L’immagine è una distesa arida e sconfinata, con la terra crepata dal caldo e nessuna traccia d’acqua per chilometri. Uno zoom parte dallo spazio e, in silenzio, si avvicina a un deserto arancione, sovrastato da un cielo giallo acido, premonitore di una tempesta in arrivo. In mezzo a questa tundra desolata, i tre membri dei Fade Evare suonano con assoluta tranquillità un album trip hop nostalgico, senza lasciarsi sopraffare dalla sete o dal caldo estenuante, rischiando di interrompere solo per un attimo un viaggio condiviso verso spazi sonori inesplorati.
Mira Holleman al microfono, il fratello Tori alla produzione e Madeleine Magee Carr alla tastiera compongono la formazione completa dei Fade Evare, gruppo australiano originario di Melbourne. Il primo singolo della band, nonché apripista del loro album d’esordio, esce a fine 2024 e apre la strada a Welcome Back, pubblicato nel 2025 su Astral People Recordings. Difficili da incasellare in un unico genere, i Fade Evare si distinguono per un sound tipicamente trip hop, vagamente ispirato ai Massive Attack e ai Portishead, sporcato da una malinconia stranamente familiare che rimbalza da un antro del cervello all’altro.
Il nome “Fade Evare” proviene da un latino ufficioso, che la band traduce come un mistico “punto d’incontro tra atmosfere malinconiche e un’armonia gioiosa, capace di suscitare sensazioni di risoluzione euforica”. A questo tripudio di aggettivi se ne potrebbe aggiungere uno solo: magica. Mentre le tracce di Welcome Back scorrono una dopo l’altra in quel deserto sconosciuto, sotto i loro piedi prendono forma incantesimi antichi, sigilli e rune che evocano arcani remoti. Attenzione però a non confondere questa dimensione con un gotico stereotipato: i Fade Evare praticano esclusivamente magia bianca, quella che costruisce comunità e genera vita, mai quella che distrugge.
Mira pronuncia il primo incantesimo in “Anymore”, seguita, a ogni nota, da un riff di basso sommesso e dagli echi digitali della sua stessa voce, quasi a ricordare una Santigold dei primi anni. “Send Me Out” è un brano dream pop soffice, un inno alla fiducia che sfiora delicatamente i timpani, con la timidezza di chi bussa per la prima volta. Subito dopo arrivano le scale di beat nella manciata di secondi di “Broad Spectrum”, chiusa da un glitch finale.
Non è chiaro se siano i synth o gli arpeggi di chitarra, ma “Yamaha Dreaming” funziona come una formula di teletrasporto, librata in aria dalla voce della cantante dei Fade Evare, in una ricerca disperata delle chiavi di casa per fuggire il prima possibile. Più il disco avanza, più i solchi nel terreno si moltiplicano: briciole di magia si sollevano da terra, raggiungono gli strumenti, si infilano tra le dita sulla tastiera e danno vita al capolavoro post-punk che è “Keep Talking”. Sa di pop anni ’90, di sirene fastidiose a cui poi ci si abitua, di “stare bene”, come ripete il testo per tutta la durata del brano.
“Everywhere I Go” suona lontana, distante. Dal cerchio stregato in cui si trovano i membri della band si alza un vento caldo, più simile a un delicato e meditativo elettro pop che al frastuono della bufera imminente. Il brano vorrebbe esplodere, ma non ci riesce del tutto, nemmeno in “99%”, pezzo strumentale perfetto come base per una qualsiasi traccia di “Ray of Light” di Madonna o per una hit dell’era più fortunata di Annie Lennox. L’ultimo incantesimo è una divinazione: attraverso la sua voce, Mira vede con gli occhi di un’aquila in “As The Eagle Flies”, alla ricerca di un luogo sicuro in cui rifugiarsi, lontano dalla tempesta in arrivo.
I Fade Evare descrivono il loro album di debutto come un inno alle comunità che costruiamo nel corso della vita, alle stratificazioni di relazioni che indossiamo sulla pelle strada facendo. Per tutta la durata del disco, ciò a cui danno forma è un vero e proprio campo di forza, un incantesimo di protezione contro le intemperie, pensato per farsi coraggio a vicenda all’interno di una comunità unita. Tenete a mente l’immagine della band nel deserto, dei segni incantati e delle musiche ipnotiche che si sollevano dal loro pentagono. Aggiungete una violenta tempesta di mezza estate che solleva la sabbia e offusca la visuale. Lì in mezzo, protetti da uno scudo fatto di un pop che appartiene solo a loro, ci sono i Fade Evare e la loro piccola comunità di ascoltatori: come si direbbe oggi, nel chill.
Fade Evare – Anymore (Official Video)
Fade Evare- Welcome Back tracklist
- Anymore 03:57
- Send Me Out 04:30
- Broad Spectrum 01:14
- Yamaha Dreaming 03:23
- Sky Writing 03:05
- Prep 01:09
- Keep Talking 03:16
- Blood Moon 00:41
- Everywhere I Go 03:51
- 99% 03:46
- As The Eagle Flies 04:12
- Drifting Away 03:53










