The Kahless Clone – An Endless Loop

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The Kahless Clone – An Endless Loop

The Kahless Clone è l’interessante progetto messo in piedi dal chitarrista dei Novembers Doom Vito Marchese, con l’intenti di trovare uno sbocco alle proprie composizioni strumentali all’insegna di un post metal dalle forti connotazioni oscure.

Essendo un fan della prima ora della band di Chicago mi sono avvicinato quindi all’ascolto di An Endless Loop con la ragionevole certezza di imbattermi in un lavoro dj grande pregio.
Così è stato, anche in virtù di un distacco chiaro dalle sonorità della band madre, nonostante a tratti la matrice metal del musicista americano affiori sia a livello di attitudine, sia quando il suono delle chitarre si fa decisamente robusto.
Gli album in veste strumentale faticano per loro natura a decollare quando non vengono sorretti da un’adeguata freschezza compositiva: Marchese sfugge al trabocchetto alternando parti intimiste, dove l’uso della chitarra acustica e del piano è propedeutico a un crescendo che eleva a dismisura il potenziale emotivo dei brani.
Tutto ciò avviene mirabilmente in Leave This Place With Me e in Everything You See is Gone, tracce che riconciliano con questa forma sonora, grazie anche alla maestria con la quale i brani vengono eseguiti dal musicista dell’Illinois e dai suoi compagni d’avventura.
Un bellissimo lavoro che dimostra, una volta di più, quanto il comporre postmetal strumentale di grande livello sia sostanzialmente una questione di talento, qualità che, ahimè, non tutti coloro che vi si cimentano possiedono in uguale misura.

Tracklist:
1. Leave This Place With Me
2. I Can Feel Them, but I Can’t Remember Them
3. Everything You See is Gone
4. A Somber Reflection

Line-up:
Vito Marchese – Guitars
Zach Libbe – Electronic Drum Programming
Garry Naples – Drums
Andy Bunk – Bass
Ben Johnson – Keys

THE KAHLESS CLONE – Facebook

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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