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Recensione : La Furnasetta Something Wicked This Way Comes

Nuova uscita per il misterioso collettivo genovese fautore di un noise elettronico molto d’atmosfera, dai tratti eminentemente dark ambient.

La Furnasetta, Something Wicked This Way Comes

La Furnasetta, Something Wicked This Way Comes (Masked Dead Records, 2025)

Nuova uscita per il misterioso collettivo genovese fautore di un noise elettronico molto d’atmosfera, dai tratti eminentemente dark ambient.
Questo è un disco che inviluppa lentamente lo spazio interiore. È in grado di prendere la mente dell’ascoltatore e piegarla, ripiegarla e ripiegarla ancora su se stessa, infinite volte, come si trattasse di un foglio di carta.

Dentro quel pezzo di carta accartocciato ci troviamo in un luogo dove la luce della razionalità non arriva, dove i ricordi collassano, le paure si comprimono e il tempo perde consistenza. I droni profondi e granulosi sembrano provenire da una distanza incommensurabile, ma in realtà pulsano dentro l’ascoltatore, come un respiro arcaico sepolto sotto strati di coscienza.
Niente melodie riconoscibili, nessuna progressione rassicurante. Al loro posto, masse sonore che evocano l’esperienza del pensiero ossessivo o del sogno lucido: si è presenti senza in grado però di controllare il flusso. Ogni nota è un frammento di memoria, uno sciame impazzito che sfugge a ogni tentativo di cattura.

Un dedalo di suoni lentamente in procinto di implodere. Un’oscurità totale che non giudica, non spiega, non consola: piuttosto, costringe a osservare, a fare i conti con ciò che normalmente viene rimosso — ansia, desiderio, vuoto. Questo lete oscuro comunica contraddittoriamente, svela la verità senza fare luce su nulla. È l’agonia del buio totale, un calvario negativo, una processione di infinite figure nere che si stagliano nella notte più nera.

Something wicked this way comes è come una melma fosca, dalle pareti molli, appiccicose, semoventi. Che non restituisce ciò che inghiotte e che non promette redenzione né catarsi, solo l’esperienza di attraversare l’oscurità e guardare dentro quel buco nero che è l’inconscio: un gorgo profondo, senza confini, dove nulla può essere osservato direttamente, perché quel nulla siamo noi stessi.

Un disco da ascoltare rigorosamente in cuffia, a volume sostenuto e in solitudine.

Altre recensioni:

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Tracklist for Something Wicked This Way Comes (2025):

Introduction (02:52)
Elephant Cemetery (06:42)
Ode To The King (03:44)
From Crust To Dust (04:12)
Hell In Dub (04:58)
White Star Resurrection (06:55)
A View From The Bridge (03:52)
From Hand To Mouth (04:41)
I Was Born In West Texas (03:50)
Outro (01:01)

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