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Recensione : The Queen Is Dead Volume 103- Azato, Ego Armando Paranoia, The Pax Side Of The Moon, Evil Dead.

Azato, Ego Armando Paranoia, The Pax Side Of The Moon, Evil Dead: reggae, punk hardcore, ironia pop lombarda e poi thrash metal,  tutto confusamente felice come al solito.

The Queen Is Dead Volume 103- Azato\Ego Armando Paranoia\The Pax Side Of The Moon\ Evil Dead

The Queen Is Dead Volume 103- Azato, Ego Armando Paranoia, The Pax Side Of The Moon, Evil Dead.

Reggae, punk hardcore, ironia pop lombarda e poi thrash metal,  tutto confusamente felice come al solito.

AZATO

Partiamo dalle isole Hawaii con il gruppo Azato, reggae roots conscious e dal taglio moderno con il suo singolo “Bridges not walls”, un singolo molto fresco, ballabile e composto molto bene.

Azato mischia assieme molte influenze diverse con il reggae e il pop, in maniera tipica delle isole Hawaii che vantano una discreta scena reggae sopratutto molto peculiare e orientata alla melodia e all’incrocio con le musiche tradizionali dell’arcipelago.

Gli Azato mettono assieme un gran bel singolo, prodotto molto bene e con un ritornello accattivante che traina un singolo che desterà attenzione nella comunità reggae mondiale. Il gruppo guidato da Brady “Azato” Giusta
 ha tutte le caratteristiche giuste per fare molto bene, per divertire, far ballare e far pensare in pieno stile reggae.

Freschezza, melodia e un ottimo suono reggae, con un gran tocco conscious.

EGO ARMANDO PARANOIA

Caos, punk hardcore anni 80 distortissimo, un theremin che vola per conto suo distruggendo le nostre sinapsi oltre a tutto ciò che incontra, cantato in italiano e tanta rabbia. Gli Ego Armando Paranoia da Torino e dove sennò, danno alle stampe “Six pack Ep” per la Z.A.S. Autoproduzioni ed è subito nebbia, distruzione e caos.

Si parte dai magnifici anni ottanta e anche un po’ novanta dell’hardcore punk italiano per produrre una sintesi assolutamente personale e anarchica nel vero senso della parola. Ogni canzone ha una storia e un dialogo che la precede e tutto spiazza quello sentito prima e quello che sentiremo dopo, abrasioni, dita puntate in aria e canti e bestemmie.

Velocità, lotta e quel gusto hardcore punk particolare e minimale che solo a Torino hanno, quel modo di calpestare tutto andando oltre, portano la vita in primo piano con la musica che è importante ma non è la cosa più importante, perché gruppi come gli Ego Armando Paranoia. Certà almeno sonora in un contesto politico e metapolitico sempre più claustrofobico. Non è facile rispondere alla domanda se ha ancora senso o se rimane qualcosa dell’hardcore punk anni ottanta e novanta, ma ascoltando questo bellissimo e pazzesco ep dai mille rumori si direbbe proprio di sì.

Come l’erba cattiva che non muore si continua a sanguinare con dischi come questo, con genialate come il theremin che nell’hardcore mi pare non si sia mai sentito. Certo usciranno i guardiani della rivoluzione punk che diranno che Henry Rollins seduto sul cesso ha inciso due pezzi in Nuova Guinea con il theremin, ma che vadano affanculo.

L’ultimo pezzo, in pratica un remix tekno, con un’introduzione presa da un film di Fantozzi, ha un testo ed una musica che da soli valgono la fatica. Un disco minimale ma ricchissimo, zero nostalgia e tanta voglia di fare male in tutti i sensi.

THE PAX SIDE OF THE MOON

Esce su tutte le piattaforme digitali per Believe Music Italy (e in formato birra) il primo disco dei The Pax Side Of The Moon, fuori da venerdì 12 aprile 2024 per Hukapan, etichetta discografica indipendente e agenzia creativa di proprietà del gruppo musicale Elio e le Storie Tese che da grandissimi musicisti hanno capito che The Pax Side Of The Moon sono un qualcosa di molto vicino a loro.

Questo disco di debutto è totalmente spiazzante, una manata in faccia salutare e irrispettosa, finalmente un disco in italiano davvero ironico e totalmente situazionista, senza pose e ad minchiam.

I The Pax Side Of The Moon sono un gruppo musicalmente di livello molto alto, i testi sono geniali, ironici di un’ironia ormai dimenticata, quel modo di far ridere libero ed intelligente, senza un politicamente corretto o scorretto, ogni canzone è un qualcosa da sentire e risentire, ascoltare “Lombardia(Dicono tutti che sei mia)” per capire di cosa si parla, ed un qualcosa che è molto vicino alla poetica di Elio e Le Storie Tese, infatti escono per la loro etichetta.

Per i The Pax Side Of The Moon non si può parlare di genere musicale preciso, ma di qualcosa che fluttua libero e nove volte su dieci ti colpisce nel didietro, e la decima in faccia. I testi sono davvero unici, e nella loro genialità sono molto diretti e parlano tantissimo dei nostri tempi, come “Geni” che è un qualcosa che aspettavamo da tanto.

Qui c’è di tutto dal soft metal alla canzone d’autore, ma ci sono soprattutto i The Pax Side Of The Moon, grandissimo gruppo e stupefatta sorpresa.

 

EVILDEAD

Ottimo ritorno degli americani Evil Dead con “Toxic Grace” per Steamhammer / SPV.

Il nuovo lavoro è il primo dopo il loro ritorno sulle scene da cui erano assenti dal 1995, se non fatta eccezione per qualche concerto. Gli Evil Dead sono un gruppo thrash metal assolutamente atipico hanno un suono molto ricco e variegato con melodie importanti, con una tecnica molto al di sopra della media come le capacità compositive.

Gli Evil Dead propongono un thrash metal tecnico con parecchi punti di interesse e molte cose notevoli. Nell’album che segna il secondo episodio della loro nuova carriera, gli Evil Dead spaziano fra molte cose, dal thrash canonico a quello tecnico, a momenti maggiormente vecchia scuola e a qualche spruzzata death metal.

La voce particolare di Phil Flores è qualcosa di molto particolare e che riporta a quel thrash metal americano costa ovest in stile Death Angel che aveva avuto particolare fortuna negli anni novanta e che torna prepotentemente in questo disco. Inoltre questo lavoro ha la particolarità di riproporre un thrash metal che parla dei temi sociali e di quello che stiamo vivendo in maniera vivida, importante e centrata.

Il thrash metal è un genere che ha sempre avuto nel suo dna la critica sociale quasi mai fine a se stessa, anzi un qualcosa che faccia ragionare e ballare al tempo stesso, e qui riesce tutto quanto di cui sopra.

A partire dalla bellissima copertina di Dan Goldsworthy già autore di copertine di Gloryhammer e Alestorm, lo spirito del disco è quello di parlare della società ma anche di noi stessi, anzi soprattutto di noi stessi che non capiamo i nostri errori e ci stiamo felicemente buttando nell’abisso. Un disco molto bello ed importante, un gruppo fra i migliori nel panorama thrash metal mondiale.

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