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Recensione : Everyday is Halloween Snatcher

Everyday is Halloween è il debutto degli Snatcher: punk grezzo tra Ramones e Misfits, adrenalina garage e attitudine DIY. Un disco diretto, sporco e senza compromessi.

Everyday is Halloween

C’è qualcosa di profondamente punk nel fatto che due band formate rispettivamente nel 1974 e nel 1977 continuino a fare più tendenza di molti gruppi nati ieri. I Ramones e i Misfits sono tecnicamente “morti”, i primi si sono sciolti nel 1996, i secondi esistono oggi solo come zombie istituzionalizzati di sé stessi, eppure liquidare la questione come semplice nostalgia sarebbe sbagliato, e anche un po’ infingardo.

Il segreto sta nella loro architettura sonora brutalmente democratica. I Ramones hanno costruito un manifesto involontario: tre accordi, due minuti, un ritornello che ti entra in testa come un chiodo da lobotomizzazione. Chiunque abbia messo le mani su una chitarra per la prima volta ha capito immediatamente che quella musica era alla sua portata. Non serviva saper suonare, serviva volerlo fare. È un modello replicabile all’infinito, e ogni generazione che si sente esclusa, incompresa o semplicemente annoiata lo riscopre come se fosse una rivelazione personale.

I Misfits hanno fatto qualcosa di ancora più furbo: hanno mischiato l’estetica dell’horror B-movie con melodie pop nascoste sotto strati di distorsione e trucco da scheletro. Il risultato è un immaginario visivo e sonoro così forte da sopravvivere tranquillamente al contesto storico che lo ha generato.

C’è poi una questione più sottile, che riguarda il punk come postura culturale. Ogni generazione ha bisogno di qualcosa a cui ribellarsi, e il bello del punk è che non specifica mai chiaramente contro cosa. È una forma vuota abbastanza flessibile da contenere qualsiasi rabbia contemporanea, che si tratti di ansia climatica, di precarietà economica o semplicemente del disagio di avere vent’anni (o 50) in un mondo iperstimolato e inafferrabile.

In fondo, la domanda giusta non è perché i Ramones e i Misfits ispirano ancora nuovi gruppi. La domanda è: cosa dovrebbero ispirarli invece? La musica pop sintetica degli anni Dieci? L’EDM? I Ramones duravano due minuti e andavano dritti al punto. In un’epoca in cui l’attenzione media si misura in secondi, c’è qualcosa di quasi visionario in questo…e il punk non ha fretta di invecchiare.

E allora ecco un debut album che si ritaglia un posto in questa scena: Everyday is Halloween – Snatcher, Ducali Records. From Colorado (la band) to Veneto (l’etichetta).

L’ombra dei Ramones è evidente nella struttura compatta e nel tiro in quattro quarti mentre il filo macabro richiama i Misfits, tutto senza la rievocazione da museo del CBGB o make-up da cosplayers. Il vero punto di forza è l’attitudine. È sudore, garage polveroso, volume alto e un certo disprezzo per le sovrastrutture. In un’epoca in cui il punk spesso si fa patinare per essere playlistabile, gli Snatcher scelgono la via più scomoda: suonare come se fossero in un seminterrato.

Certo, chi cerca rivoluzioni armoniche o produzioni cesellate resterà deluso.

“Sick” apre le danze, o il pogo che è più consono, con voce ruvida, quasi scocciata: più che cantare, sembra accusare.  Si toccano vene “post” con “Missile Mouth” e “Rite” mentre il registro cambia attraverso tracce come “U.L.M.”, dove la melodia è in stile pop-punk-beachboys-motown-ma distorto, e con i coretti in “Shrunken Head”.

E’ un album d’esordio e, da tradizione, più che seguire una certa logica narrativa/stilistica, le band puntano a presentarsi voltandosi da tutti i lati come in uno shooting fotografico, o delle foto segnaletiche, lasciando a noi scegliere quale sia il profilo migliore.

Non si tratta però di una band acerba perché i membri bazzicano la scena già da diversi anni (The Immigrants, Abinormals) e la Ducali Record, che invece ha meno di un anno, arriverà a 11 uscite entro questo giugno grazie anche alla collaborazione con diverse labels del settore e con belle novità a breve.

Everyday is Halloween” dura tempo di un episodio di sitcom senza la sigla e in questo spazio gli Snatcher costruiscono qualcosa di grezzo quanto basta, senza re-inventare la ruota ma facendola girare. Un disco punk che sa ciò che vuole essere e ci arriva senza deviazioni. Se cercate complessità progressive, avete sbagliato indirizzo. Se cercate adrenalina onesta, saranno gli Snatcher a bussarvi alla porta.

TRACKLIST:

Sick
Missile Mouth
23rd Ave.
U.L.M.
Halloween
Burried Alive
2 Fast
Freak Love
Rite
Don’t Wanna Know
Shrunken Head
Psycho

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