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Recensione : Virgin Prunes – A new form of beauty 1-4

Virgin Prunes - A new form of beauty 1-4: Uno dei capolavori di un gruppo che stupisce ancora a decenni di distanza e che mostra molto chiaramente la forza di un periodo musicale e non solo che aveva e che ha ancora tantissimo da dire e da farci sentire.

Virgin Prunes – A new form of beauty 1-4

I Virgin Prunes ristampano su BMG il loro disco “ A new form of beauty 1-4“, uscito originariamente nell’ormai lontanissimo 1981. I Virgin Pruens sono un gruppo irlandese nato nel 1977 e che va bene oltre la forma musicale, essendo stati uno dei primi gruppi a fondere diverse arti e codici nelle loro produzioni.

I Virgin Prune nascono dall’unione artistica di Fionana Harvey aka Gavin Fri day e Paul Hewson aka Bono Vox, sì proprio quel Bono Vox, purtroppo che alla fine qualcosa di buono lo ha fatto anche lui. I nostri provano a venire dal sobborgo di Ballymun e si affiliano al collettivo del Lypton Village. Nel collettivo ci sono anche i fratelli Evans, Richard e David. Quest’ultimo con il soprannome di The Edge darà vita insieme a Bono pochi anni dopo al più famoso gruppo pop-rock degli ultimi vent’anni, gli U2, il secondo – ribattezzatosi Dik Prune – si aggrega a Gavin Friday decretando così la nascita effettiva dei Virgin Prunes.

Insieme a loro ci sono molti altri che ruotano intorno al gruppo, che diventa un modi sentire e di interpretare la vita irlandese dell’epoca, in un paese molto cattolico e molto atteno alle apparenze e sempre pronto ad emarginare chi si mostra diverso, dato che in gergo Virgin Prunes erano appunto le persone da evitare.

Dopo l’ottimo esordio “ …If i die i die” i nostri arrivano a questo secondo disco che è uno vero e proprio scrigno dei tesori, ristampato qui in triplice vinile nelle quattro parti che dovevano essere cinque, secondo il progetto del gruppo con la Rough Trade Records, una delle più importanti etichette dell’epoca. Questa ristampa contiene inoltre materiale artistico inedito ed è veramente lussuosa.

Qui i Virgin Prunes sono all’apice della loro traiettoria artistica e musicale, e questo disco è da gustare come fosse uno spettacolo teatrale, cosa che in effetti è.

Il gruppo irlandese è etichettato come new wave, e sicuramente possiede molti elementi tipici di quel genere, ma è un sodalizio che va bene oltre i generi, usando tantissimi registri musicali a seconda di cosa vogliono esprimere. Ascoltando questa ristampa si può comprendere appieno la ricchezza musicale del gruppo e perché abbiano ispirato in seguito tantissimi musicisti molto differenti fra loro da Trent Reznor a Michael Stipe. In questi tre dischi e due cd risiede un’immensa ricchezza musicale, ci sono mille emozioni e diversi stati d’animo, in certi frangenti la musica passa quasi in secondo piano, e vengono avanti in evidenza le atmosfere, i giochi fra luci e tenebre, la urgenza di dire le cose vissute e di vivere in un contesto non facile.

 

Uno dei capolavori di un gruppo che stupisce ancora a decenni di distanza e che mostra molto chiaramente la forza di un periodo musicale e non solo che aveva e che ha ancora tantissimo da dire e da farci sentire.

Virgin Prunes

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