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Realismo Capitalista di Mark Fisher

Realismo Capitalista di Mark Fisher

Realismo Capitalista dell’inglese Mark Fisher è uno dei libri che spiegano meglio il concetto e le dinamiche del capitalismo, un cancro che occupa ogni aspetto della nostra vita, e che la controlla pienamente.

Il libro nasce dalla frase che è più probabile la fine del mondo che la fine del capitalismo, il there’s no alternative della Thatcher. Fisher è stato, ed è ancora grazie al suo lascito culturale, uno dei massimi analisti del nostro tempo, è stato scrittore, professore universitario, raver, fondatore del collettivo cyberpunk Cybernetic Culture Research Unit, un insieme di professori, produttori e tanto altre figure, tra le quali Kode 9 fondatore e manager dell’etichetta Hyperdub.

Fisher amava la freschezza e la forza della drum and bass e del dubstep degli inizi, era legato a Burial e a quel fecondo ambiente inglese che è andato scemando negli ultimi anni, ma queste persone non hanno i ritmi capitalistici nelle vene. E torniamo proprio a lui, il leviatano che ci domina, il capitalismo. Fisher lo analizza in un modo che scorrendo le pagine sembra proprio che parli della nostra vita, dell’obbligo di essere performanti, di essere quantificabili, di trovare il proprio posto produttivo in un delirio di società. Ed è proprio questo il punto, ovvero che dobbiamo essere pronti a servire il capitalismo, che non è più un’ideologia od un modo di vivere, ma è l’aria che respiriamo tutti i giorni.

Ogni nostro gesto, quasi ogni nostro momento è legato a questo sistema, che ci fa produrre, ci fa spendere i nostri soldi ( e i soldi non esistono è una magia che ci ripetiamo ogni giorno) sempre al suo interno. Non è più il momento di abbattere il capitalismo, ma di capire se prima o poi finirà. Leggendo Realismo Capitalista capiamo quanto siamo nella merda, soprattutto quando Mark affronta l’argomento delle malattie mentali legate al capitalismo. Se non sei produttivo, allora sei fuori, e devi essere messo da parte, un po’ come nelle antiche società guerriere. Il libro è del 2009, ma sembra scritto ieri, cita moltissimo i fondamentali Deleuze e Guattari, due furboni che avevano capito già molti anni fa come sarebbe andata a finire. Perché questa è una discesa all’inferno, dove ci sono i multi milionari che comprano terreni in Nuova Zelanda per sfuggire ad una guerra nucleare o qualche altra calamità, dato che il capitalismo non muore nemmeno in mezzo alle stragi.

Con un grande strumentario che attinge in molti ambi, dal marxismo ai lavori di Zizek, Fisher analizza vari aspetti che sono fondamentali e paradigmatici, e molti vengono dalla sua esperienza di insegnante, dato che l’istruzione o la funzionalità di essa alla produzione è importantissima per il capitalismo. La trasmissione del sapere è diventata quantitativa, dato che si deve contare il sapere, attraverso test, che coinvolgono studenti e professori, in un vortice che prepara allo sfruttamento futuro, e Fisher forse non sapeva dell’alternanza scuola lavoro.

Il libro è scritto in maniera sublime, colloquiale e solido, e offre la possibilità di essere letto su più livelli. Fisher non parla di alternative, dato che non ve ne sono come diceva la Thatcher, ma descrive la matrice del nostro mondo, e la via di uscita non è univoca né facile, anzia forse non c’è nemmeno, o è quella del suicidio come ha fatto l’autore stesso nel 2017. Questo libro è uno scritto fondamentale per tutti quelli che sono convinti di vivere un incubo, vedendo le tante cose sbagliate che ci stanno intorno.

Realismo Capitalista è un codice sorgente che ognuno può fare suo, provando ad hackerare la propria vita, ed è un libro figlio dell’incontro di tante sottoculture che scorrono sotterranee e che regalano gioie nel tempo più mercificato che esista. La merce e i soldi ci sono ormai entrati nel cervello, ma ci sono distopie possibili che daranno un gran conforto, prendete Fisher e cominciate a scavare, perché il suo più grande lascito è proprio di lasciare un qualcosa che possa essere preso da tutti, perché accomuna tutti.

Da leggere e rileggere anche la bellissima prefazione di Valerio Mattioli, perché Fisher è uno dei motivi che hanno fatto nascere la Nero Editions, che è una centrale di correnti sotterranee, sia con i loro bellissimi libri che con il meraviglioso blog https://not.neroeditions.com/ , che in parte nasce e riprende la forma di k- punk il bellissimo blog di Fisher, che potete leggere qui http://k-punk.org/ .

Autore: Mark Fisher
Titolo: Realismo capitalista
Pagine: 154
Traduzione: Valerio Mattioli
Uscita: 24 gennaio 2018

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Massimo Argo
Massimo Argo
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1 Comment
  • Bob Accio
    Posted at 12:41h, 27 Giu Rispondi

    Wow!!!

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