GABLÈ – CUTE HORSE CUT


La cartella stampa fornisce pochissime informazioni riguardo ai Gablè. Non si riesce a capire nemmeno in quanti siano né da quanto tempo suonano. Il loro sito ufficiale (ve lo consiglio) e myspace, però, riescono a colmare le lacune. Pare che siano in quattro (Gaelle, Mathieu, Thomas, Olivier) e che siano francesi. Alle spalle hanno già diversi lavori, il primo datato 2002. Qui alle nostre orecchie è giunto questo Cute Horse Cut, promettente full lenght carico di spirito freak e voglia di giocare.

Fulge introduce il basso di Bunch, solare e allegra, che si amplia in una sorprendente marcetta corredata di suoni indecifrabili, fino a concludersi in un coro di bambini scacciato via da una automobile a tutta velocità. Brick Trick sa di canzone da osteria disturbata da interferenze continue, come se si stesse cercando una frequenza sulla radio. Who Tells You? Energica e tiratissima, alterna attimi di quiete a ritornelli rapidissimi, giocando nella seconda parte con stop & go e rumori animaleschi (cani che abbaiano, per fare un esempio). Unbeatable più canonica e squadrata passa il testimone a Cyanure che, a discapito del titolo, scorre tranquilla e semplice, intersecandosi nella seconda parte con altre melodie. Haunted è una piccola gemma corale, mentre Day, più compatta e definita, viaggia tra pause riflessive e aumenti di portata sonica. 0000 parte con un rumore di aspirapolvere (?) per disegnare semplici melodie con la tastiera e poi definirsi tra evocative melodie e ritmiche definite e compatte. The Stone And The Wolf prosegue ricordando quasi la freschezza dei Vampire Weekend (se suonassero con strumenti giocattolo). Ouac, è rumore di anatra con conclusivo raglio d’asino, rumori che si riversano come suoni campionati nella successiva Samba De La Muerte che, con immancabile freschezza, si riempie di tastiere e di chitarre, crescendo sempre più. Pills, folk-ballad da risata in osteria, cede il passo a Ghost Host che si fa sussurrata e nervosa (ma mantenendo sempre un tono giocoso). Too Fat To Fart To Fight semplice e radiosa, schiaccia anche la coda al gatto prima di abbandonarsi alla melodia. Les Feuilles, molto robotica nel suono e nel tono vocale, dà l’idea di una consolle per videogiochi fatta in legno. Opposite Party, su ritmi danzerecci, riavvolgimenti di nastro e cascate ritmiche, lascia spazio a un nuovo coro, Eezy Peezy, da televisione anni ’30-’40. Infine, My Diamond Pond, tra fischi e giochi ritmici, cresce il più possibile, prima di discendere e spegnersi sussurata.

E’ un disco che lascia a bocca aperta. Le canzoni sono tremendamente frammentarie e piene di confusione, ma dannatamente efficaci. Nonostante ciò, ogni pezzo riesce a mantenere la propria identità e, soprattutto, se legata agli altri pezzi, genera un continuum coerente e fluido. Insomma, un disco che riesce a soddisfare sia nel particolare (pezzi curati e ben construiti), sia nell’insieme. Un disco che assolutamente merita di essere ascoltato, per la sua freschezza, solarità, genialità. Complimenti ai Gablè.


TRACKLIST:
01. Fulge
02. Bunch
03. Brick Trick
04. Who Tells You?
05. Unbeatable
06. Cyanure
07. Haunted
08. Day
09. 0000
10. The Stone And The Wolf
11. Ouac
12. Samba De La Muerte
13. Pills
14. Ghost Host
15. Too Fat To Fart To Fight
16. Les Feuilles
17. Opposite Party
18. Eezy Peezy
19. My Diamond Pond

GABLÈ - CUTE HORSE CUT

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