Chi Siamo 1 - fanzine

In Your Eyes ezine

In Your Eyes nasce nel ormai lontano 1999, dopo varie esperienze su fanzine cartacee. Nasce e continua a svilupparsi nell’idea di poter dare una mano a band, scrittori o chiunque voglia esprimersi sotto qualsiasi forma.

In Your Eyes è totalmente slegata da logiche e dinamiche editoriali: i nostri collaboratori si occupano anche dell’aspetto grafico e della diffusione in rete della stessa, in pieno spirito diy.

In Your Eyes è legata a concetti dell’autoproduzione e dell’ indipendenza assoluta.

In Your Eyes ha come unico scopo di diffondere la propria passione e di saziare il nostro bisogno comunicativo

In Your Eyes non recensisce tutto quello che riceve, è a sua discrezione la pubblicazione online dei contenuti

In Your Eyes non ha regole o dogmi da seguire, noi esprimiamo il nostro punto di vista.

Un grazie a Tatoosa Creative per la realizzazione del sito web e per la grafica dello stesso.

Chi Siamo 2 - fanzine

I nostri collaboratori attivi

argomassimo01@gmail.com
calcagnoluca31@gmail.com

Il Santo alias Luca ovvero il secondo (o il primo,fate voi) urlatore alla sbarra,a proposito tutti sul podcast ad ascoltarci.Il sopranome l’ho adottato non per motivi religiosi, ma ispirandomi al miticopersonaggio interpretato da Roger Moore nello splendido telefilm Simon Templar.MI piace ascoltare musica,leggere,il gioco del calcio,pensare con la mia testa.Mi piace il sublime e il terribile, il rock’n’roll piu’ semplice ma anche un sacco di altre cose. Mi piacciono le persone che non si fanno di inutili menate per questo mi piacciono Simone e Loriana e per questo scrivo e sostengo In your eyes.

simone@tatoosa.it

editor of In Your Eyes ezine.

bobsaintclair@libero.it

Da sempre appassionato di musica, tanto che ne ha fatto una religione fin da adolescente… Ha in cantiere di scrivere una silloge poetica, ma assorbire musica in tutti i modi possibili è quello che gli riesce meglio.
Ha lavorato in una web radio agli albori della nuova decade conducendo una rubrica letterario/musicale con Nicoletta Bartolini (scrittrice e sperimentatrice di format comunicativi) gestendo altresì con lei un sito di scrittura amatoriale “scrivolare.it”.

toten.info@gmail.com

Marco Valenti [La Spezia 1971]
megadirettore galattico di Toten Schwan Records
racconta i suoi deliri sul magazine aperiodico Tritacarne
parla di musica nella sua rubrica “L’ora del lupo” su Fango Radio
perde il suo tempo guardando vecchi incontri di wrestling

giov.panetta@gmail.com

“Appassionato della musica indipendente e rumoristica. Analiticità e criticismo fanno parte della mia attitudine, attraverso anche il culto del localismo. Direttore di Nikilzine”.

gofuzzyourself1985@tiscali.it

” Io sono un vuoto a perdere, uno sporco impossibile, un marchio registrato, un prodotto di mercato. Io sono un punto fermo, una realtà di base, un dato di fatto, un dato per perso. Non ho codici segreti né codici cifrati, non cerco centri di gravità permanenti. Io sono una pratica evasa, io sono una vertenza chiusa, un vicolo cieco, un pozzo senza fondo. Non sono come tu mi vuoi. “

e.dassereto@gmail.com
nidieunimaitre79@hotmail.it

sono nato a Pontedera (PI) nel 1979 e poi me ne son pentito. Attualmente suono la chitarra e canto negli Orrendo Subotnik. In passato ho suonato con: Santa Sangre (non quelli indie rock di Genova)), Magdalene (non quelli nu metal delle Filippine), Klam (non quelli che… vabbè i nomi dei gruppi non sono il mio forte). Di musica capisco qualcosina, il resto me lo invento.

ciccillo@autistici.org

Boomer, musicista, docente, ascoltatore decisamente saturo, dai tempi dei 45 giri nel mangiadischi al presente dei file scaricati con torrent.
In generale non ama molto il rock – a meno che non sia “in opposition” – e l’elettronica spesso lo annoia.
Legge prevalentemente saggi e ne ha pure pubblicato uno ma ogni tanto si concede qualche romanzo, sempre degli stessi 7 o 8 autori.
Negli ultimi vent’anni è diventato anche un cinefilo casalingo incallito, cui il lockdown ha dato il colpo di grazia.
Il suo blog di condivisione di materiali musicali è: aldezabal.blogspot.com

atomdeca@hotmail.com

Più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, con cui ha firmato la quasi totalità della sua discografia, si è affermato soprattutto come autore di musica elettronica e musica ambient, accostandosi poi ad altri ambiti come quello teatrale, multimediale e televisivo. E’ autore di musiche per la RAI da oltre un decennio. Le sue prime incisioni su vinile sono diventate ricercati pezzi di alto valore collezionistico. Buona parte delle sue produzioni oggi è distribuita nel mondo attraverso i cataloghi di EMI e APM.
Da tempo ha fatto della dimensione onirica la chiave di volta della sua vita personale ed artistica. Ha coltivato una vena narrativa firmando alcuni romanzi di genere fantastico e surreale, nonché fumetti e graphic novel.
È stato a suo tempo tra i fondatori e promotori del Manifesto del Distonirismo.

stercone@gmail.com

Inadatto a vivere, cerco di tirare avanti dividendomi tra amore per la musica, devozione per la filosofia e paura per il domani

COLLABORATORI NON ATTIVI

Nata a Savona nel 1967, ho fatto studi umanistici. Mi piace leggere, andare al cinema e scrivere quindi che altro potevo fare se non scrivere di cinema? E così, unendo due delle mie grandi passioni, sono nate le mini – recensioni dei film che più mi piacciono.

ThaBaaz was born in 1974, classical studies of percussion and acoustic drums, disparate musical interests: from dodecaphonic serialism to minimal electronics and IDM, just to roughly outline the limits.

Marco Sommariva (Genova, 1963) premiato da Alessandro Baricco nel maggio 2001 come vincitore del Concorso letterario ideato dalla libreria online bol.com-Arnoldo Mondadori Editore, ha pubblicato i romanzi Il cristallo di quarzo (1999), Vorompatra (2003), Fischia il vento (2005), Il venditore di pianeti (2006), Lottavo romanzo (2013), L’osteria dei soprannomi (2014), L’uomo degli incarichi (2019) e CoviDiario (2020); i saggi Ribelli 1000-2000, un lungo millennio (2002), Lula (2003), Pillole situazioniste (2005), Written in the U.S.A. (2016), Italian graffiti (2017), Indispensabile (2019) e Sbirri! (2019); lo zibaldone 50 sfumature diverse (2016); i fumetti Ventotene, storie di confinati (2007), L’amico ritrovato (2018) e Esci dal guscio! (2019).

Virginia Sega nasce il 21 febbraio 1995 a Rovereto, una piccola città in Trentino. Dal 2009 al 2014 frequenta l’Istituto d’Arte F. Depero nella stessa città, ottenendo il diploma in Arte della Grafica pubblicitaria e Fotografia. Durante questi anni ha l’opportunità di sperimentare con vari programmi grafici, come Photoshop, Illustrator, Indesign, nutrendo un particolare interesse verso l’arte digitale; in questo modo vede l’opportunità di collaborare con vari gruppi musicali locali, per la creazione di loghi e la parte grafica. Nel 2014 si trasferisce a Venezia per frequentare l’Accademia di Belle Arti, seguendo l’indirizzo in Pittura e sperimentando materiali nuovi, oltre che frequentare diverse realtà del luogo. Nel 2019 si laurea con una
tesi sulla spiritualità del tatuaggio, una passione che porta avanti tuttora

_nasco come grafico, quando a Salerno scuole specifiche non esistevano. Si imparava a disegnare e
comporre i caratteri (fonts) direttamente in tipografia e il testo spesso consisteva in semplici
trasferibili, niente pc.

_mi sono innamorato dell’illustrazione ammirando su Metal Hurlant le favolose tavole di Moebius,
Caza, Corben, Gimenez..nello stesso periodo ho scoperto l’hardcore punk, la musica e l’attitudine,
e spesso le due cose convergono.

_il mio primo lavoro professionale è stato un lavoro di prestigio: illustrare un libro inedito per
l’Italia, l’Ultimo Uomo Bianco di R.E. Howard (il creatore di Conan il barbaro).

_ho sempre partecipato coi miei disegni ad iniziative indipendenti tipo fanzine quali Demonizzati,
Vampiria, Aeon, riviste di tatuaggi (Idea tatoo), loghi e copertine per band (Lathebra ,
Dragonhammer, Psycho Sin) flyers per eventi molto underground. e una clip per i Lenore S Fingers
(Mykingdommusic). Alcuni miei lavori sono documentati sul libro Sub-terra di Eduardo Vitolo Tsunami ed.

In parallelo ho continuato ad esporre, in modo indipendente, i miei lavori grafici e pittorici.

_Dopo un’esperienza col mondo della scuola pubblicando ben sette volumi creati con lo strumento del
fumetto, per avvicinare i ragazzi alla storia locale/nazionale, ho iniziato a collaborare con grandi
gruppi editoriali della computer grafica, realizzando modelli tridimensionali e tutorials per far
apprendere a lettori appassionati le nozioni base per l’utilizzo di softwares per il 3D.

_Negli ultimi dieci anni la mia passione per la musica ha prodotto lavori pittorici (olio su tavola)
che immortalano il variegato mondo delle tribù underground: lavori esposti in luoghi di culto
dell’arte (Arco di Madrid, Museo Cam diCasoria, Castel Sant’Elmo di Napoli, Art First di Bologna) e
in gallerie assieme a grandi artisti
del calibro di Liechtenstein, Murakami, Pettibon, Ramos. I dipinti raccontano di soggetti che
escono dall’oscurità dei loro rituali a concerti, feste, incontri casuali dove la musica dal vivo
fa da set e da colonna sonora di questi creatori di TAZ (Temporary Autonome Zone). Questa mia lunga
ricerca sul popolo delle tenebre mi sta creando un’attitudine da “antropologo” facendomi scoprire
come il mainstream sia sempre disgustato da questi figuri ma non riesca comunque a fare a meno di
seguirli per attingere e dettare le nuove tendenze per le masse. Sono profondamente colpito da questo
continuo dualismo tra disgusto e fascinazione.

_Ritorno col fumetto creando Blacky Mole una talpina mutante, irascibile, ironica, irritante, direi incredibile, che, tra realismo
contemporaneo e situazioni storiche da saga nordica, prende in giro l’estremismo della musica “dura”
e i supereroi americani. Blacky Mole che nel linguaggio anglosassone indica quei nei scuri sulla
nostra pelle che non sono portatori di cose sane: una metafora della malvagità insita dentro di noi e
che spesso emerge.

Classe 1987 (di cui vado fiera) appassionata d’arte, di cinema, storia e antropologia. Credo nel valore universale della scrittura e della comunicazione non convenzionale. Un percorso universitario intriso di esperienze visive e linguaggi alternativi. Segni particolari: Street Art addicted

Libero Montanari non è il mio vero nome. Sono nato ad Ascoli Piceno nel 1963. Nel 1983 ho fondato la mia prima hardcore band. Ho poi passato altri 25 anni a formare gruppi, occupare case e organizzare concerti. Nel frattempo ho anche scritto due romanzi, discretamente apprezzati dalla critica e più volte finalisti in Premi letterari a carattere nazionale. Attualmente insegno in una scuola primaria a Frascati (Rm).

Originario di Lecce, negli anni ho scritto di musica per svariate fanzine cartacee -due delle quali fondate da me-, blog (Tony Face) e portali (Rockit.it e lamusicaska.it), ho organizzato concerti, serate e dj set e fatto girare i miei dischi un po’ in tutta Italia con i miei diversi progetti. Amo il rhythm’n’blues, il rock’n’roll, la musica giamaicana e caraibica d’annata.

Sono un ragazzo di Roma. Mi piace il rock’n’roll, il garage, il beat, il folk, il blues e il country…queste sono le sole religioni in cui credo

Sono Nad, al secolo Nadia Cortese nata e cresciuta a Bergamo a pane fumetti e horror. La passione primordiale é stata la poesia, alimentata dagli studi classici al quale si é aggiunta quella per i fumetti. Una forma d’ arte completa che oltre ad avermi accompagnata per tutto il resto della vita mi ha fatto scoprire autori come Poe e poi King, diventati poi esempi indiscussi.

Breve nota biografica:
Damiana Guerra si avvicina precocemente al mondo della scrittura e ne rimane affascinata: a sedici anni vince il suo primo concorso letterario iniziando una lunga collaborazione con una rivista online che ne pubblica regolarmente i racconti. Inizia a studiare teatro con il maestro Gian Luca Righetti dei Teatri dell’Era per poi, nel 2012, iniziare un percorso con il maestro Claudio Calafiore della compagnia Faber Artis del Teatro Nero di Modena. È proprio Faber Artis a mettere in scena tre delle sue opere (a ottobre 2012“Germinga” omaggio a Hervé Guibert, morto a soli 36 anni di Aids; a febbraio 2014 “Nella cattiva sorte” liberamente tratto dalla storia della modenese Giulia Galiotto, vittima di femminicidio e a luglio 2015 “Bancomàt”all’interno della rassegna di teatro comico “Corti d’estate” del Teatro Nero). Attualmente collabora con la compagnia Nogu Teatro di Roma (la cui collaborazione nasce con la rappresentazione del suo “Santificatemi” all’interno del NopS Festival di maggio 2015). Grazie alla rivista Perlascena (www.perlascena.it) pubblica sulla rivista Krapp’s Last Post (http://www.klpteatro.it/perlascena-7-riattualizzare-i-classici) il suo “Ti amerò per sempre” e il Suo “P.Butterflies” (http://www.klpteatro.it/perlascena-10-novita-sotto-lalbero). Il 21 dicembre 2018, a Teatrosophia di Roma, debutta “Eva”, tratto da “Il Diario di Eva” di M. Twain, con Ilaria Manocchio per Nogu Teatro.
Laureata in filosofia, ama il nero profondo, i gatti. E odia i dolci. Naturalmente.

Lavora presso Ministère de l’Éducation a Dakar.
Ha studiato Dakar presso Université Cheikh Anta Diop, Dakar, Sénégal
Ha frequentato lycée chérif samsidine Aïdara de Vélingara

Sono un artista e giornalista free lance calabrese…creo le mie circonvoluzioni grafiche e fotografiche dal lontano 1995..i miei lavori sono anarchici ,cool,sognanti e deliranti,lineari e contorti…sono selvaggi e solitari e molto calabresi…io sono molto calabrese,selvatico,solitario come gli splendidi selvaggi solitari paesaggi della mia antica e meravigliosa terra…la mia ricerca artistica è compulsiva,caotica,autisticamente colorata e in bianco e nero,esagerata e barocca,estrema e banale,consumata e consumistica.Evolve quotidianamente in nuovi e antichi spazi ripetendosi e rinnovandosi continuamente in nuovi stimoli spaghi nodi.Mi interessa tutto e utilizzo tutto pur rimanendo indifferente e compiaciuto a tutto.Ho 56 anni ho un bellissimo giardino pieno di fiori amo i miei fiori e i miei gatti.

Sono Stefano Ferrando, sono nato e cresciuto a Vado Ligure,ho 29 anni e lavoro come educatore professionale. Il mondo del fumetto mi ha sempre affascinato fin da bambino, ma il primo fumetto di cui ho memoria è stato Rat-man di Leo Ortolani, in 5a elementare.
Nel 2001 poi, complice un assidua frequentazione dell’edicola locale, ho scoperto il mondo dei “super”, grazie a Ultimate Spiderman di Bendis e agli X-men di Morrison.Sono diventato in breve tempo un marvel fan, preferendo i supereroi con superproblemi ai cavalieri oscuri.
Con la maggiore età sono ritornato in “patria”, approfondendo il fumetto italiano grazie alla produzione di casi editrici quali la Sergio Bonelli Editore e Bao Publishing. Negli ultimi anni mi sono invece avventurato nel settore delle grapich novel, trovando in esso una grande completezza sia per quanto riguarda tematiche supereroistiche sia per temi sociali più complessi ( immigrazione, disabilità,famiglia e società).
Da sempre grande fautore del cartaceo, nel tempo libero leggo, ammonticchio volumi ovunque e faccio prestiti mirati a amici, parenti e conoscenti.

Epi: OBBEDIENZA ALLA STORIA.
– Gli uomini si illudono di fare la Storia !
Ma e’ la Storia che fa gli uomini.

Ovviamente sembra uno slogan, una frase fatta, eppure la Storia ha preso per mano, – a sua insaputa… e spesso a suo malgrado, – un ragazzino mediocre, tanti anni, fa per delle strane, intricate e talvolta pericolose vie del mondo.
Spesso anche vie comiche e apparentemente senza uscita.
E senza mai saperne come Essa lo ha condotto alla luce.
Sempre, sempre, DOPO, capiva ( o cosi credeva ) il perche’, il percorso che aveva compiuto.
Dalle bombe della guerra ai carri armati americani.
Dalla musica di Glenn Miller e Luis Armstrong al rock-n-roll di Elvis.
Dalla lirica di Donizetti al clarinetto del papa morto.
E le gare ciclistiche attorno al lago di Como.
E la storia dell’ arte a Firenze.
E la meccanica del Politecnico.
La siderurgia in Venezuela con gli americani.
Le lotte sociali e sindacali degli anni 60
La scuola di don Milani.
I campi profughi e le baraccopoli dei fuggiaschi dalle guerre.
Il deserto degli anni 70.
L’ arte grafica a Basilea.
Il muro di Berlino.
Gli emigranti di Germania.
Fisica nucleare a Parigi.
20 anni di cielo sulle vette delle Dolomiti alla scuola ideale di Bonatti e di Messner.
Sociologia di Trento.
Viticoltura e filosofia a Torino.
Automazione industriale.
Ingegneria dell’ automazione a Bristol.
E valdesi, mussulmani, induisti.
Tao.
Mare.
Bambini.
Stelle.
Silenzio…tanto silenzio.
Amore e solitudine.
…liberta !
Ecc…ecc…ecc..

…non ti chiedo dove vuoi condurmi, solo il prossimo passo !

….
Attenzione !
Quanto sopra scritto puo’ forse sembrare tanto esagerato ed enfatico ed e’ indubbiamente vero.
Ma quanto si condensa in poche righe tanti decenni di vita, tutto diviene esagerato ed enfatico.
Soprattutto se si tiene presente che tutte quelle esperienze sono state vissute mediocramente.
…ma con tanta passione e ingeniuta’.

Come un ragazzino mediocre.

Alex Zaum è nato nel 1978 e ha pubblicato un romanzo di fantascienza nel 2017, dal titolo Memorie di un Cyborg.
È tra i soci fondatori di Sci-fi Pop Culture, un’associazione culturale no profit dedicata alla promozione della cultura legata alla fantascienza, in tutte le sue forme. La pagina Facebook di Sci-fi Pop Culture è diventata la più seguita sul tema in Italia.

Pietro Rotelli, a volte “Pitt”. Classe ’75 disegna fumetti, dipinge e fa illustrazioni da quando era piccolo. Crescendo ha co-fondato una comunità (Mokapop), fondato una rivista online ed un collettivo (Ronin). Ha collaborato cona alcune testate online (Cultartes, Bar del Fumetto) fondandone una sua The ArtZine. Oltre a scrivere e disegnare fumetti e a realizzare illustrazioni, scrive anche. Ha scritto un romanzo fantasy in uscita a breve e realizza le avventure del Detective Newton a puntate.
Ha fondato anche l’associazione di promozione sociale OndaRadioAttiva, ed organizza il RosiComics & Art di Rosignano Solvay, in provincia di Livorno. A volte restaura libri. Di lavoro fa il grafico. Ma la cosa più importante è che è marito e padre.

Nato nel 1975 in Toscana da genitori abruzzesi Antonio „Pike” Di Carlo é globetrotter dall’etá di sei anni (ha vissuto in cinque paesi diversi tra Europa ed Africa) e coltiva da sempre la passione per la serie B a tutti i livelli (specialmente cinema, fumetti e musica). Attualmente si trova a Budapest dove si occupa tra l’altro di editoria fumettistica presso la FRIKE Comics (della quale é uno dei soci fondatori) ma anche di organizzazione di eventi (concerti e rassegne cinematografiche) ; molto attivo sui socials collabora con diverse pagine dedicate al cinema come „Horror e dintorni”, dove dal 2014 posta (ogni 48 ore !!! ) recensioni. Ama anche scrivere racconti e poesi, orribili entrambi, e dal 2016 sceneggia fumetti horror per il collettivo denominato GRINDCOMICS. É devoto di Capitan Harlock ( ne ha addirittura il teschio tatuato sul braccio) e sarebbe laureato in Economia aziendale ( ma non ricodateglielo)…..Fú a suo tempo dj radiofonico volontario presso la radio indipendente Tilos prima di passare a Radio Saigon (occhio al suo profilo FB) . Last but not least collabora dal 2015 con la webzine “Grind on the road” in qualitá di critico musicale e dal 2017 é roadie per il gruppo punk rock “Bankrupt”.

Sono Martina, ho 19 anni, mi appassiono facilmente a tematiche controverse e sono come le scale di Hogwarts: mi piace cambiare.
Social: per ora ho solo instagram, ma a breve riaggiungerò anche facebook

Studente di comunicazione con la passione per la musica, la fotografia e la scrittura. Aspirante giornalista che ha fatto delle parole e delle immagini la propria vita.

Sono nato nel 1984. Internazionalista, socialista, democratico, sostenitore dei diritti civili. Ho una particolare devozione per Anton Newcombe e i Brian Jonestown Massacre. Scrivo, ho un mio progetto musicale e prima o poi finirò qualche cosa da lasciare ai posteri. Amo la fantascienza e la storia dell’evoluzione del genere umano. Tifo Inter.

Odontotecnico prima, pranoterapeuta poi, da sempre in viaggio sulla macchina delle parole, la parte “buona” di me è conservata nella raccolta di racconti “Schiaffi di felicità” Ed. StreetLib. In cantiere un romanzo genere epic.

38, amante del mare e dei giorni di pioggia.

Libri-dipendente e appassionata di trasposizioni letterarie, fumettistiche e cinematografiche (e chi più ne ha più ne metta) della psicopatologia. Si chiede tutt’ora se le informazioni biografiche vadano scritte in prima o in terza persona. Ex bassista black metal, oggi ha trovato modi meno estremi per esprimere se stessa, quali la mindfulness.

Vive a Como. Scrive per riviste di informazione e letterarie. La sua pagina di riferimento sta migrando su un’altra piattaforma e quindi sarà aggiornata a breve. Forumista convinta, può capitare di incontrarla sotto il nickname di Bic.

Medico veterinario e musicista. Fondatore di Gufo Records e cofondatore di Disagio Bergamo Hardcore.

Raffaele Izzo 45 anni, docente di lettere nelle scuole superiori.
Mi occupo di critica, soprattutto di narrativa del ‘900, dalle avanguardie ai generi commerciali, spaziando anche in altri media come i fumetti e le serie tv..
Ho appena pubblicato un giallo sperimentale dal titolo Rorschach.
Eseguo da free lance lavori di editing.
Gestisco il gruppo facebook “Tutto il fantastico italiano”.
Quando il tempo me lo concede dipingo in acrilico.
Generi preferiti: tutto il fantastico.

Giampaolo Giannico è nato in Puglia nel 1989, parla di musica da sempre e da qualche tempo ne scrive anche. Non essendo riuscito a fare di nessuno sport che ama un lavoro ha una laurea in Filologia Moderna.

Stefano Spataro (23 settembre 1985) ha una laurea in filosofia, un dottorato in Storia della Scienza e un box pieno di libri e fumetti. Attualmente è collaboratore scientifico dell’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Vallisneri, con la quale sta per uscire un volume da lui curato.
Ha diverse pubblicazioni alle spalle, quasi tutte di carattere storico-scientifico. Nel 2015 decide di dedicarsi anche alla scrittura di genere, in particolare fantascientifico. Ha di recente terminato un romanzo e pubblicato qualche racconto.
Collabora con diverse webzine per le quali realizza recensioni e articoli sulla letteratura di genere.
È anche un musicista attivo da quasi dieci anni nel panorama underground italiano, sia con diverse band che in solo.

Cantante dei cavedogs tra il ’91 ed il’94.
Cantante nei killer klown dal’95 fino ad ora
Cantante nei lucyfer sam dal’15 fino ad ora
Collaboratore della fanzine bad attitude
Ideatore della fanzine comic fart.

Leandro Partenza classe 1972 muove i suoi prmi passi come musicista batterista militando in diverse formazioni locali ed estere passando tre anni in Inghilterra (Londra) e specializzandosi in generi che spaziano dal rock al metal. Dopo anni concentrati dietro i tamburi decide di diventare anche compositore e pubblica il suo primo progetto solista elettro rock strumentale. La sua fame di musica è insaziabile così da continuare la sua attività come musicista/compositore.

Due Parole

Approfittando del caos calmo che ci attraversa i sensi, come il vento caldo ed atomico che da qui a poco investirà di brutto, volenti o nolenti, gli animi, e riprendo volentieri quest’immagine dal testo dei Righeira, il duo electro synth pop italiano in voga nei primi eighties, “Vieni sulla spiaggia. Tutti col sombrero/ c’è il vento radioattivo che spettina un po’ “, m’è sorta l’idea di porre una serie di domande, direi puttosto un aperto dialogo conoscitivo ed illustrativo col referente, nonché boss del magazine on line su cui scrivo da circa tre anni, Simone Benerecetti, della varazzina (SV) In Your Eyes ezine.

Di lui si sa poco, non è un personaggio molto in vista, se si escludono quelli che circolano nel circuito underground della pubblicistica on line in riguardo principalmente alla musica. Simone assurge (lo è di fatto) ad incarnare il perno redazionale adibito a far ruotare, seguendo la filosofia DIY, l’ingranaggio funzionale alla fruizione e diffusione di molti contenuti musicali appartenenti o meno alla scena corrente…

 

E sì, ciao Simone, partiamo proprio dalla musica. Dall’alto della tua lunga esperienza, credo primariamente di ascoltatore (poi non so se hai anche suonato musica nel concreto), quand’è che essa si è tramutata in passione tanto da muoverti a scriverne e a parlarne?

– La passione nasce, penso, da quando ho sfogliato uno dei primi numeri di Velvet, mensile dal quale poi discenderà anche Rumore. Esisteva allora un altro sentire, un altro modo di esprimersi alternativo a quello delle top ten, alla musica da classifica. Inizialmente ho provato a non rimanere un semplice ascoltatore, ma dopo aver visto che non ero portatissimo (diciamo) a suonare uno strumento, assieme ad alcuni amici ho provato a descrivere il tempo che vivevamo mettendo su una fanzine cartacea, Uniduila. La passione sta tutta lì: la voglia di descrivere, di descriversi attraverso la musica, ma non solo questo.

 

Il nome della tua prima fanzine è curioso, vuol dire qualcosa in particolare?

– C’era un allenatore a Varazze abbastanza famoso, che durante gli allenamenti continuava a dire “Passila. Tirila. Uniduila (indicando il rapido scambio ‘uno-due’ fra i giocatori), questo tormentone ha segnato in modo divertente le nostre menti; comunque essenzialmente ci piaceva molto la musicalità di quell’espressione.

 

 

Quali sono i tuoi gusti musicali, avendo vissuto pure in periodi nei quali la musica era ancora un valente fenomeno generazionale d’aggregazione; raccontaci succintamente, lanciati in una breve panoramica di ricordi, se possibile…

– Se parto con i ricordi, ne usciamo con una treccani online. Diciamo che i miei vent’anni sono stati caratterizzati musicalmente da molti estremi: Negazione, Descendents, De la Soul, Public Enemy, Soundgarden.
Resta il fatto che mi piaceva la musica in generale, come ancora adesso. In tutta sincerità, alcuni dischi troppo pensanti dell’epoca (HC punk italiano: Indigesti, Raw Power e anche roba U.S.A. sul tipo Uniform Choice) sono già diversi anni che non li ascolto più, non saprei dirti se ciò sia imputabile ai cambiamenti dell’età o alle trasformazioni dovute ai tanti ascolti.

 

Come inquadri la tua attività, il tuo ruolo nella gestione e nella vita di questa creatura affascinante?

– Sono molto fiero di quello che iyezine ha raggiunto ed altrettanto di quello che iyezine sta diventando. Il mio ruolo, come tu ben sai, è di capo assoluto!
A parte gli scherzi, ci vuole tanta passione; è da equilibristi ritagliarsi tempi e momenti liberi per poterla seguire, e ti posso assicurare Bob che è una vera impresa dibattersi tra vita privata, lavoro e contrattempi vari. So che tieni molto alla grafica e che te ne occupi personalmente. Passare dal cartaceo al digitale come ti è parso: pregi, difetti, impressioni. - Della grafica se n’è sempre occupato Mauro Ferrando, adesso più preso da lavoro e famiglia; così, per supplire a ciò, cerco di far da solo. Sono sempre stato dell’idea che la bella presentazione di buoni contenuti sia importante, pur tenendo conto della famosa User Experience.

 

Spostiamoci un po’ sulla struttura della rivista on line e quale spazio ricopre sui social?

– A livello personale ne sarei uscito da anni dall’universo social, non me ne frega una mazza di sapere se la sciura Carmela ha fatto jogging, tanto per farti capire. Ti dico che all’inizio fb portava al nostro sito molto traffico; attualmente, secondo gli ultimi udpdate, il suo apporto raggiunge circa il 20% di quello totale, il resto proviene da google (grazie all’ottima indicizzazione, e qui la mia modestia si annulla) o da utenti diretti. Al momento utilizziamo i tre maggiori social: fb, instagram e twitter.

 

Oltre alla musica e alle interviste di genere musicale, quali argomenti tratta iyezine?

– Iyezine si interessa di tutto quello che ci permette di esprimerci. Musica? Libri? Racconti? Mailart? Qualsiasi soggettività esposta deve sottolineare passione e cuore, non di certo perorare il portafoglio.

 

So che c’è anche un iyezine esclusivamente metal, questa fa sempre capo a te, oppure hai altri stretti collaboratori nella cerchia vicina?

– Metaleyes è nata qualche anno fa per volontà di alcuni collaboratori di avere uno spazio dedicato prettamente al metal e a tutte le sue derivazioni. Purtroppo qualche mese fa hanno deciso di sospendere, perchè cosi va la vita. Intanto, però, iyezine ha da pochi giorni ripreso a pubblicare recensioni metal.

 

Altri spunti sono presenti nel vasto mondo di iyezine: facciamo il punto sulla creativa iniziativa generata dalla ragguardevole Netlabel, dal pittoresco merchandising e da quant’altro di bello si ‘spaccia’ sulla zine…

– La Netlabel è un progetto che porto avanti con Massimo Argo e Fabio Battistetti. Rappresenta una ramificazione laterale della fanzine. Ci piace l’idea della condivisione, dell’arte condivisa; questo è lo scopo prediletto in generale dalle netlabel, mettere on line, quindi a disposizione degli utenti, tutte le produzioni in download gratuito. Siamo on line da 5 anni e abbiamo superato i 2000 download

Invece, il merchandising nasce dalla nostra voglia di portare in giro iye. Le prime volte lo realizzavamo esclusivamente per noi collaboratori, dopodiché abbiamo iniziato a vendere qualche prodotto ed approssimativamente in circolo penso ci siano almeno 250 pezzi griffati ‘IYE’ , tutto ciò identificandosi anche nel personale, della zine, esiguo sistema di sostentamento.

 

Che tipo di oggettisca comprende il merchandising e naturalmente chi elabora i disegni…

– Abbiamo stampato magliette e qualche felpa, ma in vista di ristrettezze economiche, il budget non copre le spese necessarie, constatando pure la modesta richiesta, la cosa per forza di cose rimane un fenomeno contenuto, anche se spesso mi è venuto in mente di diversificare la vetrina dei gadgets. I disegni sono stati eseguiti da artisti che ci hanno aiutato a costo zero: Mauro Ferrando e Mad Kime.

 

Mettiamo il caso che abbia registrato in home made un album solo e coltivassi aspirazioni di diffusione del materiale sonoro composto; quindi, avendo avuto notizia della Netlabel, IN YOUR EARS, mi rivolgessi a voi. Nel particolare che tipo di sostegno mi offrireste, quali strategie mettereste in pratica. In quale maniera si svolgerebbe il rapporto col musicista.

– Qualsiasi materiale ci giunga, esso verrà ascoltato sempre e comunque. Se io o un collaboratore lo ritenessimo interessante, per noi degno di nota, a quel punto scatterebbe la recensione; in sostanza è questo l’iter.
Nessuna tariffa da pretendere per le recensioni, benché tanti siti la richiedano a fronte del servizio offerto.
Caro Bob, e cari lettori, sappiate che noi ci cimentiamo in questa attività semplicemente perché ci diverte, evadendo dal lato lucroso privilegiamo assolutamente l’aspetto ludico e creativo, nutrendo l’aspirazione di sponsorizzare buona ed inedita musica proveniente dal buio sottobosco, esattamente come fossimo dei talent scout.
Va da sé che se aveste intenzione di approcciare ad una linea decisamente professionale, beh, per quello esistono agenzie apposite; ed un progetto occupazionale, nettamente preparato e competente in tal senso, è attivo da pochissimo tempo dal nostro team: pr.iyezine.com

Ma riprendendo il filo della Netlabel, il passo successivo di questa mediazione si conclude con la recensione on line e la comunicazione all’artista di poterla condividere sul proprio sito.

 

Ottima cosa, lodevole, divertente. E in bocca al lupo per la neoimpresa di promozione, d’altronde è plausibile che da una passione nasca un mestiere, di solito funziona così! Bene, boss, continuiamo ad esplorare la zine!

Ah! Scusa, Simone, ho visto però nella pagina relativa allo SHOP che ci sono anche copertine di dischi prezzati a basso costo, oltre alle foto delle curiose T-Shirt col ‘gorilla romantico’ in effige e delle divertenti shopping bag.

– La sezione SHOP è in fase di ottimizazione, i prodotti tessili sono certamente acquistabili, come pure i CD; circa i dischi devo però aprire una parentesi. Roberto Sacco, della capiente fanzine cartacea TUTTI PAZZI, ed amico di lunga data con cui in passato abbiamo organizzato qui nel savonese diversi concerti rock, si appoggia a noi per la vendita di materiale sonoro underground (per conto proprio e delle band) sotto l’ala della sua piccola casa di distribuzione.
Direi, un’altra buona occasione per visitare questa sezione!

 

Le novità che scopro sono notevolmente accattivanti, credo che IYE cominci ad essere tentacolare al pari di una creatura mostruosa abitante gli abissi marini. E questo passaggio ci serve per immetterci nella sezione VALIS…

– Valis nasce da un’idea mia e di Stefano Spataro (che tra l’altro ha pubblicato di recente il suo primo libro di fantascienza, ‘Attis’, su Prospero Editore) e raccoglie la cooperazione con altre realtà artistiche – ad esempio il collettivo del magazine Ronin per la fumettistica – incentrando quale argomento cardine la fantascienza. Per adesso il segmento è in standby, a causa di alcuni problemi, ma il materiale presente è corposo e numeroso; ci trovi interviste, recensioni a libri e film, racconti a puntate. E’ una ‘stazione spaziale’ varia ed eterogenea, senza dubbio.
Naturalmente speriamo di ripartire presto con nuovi input stimolanti e capacissimi di vivacizzare l’attenzione e la partecipazione.

 

Invece dell’attività radiofonica che alberga sul sito alla voce ‘PODACAST’, cosa puoi dirci in merito. Ho ascoltato delle fighe compilation de Il Santo…

– Un paio di anni fa si è cercato di mettere in pratica un’emittente web radio; all’entusiasmo e alla foga iniziali sono succeduti gli stop dovuti ai limiti imposti dalle realtà di realizzazione, connessi soprattutto con la macchina burocratica (licenze, diritti, tasse) e il poco tempo disponibile per dedicarvisi; così abbiamo dovuto ripiegare e accorciare il tiro sfruttando le potenzialità della rete, mettendo a punto dei podcast radiofonici che inglobano il lavoro di competenti speaker come Alberto Calandriello (Championship Vinyl) e Luca Calcagno (aka Il Santo). Trasmissioni registrate ed ottime compilation sonore da gustare comodamente avviando il player virtuale della puntata visibile in vetrina. Tuttavia la diretta la riserviamo per rari eventi, di certo utilizzando fb; saggiamente preferiamo non fare cose abbozzate ma meglio elaborate.

I sogni restano comunque diversi, mi sarebbe ad esempio piaciuto avere uno spazio fisico di condivisione e di ascolto della musica. Un luogo culturale, o controculturale, dove mettere in condivisione libri e molto altro, logiche che tengono troppo conto dell’aspetto monetario di cui non disponiamo.

 

Mi piace molto menzionare la presenza di IYE fisicamente, con tanto di stand ornato di magliette e merch esposto ai passanti, sparando buona musica tutt’attorno tramite DJ’s ed elargendo aspetti coloriti e di contatto reale, partecipativo e di scambio con l’ezine: quando, dove e perché uscite allo scoperto in piazza?

– Il nostro stand, a cui teniamo molto, viene utilizzato per alcune date fisse durante l’anno: vedi 25 aprile a Savona e l’8 dicembre al Rude Club. Se fossimo stati più giovani d’età saremmo girovaghi tutto l’anno, e sai che spasso, Bob! Ti dico che solitamente portiamo le t-shirt e le shopping bag in promozione, mentre sta diventando consuetudine regalare fotocopie di un nostro best in pieno stile diy!

 

Scendendo poco più giù con la rotellina del mouse dalla parte superiore del sito, che visualizza i contenuti ultimi pubblicati, incontriamo un grande banner (si può dire così?) che espone il ‘MAIL ART PROJECT 2020’, sottolineando tutta la freschezza della recente ideazione. Si tratta di un concorso, di un lavoro artistico comune? So che il grande critico musicale Vittore Baroni è appassionato artista della mail art. Da dove spunta fuori questa novita?

– A dire il vero iye aveva già sviluppato un progetto di mail art (https://www.iyezine.com/poster-parade-2007-mail-art-project-2) nel 2007. Come avrai capito a iye piace molto l’arte dal basso, la cosiddetta street art. Mail art si definisce un movimento artistico populista che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l’invio di opere generalmente di piccolo formato, creando così un feed-back tra mittente e destinatario.
Ovviamente, su tali premesse, crediamo molto in questi eventi, con la possibilità in futuro di poterli anche esporre in qualche piccola mostra.

Sono contento che per contrastare e diversificare questi limitanti tempi imposti dalla obbligata quarantena (noiosi da passare in casa) e che corrono imprevedibilmente su uno sfondo drammatico, il che è dir poco, si sia pensato di inserire sulla home page una nuova occasionale striscia… FROM MY WINDOWS è redatto come un diario preposto a raccontare la quarantena di chi ne volesse dar notizia in modo personale, spontaneo, divertente, artistico ed alternativo. Ed è aperto ad ogni collaborazione e partecipazione. Occorre farci un salto su per rendersi conto degli originali contenuti esposti sulla bella striscia, in ogni caso il materiale che vorrete sottoporci, ed eventuali domande, ricordate di inviarcele col tramite mail: info@iyezine.com. Quindi fatevi sotto, vi riceveremo amichevolmente!

Davvero grandioso! Quindi, avendo a cuore pure la divulgazione libera di opinioni nella sezione ‘ARTICOLI’, entro cui transitano differenti temi di attualità e non solo, vedo che dai risalto alla poesia, ai racconti e agli haiku di Claudio Spinosa – la sua è presenza fissa sulle vostre pagine.

 

L’ultimo sguardo vorrei posarlo lungo la sezione più eccitante, parlo per me, della rivista, detta IyeLab.
Cose pazzesche vi ho letto là dentro e lo testimonio addirittura con la presenza di qualche mio scritto ‘sopra le righe’. Possiamo dire che è un’estensione a innumerevoli moduli espressivi, è così, Simone?

– Sì, potremmo chiamarla in questo modo, una lavagna dove ognuno può scrivere ciò che vuole e con la tecnica preferita; il mezzo non fa differenza, è la voglia di esprimere, di esprimersi a cui si da risalto.
Gli Haiku li trovo sempre molto interessanti, sintetici, poetici. Essenziali.

 

Ringraziamo Simone Benerecetti per la sua lungimiranza e tenacia, rendendo possibile questa intervista che ha visto la luce rubando molti attimi di tempo improvvisati, ma che ci fa consci del poter contare su una fanzine che come visto travalica la semplice funzione di rivista di settore on line, fondata per dare voce a chi non la ha e riservando uno spazio ottimale teso a dare impulso partecipativo delle tante cose che ci ruotano intorno.
Chi passa di qui ci lascia il cuore, poiché questa è una creatura a cui si vuol bene.

Tale positività alimenta il motore che ne genera la continua trasformazione, con filosofica oculatezza di tempo e di mezzi.

In Your Eyes ezine raccoglie una significativa esperienza filtrando fin nel quotidiano; la sua attitudine non è rivolta meramente a raccontare, ma nel proprio intimo a creare, a fare, ad esercitare la mente e lo spirito critico nella sacrosanta ottica Do It Yourself. Complimenti a Simone e al valoroso staff dei collaboratori, che attraverso il loro lavoro sono assolutamente ripagati della fedele dedizione e attenzione dimostrata dai numerosi fans, permettendo a tutto tondo, ancora, di poter dare un senso alla parola libertà.

Grazie Bob!