Elettronica che va oltre, psichedelia in molte forme e krautrock di altissima qualità per tre dischi che sono tutto meno che scontati.
MISTERISEPARLI
“Mondo exotico” per Vina Records è il secondo lavoro del duo pescarese Misteriseparli. Il nome dle gruppo e il titolo del disco ci danno un piccolo assaggio di ciò che è la musica di questo duo, formato da Pepi e Andrew, che si sono incontrati in Andalusia dieci anni fa e da quel momento hanno cominciato a fare musica assieme.
Proprio la musica è la dea al centro del loro culto, fanno musica che parte dall’elettronica per arrivare lontanissimo, sviluppando in tutti i brani montagne di groove originale, disinibito rispetto a generi e convenzioni e che ti fa muovere comunque. Misteriseparli è la feconda unione fa due entità musicali che ne hanno sentite tante e ne vogliono suonare ancora di più, partendo da un punto sviluppano trattorie musicali ardite e sempre molto piacevoli, mai banali e scontate. Il duo pescarese punta tutta l’attenzione del pubblico sulla musica, senza orpelli legati a chi la fa questa musica, rimettendo al centro del discorso la pulsione vitale del ritmo, questo è un disco che pulsa e che sembra un cuore che con il suo battito alimenta un corpo che si muove e che suona benissimo. La semplicità si abbina alla ricchezza sonora, con soluzioni minimaliste di grandissimo impatto, pochi elementi dai quali si creano mondi, come dall’argilla fino a noi, con l’elettronica che è il substrato creativo sul quale si innestano diverse cose che hanno lo scopo di suonare bene e lo fanno benissimo.
Ascoltando “Mondo exotico” si ha di nuovo quella sensazione di freschezza e novità che troppe volte perdiamo, risentiamo nuovamente quelle melodie che ti fanno muovere e quella ricerca musicale che troppe volte è sacrificata in nome delle pose o degli atti di fede in qualche genere musicale. Un disco che è come una doccia musicale che ci fa stare meglio e che ci rigenera. Notevole l’edizione limitata in vinile con il bellissimo lavoro artistico di fr3danselmo.
PERIZOMA EXPERIMENT
I Perizoma Experiment festeggiano degnamente il grande traguardo dei venticinque anni di attività pubblicando “25” per Vina Records, raccogliendo otto brani tratti dalle loro produzioni precedenti rieditati da Matteo Molecola per l’occasione. Il disco ci mostra la profondità e la varietà della produzione musicale di questo gruppo che nasce nel 1998, con l’incontro dei due chitarristi Lorenzo
Capisciotti “L’ex Lutor” (ex Vorago e Sistema Informativo Massificato) e Andrea Moscianese “Il Mughen” (ex Giuliodorme), ai quali si unisce il batterista El Kote (Lou X-Costa Nostra, ora AIKIRA). Il gruppo proviene da Pescara e dintorni, e sulla costa nostra c’è qualcosa di musicalmente incredibile e lo si può capire bene ascoltando questo disco che è un autentico scrigno del tesoro. Musica prevalentemente strumentale con una fortissima impronta psichedelica e psicotropa, uno schiudersi di bolle, mondi, liquidi, emozioni e visioni livide, precognizioni e suoni psych, kraut, post rock e stoner.
I Perizoma Experiment sono uno di quei pochi gruppi che riesce a spaziare tra le diverse barriere di asteroidi dei generi musicali in maniera fluida, proponendo qualcosa di fortemente originale, psichedelico e molto potente. Per dire quando sia ampia la loro portata musicale in “15 grammi” troviamo alla voce C.U.B.A. Cabbal uno dei giganti dell’hip hop visionario e altro, portatore di un qualcosa che potrebbe essere un ulteriore e possibile sviluppo musicale dei Perizoma Experiment.
Disco ricchissimo che celebra una data miliare con una cernita molto fruttuosa e centrata di alcune delle loro migliori produzioni, una parabola musicale che parte da un punto conosciuto e non si sa dove arriverà, se mai arriverà a qualche destinazione, dato che l’importante è viaggiare. Psichedelia in grammi, dosi che sconvolgono la mente dell’ascoltatore e che la fanno andare lontano con un processo musicale tanto semplice in apparenza, quanto potente nell’effetto. “25” è uno dei migliori dischi usciti ultimamente per la scena altra italiana.
ZAHN
“Purpur” su Crazysane Records è il nuovo disco dei Zahn, uno dei migliori gruppi al mondo per esplorazione e ricerca musicale. Il gruppo berlinese è formato da Nic Stockmann (Heads., ex-Eisenvater) Chris Breuer (Heads., ex-The Ocean) and Felix Gebhard (Muff Potter, live-Einstürzende Neubauten), insomma membri con un curriculum musicale assai importante che si sono messi assieme per ampliare la visione musicale e non solo dell’ascoltatore. Krautrock, space rock, riffs di chitarra che incontrano sintetizzatori sintonizzati su di una frequenza che risuona perduta nello spazio. I Zahn sono la continuazione artistica di quella onda musicale tedesca degli anni sessanta e settanta che con gruppi come i Neu ! Hanno sfondato i cordoni degli standards musicali per fare qualcosa di nuovo e fortemente visionario.
Con “Purpur” gli Zahn portano la loro poetica musicale ad un livello ulteriore rispetto alle cose passate, ampliando contemporaneamente la loro visione elettronica e rock del loro suono. La cultura musicale del trio, come le loro passate e attuali esperienze musicali, sono carburante fondamentale per questo viaggio musicale, gli Zahn stanno proponendo un qualcosa che possiede una profondità ed un solidità davvero inusuali per questi tempi.
A partire dalla coloratissima e molto anni settanta copertina gli Zahn producono un disco che è vivido come dice il titolo, vivo, musica che vibra con sintetizzatori analogici caldissimi, chitarre che sono solenni e una sezione ritmica di grande impatto. La formula musicale del trio teutonico è libera, non ha confini, proprio come quella dei gruppi ai quali si ispirano, non ci sono steccati, il form è la più piena e viva libertà musicale e di conseguenza mentale.
Le trame elettroniche si incontrano con la psichedelia strumentale ed una fortissima dose di kraut rock, portandoci in giro per nuovi mondi come nei disegni di Moebius.
Disco molto visionario, con canzoni che sono viaggi ed esplorazioni, tutto in stile tedesco, con la grandissima produzione di Peter Voigtmann (ex–The Ocean, Death By Gong, Heads.), che pià che produrre porta il suo contributo ad una trama sonora che è un tappeto persiano che vola per il mondo, finalmente libero e senza costrizioni. Un lavoro che piacerà alle teste perse nel krautrock, come a chi ama i Tool, figli entrambi dello spazio profondo, un disco che è senza tempo e non appartiene a questa epoca.










