iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : SONGS THE WEB TAUGHT US VOL. 15

Bentornata, gentaglia di poca fede, nuovo appuntamento (primo di questo nuovo anno) con “Songs The Web Taught Us“. Perdonate la lunga assenza, ma il vostro Reverendo ĆØ stato parecchio indaffarato, tra gli ossequi all’immacolato cuore di Mari(juan)a, la consueta gita natalizia a Betlemme per salutare la nascita del Principale con due padri e una madre surrogata (perchĆ© noi kattolicy dobbiamo essere contro l’utero in affitto e dare la prioritĆ  alla famiglia naturale e tradizionale, come ci ricorda sempre anche Giorgiona la madre kristiana!) e il tour europeo di rosari e sermoni gospel in supporto alla musica del nostro vescovo e le sue suore groupies. Sempre più schifato dalla piega guerrafondaia in cui questo malandato pianetaterra continua a perserverare, eppur bisogna resistere e, finchĆ© si può, tenere la barra dritta e far fronte alle avversitĆ  con un’infornata di nuova musica da ascoltare, e che il vostro Rev ora vi consiglia per scaldare queste fredde (anzi, mica tanto) giornate d’inverno (speriamo mai nucleare).

Cominciamo con l’album d’esordio dei Titane, trio pugliese (composto da “Fish McRave” alla voce e chitarra, Francesco Natilla al basso/chitarra e “Roy Frittata” alla batteria e percussioni) che negli ultimi mesi del 2023 fa ha pubblicato il suo Lp di debutto, intitolato “HYPERSPACE” e uscito sulla label tedesca Clostridium Records. Il terzetto di Bari propone otto brani caratterizzati da un sound ben messo a fuoco, e di pregevole fattura, che oscilla tra componenti stoner/psych e sonoritĆ  imbevute di doom corposo e oscuro, il tutto ammantato di un’aura psichedelica psicotropa. Mostri interiori, guerre per la sopravvivenza, sesso, violenza, litanie per dĆØi pagani e visioni desertiche sono le coordinate da impostare per affrontare questa discesa verso gli inferi più macabri e tetri.

Continuiamo con la seconda band consigliata, che stavolta proviene dalla Francia e si palesa, fragorosamente, sotto forma di un altro trio, i //LESS, la cui peculiaritĆ  risiede nell’essere un gruppo rock ‘n’ roll senza chitarra, ma composto soltanto da una batteria e ben due bassi iperdistorti e carichi di effetti, per una formula ugualmente incendiaria che deflagra in un noise/punk (con echi industrial e attitudine post-HC) torrenziale e urticante. I nostri hanno all’attivo un Ep intitolato “Social disappointment“, distribuito su varie etichette, in cui vengono sparati sei brani in cui riecheggiano, ferocemente, influenze che vanno a pescare in torbide acque sonore che puzzano di Killing Joke, Swans, Helmet, Godflesh, Jesus Lizard e compagnia rumorista. Una putrida palude da cui non uscirete salvi, se vi ci immergerete.

Dalla Francia rientriamo in Italia e atterriamo nella cittĆ  dalla Torre Pendente, Pisa, dove ad accoglierci troviamo i suoni ruvidi e grezzi di One Man Buzz!, one-man band che omaggia Buzz Osborne dei Melvins nel moniker, ha come musa artistica il blues (ĆØ la musica del diavolo, del resto…) e si definisce “nato da una relazione sessuale tra il diavolo e una donna messicana, mezzo umano e mezzo dĆØmone che conduce una vita dissoluta, fa i conti con le perversioni/contraddizioni della razza umana e con la sua chitarra fa ballare “gringos y chicas”, suscitando risate, disgusto e amore“. Il nostro, giĆ  ex frontman dei Bugz, canta on stage indossando una maschera demoniaca (ispirato da Bob Log III e altri funamboli) e suonando chitarra, drum machine e grancasse. Sul finire del 2023 ha rilasciato, dalle fiamme dell’inferno, diversi singoli e un nuovo album, “One man band from hell with love and flames“, completamente autoprodotto, composto da nove pezzi, tra riarrangiamenti di repertorio e nuove composizioni, che si rifanno alla (non) scuola dei “supereroi” monobanda (King Automatic, il nostro vescovo, Dead Elvis and so on…) ma rinforzati da una spolverata sonica di stoner Ć  la Queens Of The Stone Age/Josh Homme (altra passione dichiarata). Si consiglia di accompagnare l’ascolto di questa musica incendiaria (particolarmente in sede live) con una bottiglia di tequila, whisky, rum, vino o, nel peggiore dei casi, una (o due, o tre, o quattro, o cinque…) strong ales!

Col freddo e i rigori dell’inverno mi sembra più che appropriato proporre il moniker di un ensemble chiamato SPIRITO DI LUPO, italiano (di stanza tra Milano e Bologna) ma che ha inciso l’album di debutto, “Vedo la tua faccia nei giorni di pioggia” (2023) su etichette estere (prodotto e distribuito dalla Iron Lung Records di Seattle e dalla punk/HC label londinese La Vida Es Un Mus). I nostri, giĆ  attivi nel circuito underground (Kobra, Horror Vacui, Cerimonia Secreta, Skalp) avevano giĆ  esordito con un Ep (intitolato semplicemente “4 canzoni“) uscito su Sentiero Futuro Autoproduzioni, riprendono sonoritĆ  e tematiche cari alla scena anarcho-punk britannica e italiana, trasportando l’aggressivitĆ  sonica-cacofonica dei Discharge, degli Indigesti e dei Wretched nel nuovo millennio, e fondendola a incursioni analogiche nell’elettronica minimale, il tutto sublimato furiosamente in un cantato a due voci (quella maschile di Francesco Goats, che ha curato anche l’artwork del disco, e quella femminile di Vittoria) che può rimandare ai Contrazione e squarcia l’aria con liriche che urlano di temi ambientalisti e pacifisti cari a Crass e compagnia. Inner peace punk!

E chiudiamo questa rassegna immacUlata fermandoci in Puglia, dove troviamo i couchgagzzz, nuovo progetto a tinte budget rock formatosi nel 2021 in uno scantinato di Bari e composto da “JJ” (batteria e voce, giĆ  nei Santamuerte) “BB” (basso e voce) “Garko” (chitarra e voce) e “Snafu” (synth e chitarra). Ci fanno sapere che sono fissati con gli steroidi e con gli sport, e “gonfiano” le loro passioni assumendo grosse quantitĆ  di rock ‘n’ roll di matrice australiana. Budget rock dopato (appunto) che racconta di vittorie sudate e campioni sconfitti, chitarre nervose che mostrano i muscoli e synth-punk coi denti serrati. L’otto marzo ĆØ in arrivo il loro album di debutto, intitolato – tanto per gradire – “Gosports!!!“, che uscirĆ  su Ciqala Records/Side 4 Records e conterrĆ  8 brani sotto steroidi (registrati a luglio 2023 presso il VDSS Recordings Studio) che corrono elettrici, veloci e taglienti al traguardo, dopo poco più di 20 minuti dall’inizio della gara, e che rappresenteranno la colonna sonora ideale per i vostri allenamenti all’aperto, a casa o in palestra. E ai primi dieci che telefoneranno, regaleranno un mese di abbonamento gratis. Chiamate subito il numero… ehmmm scusate, mi ero lasciato prendere dalla modalitĆ  televendita. Nell’attesa, hanno condiviso la title track e, ovviamente, non vediamo l’ora di ascoltare l’intero full length. E intanto cominciate a fare stretching.

L’amore per l’underground dĆ  solo buoni frutti. Come sempre, cari fratelli e sorelle, prendete e ascoltatene tutti, spargete il verbo e acquistate anche, se potete. Fuzzamen!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

The Damned – Not like everybody else

E’ ciò che hanno fatto i Damned, veterana punk/goth/dark band inglese, che ha dato alle stampe “Not like everybody else”, tredicesimo lavoro sulla lunga distanza..

Gluecifer – Same drug new high

Gluecifer Same drug new high: un nuovo disco pubblicando, all’inizio del nuovo anno, “Same drug new high”, il loro sesto lavoro complessivo sulla lunga distanza

The Provincials – Sick

Provincials fossero usciti su label come Sub Pop o 4AD, e se fossero stati una band inglese o americana probabilmente i nostri sarebbero stati innalzati su un piedistallo dalla stampa musicale “indie” specializzata e sarebbero diventati dei cocchi di Pitchfork e altre webzine “in” tra gli indie/hipsters, che avrebbero gridato al capolavoro ascoltando questo album.