pirulo del piatto.

Ora abbassiamo la puntina sul disco: attacca 1 mid-tempo,qualke giro strumentale e MARK ARM parte con la voce,facendo il verso all’ IGGY  POP dei tempi d’oro,quello maturo ma non ancora sputtanato dal successo (leggi “NEW VALUES”). Questa “NERVE ATTACK” è 1 bell’inizio,si capisce subito ke i MUDHONEY non ci deluderanno neanke questa volta.

Si prosegue con “PARANOID CORE”,nel loro classico stile ed infatti scelto come pezzo di punta x il lancio del disco e ”PLEASE MR.GUNMAN” ,quest’ultima con GUY MADDISON ke mostra tutta la sua padronanza con le sue linee  di basso, scale su toni alti ke mi fanno godere! “WE’D RATHER DIE IN CHURCH” canta ARM nel ritornello.

Come già si capisce dal titolo dell’album,i MUDHONEY si sono ispirati ai tempi ke stiamo vivendo (o subendo?),skiavi del web,della telefonia,di tutte quelle false comodità ke ci stanno rendendo fottuti skiavi del cazzo!.

“KILL YOURSELF LIVE”parte con 1 intro con la slide ed assolo di organo (garage rules!)…

Per riallacciarmi all’argomento ricorrente in questo lavoro,la suddetta track parla di quei coglioni

(e sono tanti!) ke farebbero di tutto pur di essser famosi x poki minuti,non conta x cosa,l’importante è ke tutti  vedano quanto 6 stronzo!

Quindi:”QUANDO MI UCCIDERO’ OTTERRO’ 1 SACCO DI LIKES”,questo è il succo della canzone.

“NIGHT AND FOG” ci porta in quei luoghi oscuri tipici di NICK CAVE,o THESE IMMORTAL SOULS,o dei BLOODLOSS (band ke vede nel suo organico ARM e MADDISON).

Qui STEVE TURNER ricama con una kitarra dissonante ke rende l’atmosfera ancora + pesa fino al crescendo del finale e rende questo brano 1 dei miei preferiti.

In“21st CENTURY PHARISEES” la voce di ARM ricorda 1 po’ LYDON,urlata e sgraziata (ma xkè cazzo ogni volta ke fai una recensione devi fare paragoni o trovare somiglianze?mah…boh…).

Con”NEANDERFUCK”, MR.TURNER sfodera le sue skitarrate + grunge,o metallare,ma ci piace anke x questo!

“PROSPERITY GOSPEL” ripercorre i sentieri già battuti ke ce li hanno sempre fatti apprezzare: DURI,VELOCI E FURIOSI.

Si prende 1 po’di respiro con”MESSIAH’S LAMENT”,1 lento con assolo fuzzato (quasi) melodico.

L’armonica annuncia il blues apocalittico di”NEXT MASS EXTINTION”,1 brano da “EXILE ON MAIN STREET” del 21esimo secolo.

“OH YEAH” kiude questo superbo lavoro;1 pezzo dedicato ai divertimenti,alle valvole di sfogo (NON virtuali) quali il surf,lo skate,le moto…

Kiudo con le testuali parole di MARK ARM:  “I would’ve really just loved to write songs about just hanging out on the beach, and going on a nice vacation. But, you know, that probably doesn’t make for great rock.”

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1 Comment

  1. luigi
    1 ottobre 2018
    Rispondi

    sarebbe ora di imparare a scrivere come gli adulti

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