The Queen Is Dead Volume 58 – Herne \ Ana Y Jaime \ Empire

The Queen Is Dead Volume 58 - Herne \ Ana Y Jaime \ Empire

The Queen Is Dead Volume 58 – Herne \ Ana Y Jaime \ Empire

HERNE

L’etichetta inglese Neotantra è una delle migliori referenze mondiali in ambito ambient e elettronica altra, e pubblica moltissime ottime cose, ora tutte in digitale sulla loro pagina bandcamp, dato che hanno sospeso le pubblicazioni dei formati fisici. Una delle loro ultime uscite è il piemontese Herne, con “ Emotional Axes “.

Il suo ambient è costruito in maniera molto accurata, non segue i percorsi più battuti del genere e se ne costruisce uno tutto suo e molto particolare.

Il disco è strutturato come un insieme da ascoltare in forma organica, dato che sembra essere composto da onde che agiscono in maniera diversa se ascoltate in maniera continuativa. La musica di Herne agisce sia sul cervello che sul nostro comparto emozionale differenziandosi in maniera molto netta dall’ambient che va per la maggiore, o quello che viene definito così. Il suono di “ Emotional Axes “ è un continuum molto etereo e soffuso, ma al contempo potente e preciso, i suoni escono benissimo e la produzione è molto puntuale e precisa.

Proprio il suono di Herne è la peculiarità maggiore di questo disco; il produttore piemontese modula il suono con un costante effetto doppler, e regala un senso di viaggio, di spostamento continuo, di cambio di prospettiva sonora, in un continuo mutare, e ogni traccia è diversa ogni volta che la si riascolta.

Ci sono continui crescendi e momenti di melodia assoluta, a volte sembra di essere in un tempio buddista, poi all’improvviso si corre su di un prato fiorito a primavera inoltrata.

Dolcezza, acqua pura, elettronica che svela sentimenti, visioni e soprattutto sensazioni molto forti per un disco che entra dolcemente nel nostro organismo attraverso il suono e che fa scaturire molte altre cose. Un ottimo esempio di ambient costruttivo e molto molto ben composto.

Ana y Jaime

“ Diré a mi gente “uscito originariamente nel 1969 è un classico del rock pop colombiano.

Il disco è molto particolare, musicalmente è un ibrido fra pop, rock e beat anni sessanta, molto ritmato e assai ballabile. Anche i testi erano peculiari per l’epoca, sono molto drammatizzati, parlano della patria e dell’amore per essa, di socialismo e dell’uomo nuovo che verrà e che romperà con il passato.

La musica colombiana nasconde ancora moltissime gemme, e questa recuperata come molte altre dalla spagnola Vampisoul è una di quelle. Questo disco della fine degli anni sessanta colpisce per la sua profondità musicale e per la capacità di amalgamare benissimo le voci femminili e la musica. “ Diré a mi gente “ possiede una dose molto alta di pathos e di coinvolgimento, ha una forza notevole nel parlare della Colombia di quegli anni, una terra che conosciamo ancora molto poco e molte volte solo attraverso i luoghi comuni e i sentito dire.

Ristampato per la prima volta in vinile, questo è un album molto denso, ricco di momenti forti e notevoli, che piacerà sia a chi ama il suono maggiormente beat degli anni sessanta, e anche a chi ama un tocco psych acid nel rock pop.

Chi scriveva questi lavori aveva una notevole inventiva e anche una grande capacità di coniugare le particolarità colombiane con le istanze che arrivavano dall’esterno, riuscendo a fare testi politici che avevano anche un notevole successo commerciale. Nel libretto contenuto all’interno del vinile ci sono le note del dj e collezionista messicano Carlos Icaza aka Tropicaza, grande conoscitore di queste chicche.

Empire

Gli Empire furono uno dei primi gruppi al mondo ad elaborare un suono proto post-punk, con forti influenze new wave influenzarono molti gruppi, fra cui anche la prima ondata grunge e molte band del primo emo. Il gruppo nacque nel 1980 da due fuoriusciti dei Generation X il gruppo dove militava anche Billy Idol.

Nel 1980 il chitarriasta Bob “Derwood” Andrews e il batterista Mark Laff formarono il gruppo Empire in uscita dai Generation X. Il loro primo disco fu questo “ Expensive Sound “ uscito nel 1981 e ora ristampato da Munster Records dopo molti anni dall’ultima ristampa. L’ascolto di questo disco è incredibile per quanto riguarda in primis la musica : fin dall’inizio si percepisce che questo è un disco speciale, ha un suono che muove in mille direzioni, gli Empire anticiparono moltissime cose, forse in maniera consapevole ma molto più probabilmente non pensavano ad altro che a fare musica in maniera libera, dopo essere usciti da un gruppo ingombrante come quello dei Generation X.

Il recupero di questo disco è un’operazione fondamentale dato che ci fa capire quanto questo disco, in pratica l’unico della loro discografia, abbia influenzato i musicisti più disparati. Qui c’è il punk come attitudine, l’hardcore come urgenza ma non come suono, si lavora molto di più sulle note ma non è un suono gotico come la new wave, ci sono aperture melodiche che anticipano di molti anni i gruppi emo americani degli anni novanta e duemila, o se vogliamo molto più melodici e ritmati di un gruppo come gli Husker Du ad esempio.

Ci sono poi veri e propri momenti di meraviglia come quando si ascolta la traccia “ Safety “ che avrebbe benissimo potuto essere composta dagli Stone Roses, con la voce in echo e un muro di chitarre dietro, il tutto con molta melodia.

Tutto il disco presenta ovunque momenti di vera meraviglia ed è un disco che si spera venga ascoltato dalla maggior numero possibile di persone dato che è un sole che ha illuminato molti gruppi.

Ascoltando più volte il disco si comprende maggiormente la grandezza di questo gruppo, che è l’anello mancante verso l’evoluzione ed il cambiamento di molti generi, un momento di passaggio, un bellissimo ponte.

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Massimo Argo
argomassimo01@gmail.com
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