Amor Fou – Cento Giorni Da Oggi

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Amor Fou – Cento Giorni Da Oggi

Alessandro Raina, Giuliano Dottori, Leziero Rescigno e Paolo Perego (Amor Fou) ritornano a distanza di due anni dall’acclamato “I Moralisti”, con un nuovo disco, Cento Giorni Da Oggi. Il lavoro, composto da tredici canzoni, abbandona quasi completamente i sentieri percorsi in passato per lasciar spazio a una posa più leggera ed immediata: meno intellettualismo, meno chitarre, più tastiere, più elettronica, più testi che strizzano l’occhio alla moda.

Gli Zombie Nel Video Di Thriller, pezzo dal tono cadenzato e rilassato, apre il disco spiazzando con il suo amaro finale, mentre Alì, in opposizione, trovando linfa vitale nell’elettro pop anni ’80, avvolge con i suoi ritornelli efficaci. Goodbye Lenin, appoggiandosi a scenari elettronici, ci culla con le sue strofe ovattate e i ritornelli vivaci ed esplosivi, aprendo alla criptica malinconia di Vero (costruita su una morbida linea di basso e caratterizzata da un testo al limite del decifrabile). Una Vita Violenta mette in primo piano synth e batteria, espandendosi nei ritornelli e lasciando spazio al liquido suono di chitarra, mentre I 400 Colpi, dal ritmo incalzante e dai toni lievemente drammatici, sporca l’animo di inquietudine e malinconia, cedendo il passo alla dolce ed emotiva La Primavera Araba (Davide Autelitano ospite alla voce). Padre Davvero, costruita su chitarra ed incisive note di basso, suona in perfetto stile disco music, lasciando che Le Guerre Umanitarie, colorata da lievi percussioni, assuma toni preoccupati e pensierosi prima di liberarsi nei ritornelli (seppur scanditi da parole amare). I Volantini Di Scientology, spigliata e ossessiva (nel ritmo e nelle parole), emoziona nei ritornelli, aprendo al coro di Forse Italia e alle sue cascate di synth (dalla quale pare impossibile sfuggire). Infine, la brevissima e completamente fuori contesto Radiante (cantata da Alessandro Baronciani) aggiunge un pizzico di spirito hardcore (ovviamente diluito e ripulito per l’occasione), prima di cedere il passo alla conclusiva, lenta e delicata Tigri (The Song).

La band milanese mette su disco tredici canzoni decisamente efficaci che poco o nulla hanno a che vedere con i due dischi precedenti (ad averla vinta questa volta è l’elettronica, i synth e un ammiccante sound anni ’80). Alle melodie accattivanti, però, si affiancano testi che, caratterizzati da argomenti leggeri e infarciti di cliché hipster (come vorremmo non usare questo termine…), allontaneranno molti dei vecchi fan e attireranno maree di adolescenti vittime della moda.

Cento Giorni Da Oggi è uno di quei dischi che mette in difficoltà: da una parte l’orecchiabilità dei pezzi, dall’altra i testi non sempre facili da digerire. Se darne un giudizio complessivo pare difficile, intuire che, nel bene o nel male, lascerà un segno, è cosa facile. Uno dei dischi più importanti del 2012, forse il più importante.

TRACKLIST:
01. Gli Zombie Nel Video Di Thriller
02. Alì
03. Goodbye Lenin
04. Vero
05. Una Vita Violenta
06. I 400 Colpi
07. La Primavera Araba
08. Padre Davvero
09. Le Guerre Umanitarie
10. I Volantini Di Scientology
11. Forse Italia
12. Radiante
13. Tigri (The Song)

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