Puntata più breve del solito, con due dischi quasi all’opposto dello spettro sonoro, i polacchi Corruption con il loro southern hard rock metal e l’emo di altissima qualità dei bostoniani Bycicle Inn.
CORRUPTION
Nuova uscita su Ossuary Records per i polacchi Corruption dal titolo “Tequila songs & desert winds”.
I Corruption sono veterani del suono stoner metal con una forte influenza southern rock e desert. I nostri suonano uno stoner metal che è tanto stoner quanto metal, con alcuni passaggi quasi heavy metal come in “Demon red”, e in ogni traccia il gruppo riesce a creare un buon connubio fra melodia e distorsione con ottimi ritornelli che funzionano molto bene durante i loro concerti.
Nati nei primi anni novanta, veri e propri pionieri di questo suono nelle terre polacche, i Corruption hanno inciso otto dischi incluso questo, hanno calcato i palchi aprendo per molti gruppi famosi e incidendo un singolo “Born to Zakk Wylde” promosso dallo stesso Zakk, del quale ritroviamo molto in questi riffoni giganti che salgono e scendono per le strade polverose di un deserto che non lascia scampo.
Non è facile rimanere a galla tanti anni come i Corruption in un panorama stoner metal che negli ultimi è decisamente popolato, ma i polacchi sanno benissimo come farsi notare e sono uno dei gruppi più solidi del panorama stoner metal europeo.
Prendendo lo stoner con le sue connotazioni sudiste il suono diventa molto interessante e l’ascoltatore non si annoia mai. Ennesimo disco solido e coinvolgente da parte di un gruppo che non molla nulla, suonando con una passione ed un’intensità affatto comune.
BYCICLE INN
“Long in the tooth” è il nuovo disco dei bostoniani Bycicle Inn, gruppo emo di Boston attivo dal 2016.
Il disco illustra quanto di meglio possa ancora offrire il suono emo tendente al melodico negli anni venti dei duemila. Il suono del gruppo è un emo molto ben bilanciato fra forza, distorsione e melodia, i Bycicle Inn hanno un’innata predisposizione per la melodia che riescono a sviluppare in molte maniere differenti, con soluzioni a volte più cattive come in “Longsword (4th place)” che tende sempre alla melodia, o cose più dolci come l’iniziale “In the end, it’s just starting again”.
Proprio questo titolo della prima canzone ci rimanda alla visione della vita che troviamo in questo disco, che è un cantico per quei momenti della nostra vita in cui ci siamo ritrovati a ricostruire dalle macerie, a ripartire da quasi zero spogliandoci totalmente delle nostre convinzioni precedenti, subendo la rivelazione che il mondo che ci eravamo creati semplicemente non esiste.
I Bycicle Inn hanno la grandissima dote di saper mettere in musica in maniera molto elegante ed emozionale ciò che vivono e che viviamo anche noi, quei frullati di emozioni e di vissuti che vanno visti ad una certa distanza per poterli capire fino in fondo.
Questo album, fatto di un emo di altissima qualità e che vibra benissimo, è un disco da meditazione, non lo si può ascoltare in altre faccende affaccendati ma pensandoci e ripensandoci, trovando la nostra traiettoria personale.
Disco che ci fa ascoltare il meglio dell’emo contemporaneo americano, quel suono che è difficile riprodurre in altre nazioni, e che i Bycicle Inn fanno molto bene, con cuore e capacità musicale, offrendoci melodie che colpiscono il cuore e che non lasciano mai indifferenti.










