The Queen Is Dead – Volume 80 – Lvtvm \ The Shifty Split \ Don Antonio & The Graces

The Queen Is Dead - Volume 80 - Lvtvm \ The Shifty Split \ Don Antonio & The Graces

The Queen Is Dead – Volume 80 – Lvtvm \ The Shifty Split \ Don Antonio & The Graces

Cominciamo con gli italiani Lvtvm e la loro musica irrazionalmente matematica e bellissima. Cambiamo totalmente lidi per addentrarci nell'universo sonoro del progetto The Shifty Split del cantautore e musicista piemontese Renato Elia. Rimaniamo in Italia e vi diciamo solo due nomi : Don Antonio & The Graces e Wanna Marchi.

Cominciamo con gli italiani Lvtvm e la loro musica irrazionalmente matematica e bellissima. Cambiamo totalmente lidi per addentrarci nell’universo sonoro del progetto The Shifty Split del cantautore e musicista piemontese Renato Elia. Rimaniamo in Italia e vi diciamo solo due nomi : Don Antonio & The Graces e Wanna Marchi.

LVTVM

Secondo disco per i toscani Lvtvm ( che si autodefiniscono quartetto strumentale dal Monte Amiata) intitolato ” Irrational numbers ” coprodotto da Cave Canem DIY/ Controcanti Produzioni / Drown Within / Records / Vollmer Industries / Zero Produzioni. il gruppo, nato fra le provincie di Grosseto e Siena dall’incontro di membri di Autoblastindog e Quiet in the Cave, porta avanti il discorso musicale iniziato con il primo disco ” Adam ” del 2015 uscito per  Cave Canem DIY e Lizard Records.

La loro musica è un math rock con tante influenze, qualche inserto elettronico e una direzione post rock. Detta così in generi potrebbe sembrare differente da ciò che è in realtà, ovvero un grandissimo affresco di suoni che si uniscono insieme per dare vita a qualcosa d’altro con uno spirito pienamente progressivo. Non esiste la forma canzone e se esiste scorre in maniera carsica, qui c’è la musica in una delle sue vesti più pure ed incontaminate, un flusso che scorre senza finire mai, continuo e rumoroso.

Queste strumentali raccontano storie in maniera molto più precisa di tanti testi o concept album, sono frazioni di numeri irreali come dice il titolo, che hanno superato molte difficoltà per giungere fino a noi, dato che sono state composte ed incise durante il periodo peggiore della pandemia.

Come ha affermato il gruppo stesso per fare questo lavoro si sono dovuti superare lo spazio ed il tempo, che durante la pandemia sono profondamente cambiai. Due bassi, un synth e la batteria, formazione perfetta per fare musica totalmente diversa, temi e divagazioni che fanno sognare o atterriscono, aderenti allo spazio o più vicino a noi, il gruppo suona in maniera differente rispetto al primo disco, continuando ad evolversi. ” Irrational numbers ” possiede anche molto del jazz, sopratutto del free jazz nella composizione e nella sua totale libertà musicale e stilistica.

Un disco che fa storia a sè, fedele alla volontà di questi ragazzi di fare musica elegante, stimolante ed unica. I Lvtvm si inseriscono benissimo in quella nouvelle vague italian underground che sta facendo dischi bellissimi e di cui si parla troppo poco.

Venticinque minuti per cinque canzoni con dentro miliardi di cose, come una galassia di note.

 

THE SHIFTY SPLIT

Nuova avventura sonora per il gruppo The Shifty Split nato nel 2001 ” Only After ” in uscita per Brutture Moderne, fondato ed animato da Renato Elia, veterano delle scene del sottobosco piemontese e non solo, già negli Infinity Within, i Sonatotundo e nei Belalugosi, che poi diventeranno i Jennifer Gentle.

Dopo il primo disco ufficiale solista del 2002 ed una manciata di uscite autoprodotte, Renato torna con una rinnovata corte di musicisti, guidati dal polistrumentista e produttore Francesco Giampaoli che ha registrato il disco nel suo studio di Ravenna. Il lavoro come concetto è totalmente incentrato sulla figura di Alexandre Marius Jacob, un anarchico francese che con le sue gesta di Arsenio Lupin il ladro più conosciuto al mondo creato da Maurice Leblanc e che ebbe un grandissimo successo. Jacobn era molto politicizzato e faceva la lotta di classe a modo suo, e le sue gesta sono rimaste nella mente del popolo e sono state cantate ma mai come in questo disco di musica minimale sbilenca, affascinante e molto aderente allo spirito di Jacob che metteva in gioco il suo corpo e quello degli altri, in una lotta durissima e molto reale.

The Shifty Split suona in maniera originale, dolce e molto onirico, soffuso e popolare. Riverberi, ritornelli che durano tutta la canzone, riffs accennati che rimangono sullo sfondo, qui ci sono moltissime cose e se ne possono immaginare ancora di più.

I stili sono quelli più disparati, dalla kosmische musik al proge, dall’indie all’ambient e al noise, per un disco totalmente da scoprire e da ascoltare, dato che ad ogni ascoltatore farà un effetto diverso. Renato è un compositore e musicista che sa davvero cosa fare e dove vuole andare, ed è in grado di padroneggiare molti stili e registri diversi. Il risultato è un disco che racchiude molto del meglio di un certo underground italiano di ieri e di oggi e anche di domani, perché questo lavoro non ha una precisa collocazione temporale.

Avventuroso come Alexandre Marius Jacob.

 

DON ANTONIO & THE GRACES

Ritorno al Belpaese per Don Antonio, musicista eclettico che ha portato la sua musica in giro per il mondo arrivando a suonare con Alejandro Casevedo in programmi statunitensi come quello del mattino alla CBS, all’inglese BBC e su Sirius. Il musicista romagnolo ha una creatività musicale molto potente ed è assai creativo, e per questo disco si è unito con il duo toscano The Graces formato da Luca Giovacchini e Piero Perelli e così è nato ” Colorama ” per Santeria.

Il disco possiede un sapore forte e speziato, strumentale, se non per una canzone di cui si parlerà in seguito, e solido che sa di frontiera e di melodia italiana che ha viaggiato fino al selvaggio west. La musica del trio è piena di elementi esotici e di rimandi da tantissimi codici musicali diversi, addirittura si arriva al dub, ma un dub niente affatto imitativo ma innovativo e molto loro.

L’unica canzone cantata, la bellissima ” Cinque minuti ”  cantata meravigliosamente da Daniela Peroni è stata scelta da Fremantle Media  per esserla colonna sonora di ” Wanna ” la serie che apparirà su Netflix su Wanna Marchi, e altre loro canzoni faranno da colonna sonora.

Il pezzo scelto come sigla è molto ani sessanta, evocativo e potente, ma non è l’episodio che spicca di più in questo disco, perché questo lavoro deve e essere ascoltato come insieme, come ponte fra varie musiche e come opera nella sua interezza, e nella sua grande ricchezza. Il titolo ” Colorama ” introduce e  rende molto bene l’idea della vastità sonora di questo disco, e della volontà di colorare lo spazio attraverso la musica e anche viceversa. Un lavoro molto bello ad opera di musicisti che si completano assieme molto bene e che fanno musica per un’esigenza interiore e non per posa o per fama.

Ci sono moltissimi angoli da scoprire che reputiamo sperduti ed invece sono racchiusi in questa musica, anzi in queste musiche che sono il respiro di tante cose e di tanti pensieri.

 

 

 

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