Death metal ispirato da una novella di H.P. Lovecraft, un disco shoegaze alt-rock post che sembra arrivare dagli anni novanta e noise hardcore punk cantato in maltese.
MIASMIC SERUM
Nuovo ep per il gruppo veneto Miasmic Serum “Better left dead”, dopo la pubblicazione di un altro ep uscito nel 2024 e recensito qui. I Miasmic Serum fanno un death metal vecchia scuola con molti riferimenti sia alla scuola nordamericana che a quella dell’Europa del nord.
Questi quattro nuovi brani ci portano di nuovo in quella dimensione fatta di sangue, di marcio e di cose ed ossa rotte, sempre con una composizione ed una esecuzione che faranno la gioia degli amanti del death metal cavernicolo e grattante. I Miasmic Serum per questo nuovo ep prendono spunto dal racconto di H.P Lovecraft “Herbert West, rianimatore” e dal film commedia horror del 1985 “Re-animator”.
La prima traccia parla della rianimazione vista dagli occhi del rianimatore, di colui che con i suoi artifici fa ripartire una macchina, il corpo umano, che si era fermata, riportando indietro alla vita il defunto. La terza canzone che dà il titolo al disco, parla invece dal punto di vista di chi viene riportato in vita, e di come sarebbe appunto meglio rimanere morto, tema che Lovecraft affronta molto bene nella sua novella.
I Miasmic Serum sfoderano un death metal che sfascia tutto, dove tutto funziona benissimo, dai momenti più pesanti a quelli più cadenzati, ci sono mid-tempo che ti entrano in testa, e per chi ama il death metal diretto, marcio e con un groove incredibile questo disco è qualcosa da avere assolutamente, sia in vita che dopo la morte. Il quarto brano del disco è una bellissima collaborazione con i Tenebro, un altro fra i migliori gruppi contemporanei del death metal italiano che è più marcio che mai. In questo brano “Withces” Miasmic Serum e Tenebro rendono omaggio al film “Suspiria” di Dario Argento, cogliendo in profondità l’opera del regista romano, trattando del femmineo più sulfureo e pericoloso, quello che affascina di più e dal quale non c’è salvezza. La combinazione Tenebro e Miasmic Serum funziona alla perfezione, il risultato è un pezzo che unisce i tantissimi pregi delle sue formazioni, con un brano che insanguina tutto.
Ottimo ep per un gruppo che suona un death metal pazzesco.
SUPERVULKAN
Leonardo Canzi alla chitarra e canto, Simone Gianni alla batteria sono i Supervulkan e pubblicano il loro debutto “Volume” per Kosmica Dischi. Il suono dei Supervulkan è un insieme di emozioni che arrivano dallo shoegaze, dal grunge, dal rock alternativo anni novanta, emo, noise e post metal con un cantato in italiano strepitoso.
Ascoltare questo disco è come essere frullati in un gorgo di bellezza, abusi emotivi, stati di perfezione e tanta tanta malinconia, come se finalmente ci ricongiungessimo con qualcosa dal quale siamo stati lontano per troppo tempo. Nel suono del duo ci sono tantissime cose, e la formazione ridotta al minimo non è assolutamente un limite, anzi è qualcosa che fa funzionare meglio il tutto. Il passo musicale di questo gruppo è speciale, ogni traccia è stupefacente e meravigliosa, i testi sono bellissimi, minimalisti ma sempre con un significato speciale e pregno.
La musica qui si sposa con le parole con un incedere lisergico, come un tramonto che si espande tutto intorno, si chiude gli occhi e si viene avvolti dal calore, dalle lacrime e dalla gioia, tutto appare sfocato ma molto più chiaro di quando è a fuoco. “Volume” è un disco dallo spirito anni novanta, e non per nostalgia, ma per comprensione della musica, in quegli anni si potevano ancora fare dischi come questo, con quello spirito di bellissima sconfitta e quella traiettoria musicale che passava in tanti territori, prendendo il meglio da ognuno.
E qui succede proprio questo, e ogni canzone arriva tra le braccia dell’ascoltatore che la sta aspettando, e ogni movimento musicale è diverso, il vento scorre, la pioggia batte e il sole scalda, un orizzonte si staglia lontano. Un disco magico, non c’è nulla che non funzioni, ti trascina con lui verso un movimento che non è salvifico, ma che essendo movimento non può essere sbagliato, un duo che ti scava dentro dalla prima nota, e con una lingua italiana siderale e magnifica.
BILA
“Beżżalart “ sull’italiana Go Down Records e sulla maltese Kewn Records è il debutto del trio noise hardcore Bila da Malta, rumore e testi in maltese, lingua antichissima e ricca di storia come l’isola dalla quale proviene, un mistero ancora insoluto.
I Bila fanno un noise bello carico e dinamico che incontra una struttura basilare decisamente hardcore, con uan decisa vicinanza sonora al noise newyorchese. Il gruppo maltese picchia duro ma non fa solo quello, dato che riesce a rendere molto dinamico il suo rumore, arricchito da un cantato in lingua maltese che rende tutto molto particolare e ancora più noise. è una lingua semitica, derivata dalla lingua araba, parlata a Malta, notevolmente influenzata dal latino, a cui si impose, dalle lingue neolatine, quali l’italiano e il siciliano, e più recentemente dall’inglese, è una lingua lontana anni luce dalla costruzione latino anche se ne è stata influenzata. È una lingua che metricamente cade in maniera molto netta, anche se spesso diventa liquida e i Bila riescono a fonderla molto bene con la loro musica.
Ascoltando “Beżżalart “ si capisce che questo gruppo è molto particolare, e il suo noise è sferzante, ha un groove pazzesco e colpisce duro. I Bila sono conosciuti per i loro concerti infuocati, e la dimensione dal vivo è molto presente nella struttura di questo disco, che sembra suonato dal vivo per intensità e potenza. Questo disco contiene un noise incisivo e cesellato molto finemente, con testi che parlano di Malta, del suo folclore e della sua essenza ancestrale, e tutto ciò rende questo lavoro molto particolare ed originale.
Il noise dei Bila sferza gli angoli delle loro costruzioni come un vento impetuoso, che poi scappa dalle costruzioni umane per infilarsi nei canyon di aperture melodiche che diventano ritornelli che ti si stampano in testa in maniera indelebile.










