Intervista a La Tosse Grassa


Scoperti per caso, come le migliori cose che capitano, tra un video e l`altro su You tube.

Credo di ricordare 2 mesi fa di essere incappato per caso nel brano “La vita e` bella ( quella de Benigni ) “ catturato dalla foto del medesimo attore bruciato da colori fluo.

Un click non costa niente, un like l`attesa di aspettare , scrollare sui commenti e compagnia bella.

Si aprono gli Abba, con le solenni tastiere di “Lay all Your love to me “. E sticazzi.

Subito dopo, in un nonche` ho la stessa sensazione che ho avuto quando ho ascoltato anni fa “ Il Saltapicchio “ di Cespuglio  ( dei Cugini di Campagna ). Ok, il trash e quant altro, ma una drammatica sinfonietta quasi da camera, con tinte sataniche alla Dario Argento.

“Adonai” di Morricone ha parecchie citazioni nella musica contemporanea italiana. Ecco cosa ci vedo nella testa di Vanni Fabbri, al punto di avere avuto la fortuna di scrivergli e chiedere questa fantastica intervista. Vi piacciano o no, hanno tanto da dire, proprio perche` ci ritroviamo nell`immaginario collettivo nel/col quale siamo tutti cresciuti.

Comunque non per farla difficile, i testi spaccano, il grip con le basi musicali sono geniali (italo disco vs mash up) . Mi viene da pensare.. meno male che ci sono stati i Baustelle, solo per creare per reazione gruppi realmente validi che hanno molto piu` colore e forma da creare une vera scena superattiva italiana. Siamo forse speranzosi di ritornare negli anni 90 quando Blindosbarra,Ustmamo`, Yo Yo mundi e Mao Mao ci facevano muovere da una cittadina all`altra per andare a sentire i loro concerti o rassegne stampa.

Ecco l`interwaltzer.

Brani consigliati

 

 

 

 

Grazie Vanni , Santo Subito  (*ha ha ha )

come vi incontrate? ovvero anno e background

incontro me stesso nello specchio, non ricordo dopo quanti giorni o settimane ma sicuramente nei primi mesi del 1975. andiamo d’accordo fin da subito e ci appassioniamo ben presto di musica. ascolto di tutto vorace e intorno ai 13 anni comincio a fare le prime cosette, ma la prima degna di nota è nel 1997 la formazione dei Ca.Pe.Al., duo electro-punk surreale che condividevo con Masoschiavo (io ero chiaramente Sadomaster). la band è tuttora in attività anche se da anni le apparizioni sono sempre più sporadiche, ci limitiamo a un paio di eventi l’anno dato che il mio complice ha messo su famiglia e insegna fisica all’università di toulouse! tuttavia io ho proprio la necessità psico-fisica di fare cazzate con costanza, per cui per sopperire a questa mancanza nel 2011 inauguro il progetto La Tosse Grassa.

come vivete Recanati oggi e che ricordi avete  avete finora

la nefasta influenza della gobba del Leopardi aleggia su tutti noi recanatesi, dall’artista al ciabattino, e ci dona moltissimo. di conseguenza siamo tutti un po’ pavoni, e negli anni ’90 c’era un fermento vivissimo, suonavano praticamente tutti, e ognuno proponeva qualcosa di personale, ogni stile musicale già codificato era rappresentato da almeno un individuo. io ho avuto sempre una passione per le culture delle devianze, ed entrando presto in contatto con altri casi gravi abbiamo subito formato un collettivo rivolto ad accogliere tutti i disadattati del panorama artistico locale non solo recanatese, anzi, virtualmente trans-planetario. si chiamava Lupinaria e aveva come motto “Caos – Arte – Terrore – Cazzeggio”. da lì è partito tutto l’orrore che ci ha portati fin qui. sono stati anni divertenti, ora non è più rimasto quasi un cazzo, tuttavia insisto e ogni cazzata che mi/ci viene in mente cerchiamo di realizzarla, con sommo disappunto della cittadinanza cacacazzi.

attuale line up.. come * e se e’ cambiate nel corso degli anni

il piano iniziale prevedeva che me ne andassi in giro da solo, coi mezzi, perché nemmeno guido, e ogni volta montassi una forca con appesa una mirrorball all’ombra della quale mi sarei poi esibito. poi in breve tempo mi ravvedo e scelgo di ricorrere al Radical Macabre Tanzkommando, un misto tra corpo di ballo e ordine monastico, per cui ad ogni live ad accompagnarmi in scena ci saranno due individui che si muoveranno ispirati dalla musica e dall’alcool. così in un colpo solo ho trovato compagnia, autista e qualcosa che innalzi il coefficiente di arrapamento tra le femmine in prima fila. di tanzkommander ne abbiamo un pool di una 40ina, di volta in volta si litigano le date e per ogni funzione ne vengono scelti due. quando c’è qualche situazione speciale ne portiamo addirittura quattro… e ultimamente, svolta epocale, abbiamo addirittura aperto alle donne!

che ricordi avete del karaoke .. vedete alcune version dei vostri brani in modalita?

il karaoke è una terribile piaga della società, ricordo con orrore il famigerato programma di fiorello. la forma musicale de La Tosse Grassa può anche ricordarlo, ma la maggiore ispirazione è il festivalbar più che il karaoke: gli artisti italo-disco si esibivano rigorosamente in playback, zero strumenti sul palco e tante coreografie. tuttavia i nostri brani si prestano benissimo alla modalità del karaoke, anzi, non escludo affatto che in qualche cantina qualcuno a cui è rimasta nel pc la cartella delle mie basi per i live non organizzi in gran segreto delle cantate alcoliche collettive sui pezzi de La Tosse Grassa. c’è Manuel, un cantante di liscio del fermano con un vissuto un po’ complicato, che in modo simile s’è procurato qualcuna delle mie basi e ha trovato la redenzione cantando brani di Gigione, Jo Donatello e La Tosse Grassa nelle sagre e ai matrimoni. per il tribute album “We Love Tosse Grassa Yeah Yeah Yeah” ha registrato la sua versione di “Pezzi Di Fiche” con una base in versione midi brutto che gli ho realizzato io stesso. ah, non posso poi non segnalarti l’esistenza di Marco Barbera, un italo-cinese devoto al Porcoddìo del Degrado che sta nobilitando il concetto di karaoke praticando “karaoke estremo”: ogni volta sfida sé stesso e il suo pubblico cercando di cantare brani sempre più impossibili, e una volta che cominciano a venirgli in maniera accettabile li accantona. evoe dei nostri tempi. (non è un refuso)

siete aperti a colllaborazioni? chi vedreste come featuring?

ho sempre applicato questa regola: io posso apparire nei dischi degli altri me nei dischi miei non ci voglio nessuno. per dimostrarlo e confermare la regola ovviamente un’eccezione c’è stata: nel brano “Arresta Il Sistema” c’è un featuring col succitato Manuel, precedente che spero abbia scoraggiato a dovere tutti quanti prima osavano chiedermi di far qualcosa insieme. in compenso sono apparso in brani di Spiritocrampo, Il Culo Di Mario e Lady Ubuntu, in un mixtape di Rico degli Uochi Toki e addirittura in un videoclip de Lo Stato Sociale! comunque questa regola del non volere nessuno nei miei dischi valevfinché dovevo ultimare il progetto originale, ossia quello di fare sei dischi in sei anni coi titoli dei principali tg nazionali. ora sono entrato nella “fase fuffa”, quindi niente più paletti,  posso fare il cazzo che mi pare, il che include anche un album di duetti che prima o poi mi deciderò a realizzare.

cabarock o punk ? mi ricordate I Buzzcocks in diversi momenti.

sicuro mi sento un “orgasm addict”, per cui rispondo “punk” senza esitazione. intendo fottere le menti dei borghesi e se nel farlo come effetto collaterale mi riesce di provocare qualche sorriso o di strappare qualche risata ben venga, anche se spesso son risate isteriche. per comodità o per superficialità finisce che mi inseriscano spesso in contesti demenziali o “trash” più leggeri, poi però molti rimangono perplessi, peggio per loro: una volta mi hanno dato del “wannabe demenziale”. eh, caro, è evidente che non ci siamo capiti. certo, una volta mi hanno inserito anche in un contesto punk. si sono incazzati tutti.

vi ci vedo bene ad aprire il teatro satanico, purtroppo non piu attivo. come considerate la scena musicale italiota. . la solita domanda di merda da critico

ecco, appunto, mi sento molto più vicino al Teatro Satanico Charles Manson che agli Squallor, il loro “Delirio Sifilitico” è un must assoluto. (a proposito, sicuro che non operino più??) io stesso ho sempre sentito di fare industrial, solo che invece di aver scelto la forma della power electronics, che magari si assocerebbe meglio ai miei testi ma mi lascerebbe con dieci psicopatici già convertiti come pubblico, ho scelto quello che chiamo “brutal disco pop”, che uso come grimaldello per inocularmi in maniera subliminale nei cervelli di quella gente che poi il giorno dopo mi canticchia sotto la doccia senza rendersi conto delle aberrazioni che pronuncia. la scena musicale italiota, che dire… da quando ho visto il primo comunicato stampa de TheGiornalisti ho deciso di evitarli come la peste e di saltare a pié pari qualsiasi artista con nomi similmente hip e scemetti, per cui sono salvo da praticamente tutto il cosiddetto itpop, tranne quelli che c’erano già prima dei suddetti Giornalisti. retroattivamente avrei cominciato dagli Amari. sono anche salvo dalla scena trap neomelodica nazionale, senza rimpianto alcuno. ma tolti questi filoni malati delle cose buone ci sono. per uso personale mi godo con piacere Father Murphy, OvO e Lili  Refrain, per citarne alcuni. mi sento inoltre in qualche modo gemellato con altri alfieri del Degrado del calibro di Auroro Borealo e Smegma Bovary, con cui ho collaborato spesso, e in misura minore con altri personaggi come Myss Keta e Pop X, coi quali non ho mai collaborato direttamente ma, seppur con stili e modalità differenti dalle mie fanno comunque schifo con metodo, come me.

pacciani, riina, laurito e bonacorti. ce li vedete assieme a salo?

pacciani è quello che ci vedo meno, forse sarebbe uno della servitù, magari il giardiniere guardone che vive di avanzi. la laurito e la bonaccorti sì, invece, sarebbero delle ottime Megere. riina non saprei, sicuro il suo ruolo di comando potrebbe renderlo adatto per essere uno dei Signori ma non lo vedo così perverso. ci vedrei meglio belpietro o toninelli, per dire.

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