INTERVISTA a BRIAN JAMES

INTERVISTA a BRIAN JAMES

INTERVISTA a BRIAN JAMES

Il chitarrista e songwriter londinese Brian James – classe 1955 – è stato non solo un protagonista assoluto della scena punk già ai suoi albori, ma anche un protagonista trasversale di tutta la scena rock degli ultimi quarantacinque anni. Personalità indipendente e duttile, può essere definito un precursore di stile capace di influenzare con le sue idee e il suo atteggiamento almeno un paio di generazioni.

Suo il primo riff della storia del punk britannico, quello della dirompente e iconica New Rose pubblicata in Europa con i Damned nell’ottobre 1976, a distanza di appena qualche settimana dal primo singolo dei Ramones negli States.

Dopo quel folgorante debutto e due album con i Damned, ha continuato il suo percorso privo di facili compromessi suonando con Iggy Pop, con Stewart Copeland e con altri grossi nomi, girando il mondo in tour con svariate band dalla vita breve, ma intensa (come i Tanz Der Youth, supporter dei Black Sabbath, e i Dripping Lips).

Nel 1981, in piena ondata post-punk, insieme a Stiv Bators (fondatore ed ex-vocalist dei Dead Boys) e ad altri musicisti fautori di quella rivoluzione, fondò The Lords Of The New Church, il suo progetto di gruppo più duraturo e produttivo, dedito nell’arco di un decennio a un sound che oscillava tra il punk delle origini e un dark rock ante-litteram. Scioltisi i Lords e morto tragicamente Bators, la carriera di Brian non ha conosciuto periodi remissivi e opachi, benché lui non abbia mai desiderato essere messo su un trono, più interessato a fare musica e ad arricchire un bagaglio di esperienze a dir poco incredibile.

Oggi, a sessantasette anni, ha sempre quel suo sguardo sornione e ribelle dei tempi di New Rose, quel mezzo sorriso ammiccante di chi ha vissuto senza risparmiarsi. Ma anche i modi gentili e british di uno che prende un’intervista come una chiacchierata tra appassionati.

 

IYE – Buongiorno Brian! Cominciamo da un aneddoto, come mia usanza. Molti anni fa, in una paninoteca dove facevo spesso le ore piccole con gli amici, c’era un cameriere che ti somigliava. Una somiglianza incredibile. Lo avevamo soprannominato Brian James, ovviamente. Tu eri già uno dei nostri eroi dell’era punk e ricordo che abbiamo discusso spesso della tua importanza nell’ambito di quel fenomeno culturale. Tu avevi scritto New Rose, il primo singolo punk in assoluto pubblicato in Gran Bretagna. E i Damned erano diventati da subito una band fondamentale e distintiva sulla scena. Quattro decenni dopo, mi chiedo: sei sempre stato consapevole del tuo ruolo in quel momento culturale così epocale?

 

Brian – Mi reputo fortunato di essere stato nel posto giusto al momento giusto in compagnia di persone con una mentalità simile; questa era Londra alla fine del 1975 e nel corso dei successivi sei mesi circa, tutte queste persone iniziarono a formare band, generalmente a infastidire quanta più gente possibile e insomma ad agitare le acque. Qualcuno doveva pur essere il primo a pubblicare un singolo e la nostra etichetta indipendente Stiff Records riuscì a battere le altre label discografiche, pubblicando New Rose. Fortunatamente il nostro produttore, Nick Lowe, aveva ottenuto un ottimo sound dal vivo e noi quattro membri dei Damned avevamo suonato come se la nostra intera vita dipendesse da questo. Da quel momento sono conosciuto come “il ragazzo che ha scritto New Rose”.

Brian Stiv Codrington Mews LaVilla Taxco, Los Angeles

Brian Stiv Codrington Mews LaVilla Taxco, Los Angeles

IYE – Prima dei Damned, sei stato membro di band come London SS e The Bastards. Era una fase di preludio appena prima che la musica punk esplodesse come fenomeno sociale. Cosa puoi dirmi di quegli anni e di quelle band?

 

Brian – Quando ho iniziato a suonare ero in una blues band che faceva cover di canzoni di Bo Diddley, Chuck Berry, Muddy Waters e Howling Wolf; e poi non ci è voluto molto prima che iniziassi a sentire gli Stooges e gli MC5 di Detroit. I Bastards si formarono nell’estate del 1974 e dopo alcuni mesi fummo costretti a trasferirci a Bruxelles, in Belgio, perché in quel periodo nessuno ci permetteva di suonare in Inghilterra, a parte alcuni festival gratuiti e un coraggioso promotore in un club degli Hell’s Angels che ci procurò una weekly residency. I ragazzi dei club francesi di Bruxelles sapevano di Iggy, di Lou Reed e degli MC5, quindi si sono rivolti ai Bastards; mentre il pubblico inglese era ancora avviluppato dal Prog-Rock e dalla scena glam cosiddetta “Teeny Bop”.

 

IYE – Il tuo percorso con Dave Vanian e Rat Scabies è stato piuttosto breve, anche se molto importante. L’album di debutto dei Damned è una sintesi perfetta di ciò che la cultura punk poteva offrire a un vasto pubblico. Brevi canzoni folgoranti (tempo medio 2:30 minuti), testi ironici e provocatori, una copertina iconica… Non solo giacche di pelle, borchie, creste e vaffanculo. Il vostro approccio è stato anche goliardico. La rivoluzione punk poteva esprimere il suo potere usando non solo una rabbia oscura. Eravate una forma diversa di anarchia.

 

Brian –  E’ una fortuna che tutto ciò che facevamo suoni ancora alla grande e stia su ben quattro decenni dopo; e che io non sia rimasto legato a qualcosa che oggi suona di merda e che odio. È una cosa strana e meravigliosa che tanti musicisti e artisti in generale si siano sentiti ispirati, negli ultimi 40 anni, da un manipolo di piantagrane con abbondanza di carattere. Vale la pena festeggiare!

 

IYE – Anno dopo anno, i tuoi vecchi compagni hanno trovato uno stile sempre più grottesco, fondendo suoni dark-gothic con atmosfere psichedeliche e beat. Ho definito ciò “pop gotico”. Suona bene? Anche se – a dire il vero – li ho visti nel 1988 in Svizzera suonare come supporter dei Motorhead e suonare soprattutto vecchi brani punk aggressivi del vostro repertorio. Dave vestito con pantaloni di pelle e cintura borchiata. Cosa ne pensi di album come “Phantasmagoria” e “Anything”?

 

Brian – Dopo la mia permanenza nei Damned ero stato invitato a suonare la chitarra con Iggy Pop, il che è stato un trip… Un trip molto interessante! E poi Stiv Bators ed io abbiamo formato i Lords Of The New Church: che non è stato solo molto divertente, ma creativamente sorprendente per il fatto di scrivere musica con un paroliere così stimolante. Stiv scriveva pagine e pagine di testi a mano libera, poesie… Aveva un’immaginazione davvero fantastica! C’era sicuramente una mentalità da gang, nei Lords. Erano gli anni ’80, eravamo noi contro il mondo. Francamente non c’era molto tempo per prestare attenzione alle nuove band o a cosa stessero registrando i Damned.

 

IYE – Possiamo dire che The Lords Of The New Church erano ciò che i Damned non erano riusciti a diventare? Se fossi rimasto con loro ancora a lungo, i Damned sarebbero potuti diventare qualcosa di simile ai Lords?… È una domanda insidiosa, lo so! Ma provo a immaginare come i Damned avrebbero potuto evolvere la loro carriera con la loro formazione originaria, mantenendo una certa “filosofia”.

Brian James photo buy Minna

Brian James photo buy Minna

Brian – Mi è sempre piaciuto lavorare con musicisti diversi, ci sono vari musicisti che mettono in risalto certe cose nel mio modo di suonare; e Rat Scabies è una di queste persone. Coi Damned è stato fantastico e molto divertente, per me, dalla fine del 1976 alla metà del 1977. Abbiamo avuto passione e carattere, ma senza questi stati d’animo poi diventa inutile e diventa una perdita di tempo. Immagino, in un certo senso, che i Lord fossero ciò che io speravo sarebbero diventati i Damned. In effetti hai detto bene.

 

IYE – Puoi condividere con noi alcuni ricordi belli e interessanti di Stiv Bators? Lui ha ancora tanti fan, qui in Italia.

 

Brian – Stiv era un artista selvaggio, ma anche una delle persone più divertenti che abbia mai avuto il piacere di conoscere. Un burlone nato, praticamente. Era qualcosa che aveva ereditato da suo padre. I suoi genitori erano persone fantastiche che venivano sempre ai concerti dei Lord a Cleveland e a New York. Il background di Stiv era molto simile al mio, lavorando nelle fabbriche e cose del genere, quando lasciammo la scuola. Ascoltavamo i primi Rolling Stones e i Pretty Things. Inoltre lui mi allettava con misconosciute band americane e allo stesso modo io lo avvicinavo alle band inglesi underground.

 

IYE – Vent’anni fa hai lavorato al progetto The Racketeer, insieme a Stewart Copeland (The Police), Duff McKagan (Guns’n’Roses), Wayne Krame (MC5) e Clem Burke (Blondie). Un ensemble straordinario, da far impazzire molte persone cresciute a pane e rock’n’roll. La tua vita artistica è stata così variegata e imprevedibile. Hai suonato con molti altri protagonisti della scena rock internazionale. Questo è un modo divertente e positivo per avere un’esperienza completa come musicista, credo.

 

Brian – Come ho detto prima, mi è sempre piaciuto suonare con musicisti vari e diversi e suppongo che l’epitome di questa cosa sia stata questa band che ho formato con il chitarrista degli MC5 Wayne Kramer, dove ho poi invitato i miei vecchi amici Stewart Copeland e Clem Burke alla batteria e Duff McKagan al basso per registrare questo album intitolato Mad For The Racket. È stato divertente. E dopo abbiamo fatto un sacco di concerti, ma con Mani degli Stone Roses al basso perché Duff aveva altri impegni.

 

IYE – Non ti fermi mai, vedo. Ad ogni modo, dopo questa lunga e intensa carriera, cosa c’è  in pentola per l’immediato futuro?

 

Brian – Dopo quel progetto ho poi pubblicato degli album da solista su etichetta Easy Action Records e attualmente sono a metà delle registrazioni di uno nuovo. Inoltre mi è stato chiesto di scrivere la mia autobiografia che si intitolerà The Bleeding Book. Verrà pubblicta, si spera, nel 2023. Grazie per avermi invitato a parlare su IYE Magazine, Deca. Ti auguro buona salute e felicità.

 

DISCOGRAFIA BRIAN JAMES

 

With The Damned[

Damned Damned Damned  (1977),  Stiff

Music for Pleasure  (1977), Stiff

 

With Tanz Der Youth

“I’m Sorry, I’m Sorry” (Single, 1978),  Radar

 

With The Lords of the New Church

The Lords of the New Church  (1982), (IllegalI.R.S.)

Is Nothing Sacred?  (1983), I.R.S.

The Method to Our Madness  (1984), I.R.S.

Hang On  (2003), Not on label

 

With The Dripping Lips

Abracadabra (Original Motion Picture Soundtrack)  (1993),  Indisc

Ready to Crack?  (1998),  Alive Records

 

With The Racketeers

Mad for the Racket  (2000),  Track Records

 

Solo Albums

Brian James  (1990), New Rose Records

The Brian James Gang  (2006), Easy Action

Chateau Brian  (2012), Devils Jukebox Records

Damned If I Do  (2013), Easy Action

The Guitar That Dripped Blood  (2015), Easy Action

 

Singles

“Ain’t That a Shame” (1979), BJ Records

“Why? Why? Why?” (1982), Illegal

“New Rose 2001” (2001), Boss Tuneage, Fuxony Records (with Flatpig)

“New Rose 2006” (2006), Easy Action

“Walkin’ Round Naked” (2015), Easy Action

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Federico De Caroli
atomdeca@hotmail.com

Più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, con cui ha firmato la quasi totalità della sua discografia, si è affermato soprattutto come autore di musica elettronica e musica ambient, accostandosi poi ad altri ambiti come quello teatrale, multimediale e televisivo. E' autore di musiche per la RAI da oltre un decennio. Le sue prime incisioni su vinile sono diventate ricercati pezzi di alto valore collezionistico. Buona parte delle sue produzioni oggi è distribuita nel mondo attraverso i cataloghi di EMI e APM. Da tempo ha fatto della dimensione onirica la chiave di volta della sua vita personale ed artistica. Ha coltivato una vena narrativa firmando alcuni romanzi di genere fantastico e surreale, nonché fumetti e graphic novel. È stato a suo tempo tra i fondatori e promotori del Manifesto del Distonirismo.

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