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Recensione : Leonard Luka – LAUT

Onda dopo onda, il litorale lungo da Uthrecht fino all'Indonesia su cui passeggia canticchiando Leonard Luka viene sommerso dalla marea di "LAUT", una distesa di R&B funky e indie soul che non lascia spazio ai cattivi pensieri.

Leonard Luka - LAUT

Questa non è una cronaca familiare, ma se dovessimo ricostruire una parentela a Leonard Luka partiremmo dal nonno, Stevie Wonder, poi il padre, D’Angelo, fino ai migliaia di fratelli sparsi per il mondo. Il parente più stretto lo riconosceremmo forse in Jordan Rakei, il ribello nella stella nascente del R&B americano Leon Thomas, o tra le fila dei Durand Jones & The Indications. Invece, il cantante ha alle spalle un intreccio di radici tra Europa e Indonesia, districato nel tempo di un anno sabbatico preso per riscoprire le proprie radici. “LAUT” è il suo disco di debutto, e non ha niente da invidiare ai suoi antenati.

Residente a Utrecht con radici olandesi e indonesiane, cresce affidando la sua voce al pianoforte, troppo timido per cantare. Dopo gli studi musicali, le corde vocali si sciolgono, quel nodo di inibizione si sbroglia, e dà vita al primo EP “Boy” nel 2017, e poi al secondo, “MIMICRY”, nel 2021.  Nel 2025 “LAUT” è l’album d’esordio, una fusione di soul tradizionale, alternative R&B e funk che funziona a meraviglia, suonato insieme all’ex trombettista di Prince Philip Lassiter e ad alcuni dei migliori produttori jazz sulla scena. “Laut” significa mare in indonesiano: un oceano calmo, rilassante, onde lente che si infrangono sugli scogli. Ogni onda una nota, ogni scontro con la riva un suono che compone le 10 canzoni del disco, un concerto che, come un canto di sirena, invita a tuffarcisi dentro. 

42 secondi di tamburi e tintinni sognanti scrosciano insieme alla prima onda del disco, “Giselle Walks”, colonna sonora della camminata verso l’altare della moglie di Luka al loro matrimonio, perfetta introduzione al tema del disco: l’amore. L’amore romantico, l’amore per la famiglia, l’amore per le proprie origini. Un amore quasi oziante, talmente degno di fiducia da potercisi dormire sopra, tra le braccia della lady “Leisure” del secondo brano. “We can never put an end to this” è un falsetto su percussioni funky, che vagamente ricorda George Michael e il suo “So I’m never gonna dance again” in Careless Whisper. “Perfume” flirta con il carisma di Bruno Mars, “Love On Supply” accende il ritmo con assoli di sassofono jazz e atmosfere soul.

“Where Do We Go” è un’onda al tramonto, tinta di arancione prima di diventare schiuma sulla sabbia. GINGE aggiunge al già collaudato mix di indie soul e R&B l’ingrediente sognante, quella perdizione spensierata che trasforma la tromba e i giri di basso in uno dei pezzi migliori dell’album, sicuramente il più radiofonico. Ma il mare sa anche essere misterioso. In “Elly”, il R&B si fa elettronico e rarefatto per raccontare un’assenza, un vuoto che trova risposta nell’energia di “Sit & Talk”, forse il cuore dell’intero progetto, grintoso, funk, il biglietto da visita perfetto

In “Shoreline” la bussola punta verso l’Indonesia: profuma di terre lontane, suoni esotici, una casa da lasciare per inseguire un sogno. “Crossfield” è la preghiera affinché tutto vada bene durante questo viaggio, un omaggio a una patria maltrattata ma mai dimenticata. In fondo a quelle onde repentine c’è un’ancora conficcata in profondità, difficile da debellare, che tiene saldi alle proprie radici. C’è un’ultima marea che spazza via il sedimento più difficile da smuovere, quel timore del domani di cui parla “Onto Something”, un R&B di inizio millennio alla Justin Timberlake, tra percussioni e battiti di mani a ritmo

Ora che la paura di un futuro incerto e sconosciuto è stata definitivamente erosa, rimane solo una distesa di possibilità, di sogni da realizzare, di amore da dare e ricevere. Il mare è calmo, all’orizzonte sorge una nuova alba e possiamo tuffarci in sicurezza perché sappiamo con certezza, ce lo dice Luka, che non siamo alla fine di niente, ma “we’re in the making”. Leonard Luka debutta con un album che forse somiglia a tante altre onde nel mare del soul, ma quella di “LAUT” è l’unica che lascia addosso un sale diverso, lenitivo e ristoratore.

 

Leonard Luka – Sit & Talk

Leonard Luka – LAUT tracklist

  1. Giselle Walks 0:42
  2. Leisure 03:24
  3. Perfume 02:54
  4. Love On Supply 03:17
  5. Where Do We Go (feat. GINGE) 03:34
  6. Elly 03:42
  7. Sit & Talk 03:45
  8. Shoreline 03:05
  9. Crossfield 04:09
  10. Onto Something 03:45

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