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Recensione : Nibiru H Y P Ó S T A S I S

Nibiru Hypòstasis: un lavoro che proviene dal buio, dalla terra, dallo spirito che dimora dentro la nostra, l'indissolubile legame fra vita e morte.

Un lavoro che proviene dal buio, dalla terra, dallo spirito che dimora dentro la nostra, l’indissolubile legame fra vita e morte.

“Hypòstasis” è il nuovo atteso disco dei Nibiru, band rituale torinese che ha alle spalle sette dischi sulla lunga distanza ed un ep, con dieci anni di collaborazione con Argonauta Records. Da trio attualmente i Nibiru sono una persona sola, ovvero Ardat, dopo l’uscita dal gruppo di L C Chertan nel 2024 e di RI nel 2025.

Continua comunque il percorso spirituale e musicale di un’entità che non fa solo musica, ma si spinge sempre molto oltre e in questo disco andiamo giù, direttamente nell’ipostasi, ovvero nel regno sotterraneo. Per effettuare questo viaggio Ardat accentua la connotazione ritualistica e dark ambient del progetto, portandoci in territori ancora inesplorati per questo gruppo, come in “Idolum”, una traccia incredibile, con un recitato\cantato in italiano che potrebbe benissimo essere un pezzo teatrale.

Ardat è l’essenza più profonda di questo gruppo, e qui celebra i Nibiru e il suo percorso esoterico che continua, ed è molto interessante. Musicalmente questo disco è qualcosa di inedito per i Nibiru, ma che è una naturale evoluzione di una parabola musicale che non è mai stata statica, e che anzi ha sempre mutato leggermente, portando in ogni disco qualche nuovo elemento che poi andava a svilupparsi ulteriormente nelle prove successive.

I Nibiru sono partiti da una certa concezione di ritual noise e anche sludge, per poi creare qualcosa di nuovo e sempre legato a ciò che non possiamo vedere nella nostra dimensione. “Hypòstasis” è una vibrazione che parte dal sotterraneo e invade la nostra realtà, è la ricerca sonora e metafisica di ciò che è la nostra intima essenza, ciò che chi ci compone nel profondo, caos primordiale e argilla. Ardat ci porta nei misteri che ci accompagnano dall’alba dei tempi, da prima che diventassimo umani, il nulla che plasma e che diventa nuovamente nulla creando l’illusione della vita.

Tutti questi concetti vengono espressi attraverso un rumorismo ritualistico che sfocia in diversi momenti in generi differenti, ma nel complesso è veramente qualcosa di unico, basta ascoltare, sebbene ascoltare è riduttivo e assai troppo semplificativo in questo caso, una traccia come “Sekhmet” con un recitato in italiano che ci porta faccia a faccia con divinità dimenticate ma che sono archetipe e vivono dentro di noi. I testi in italiano sono una delle cose più pazzesche di questo disco, e fanno parte di una mutata consapevolezza dato che si era partiti con tesi in linguaggio enochiano, poi anche inglese, ma l’italiano è l’abito ideale per questo progetto, per capire meglio e andare più in profondità.

Nibiru non è solo musica, è anche esoterismo e un compenetrare i misteri di cui siamo fatti e che nessuna scienza potrà mai capire e spiegare. Un disco che non è di transizione ma è anzi forse una delle cose migliori mai prodotte da questo marchio, un’immersione completi in rituali e rumori che vengono da altre dimensione e che si congiungono con l’umano in un progetto unico, che non è solo musicale e nemmeno per tutti, ma solo per chi vuole andare oltre.

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Nibiru H Y P Ó S T A S I S Streaming

Nibiru H Y P Ó S T A S I S Tracklist

01. Azoth
02. Binah
03. Idolum
04. Sekhmet
05. Shalicu
06. Obeah

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