THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT-PURE

THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT-PURE 2 - fanzine

THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT-PURE

Prova a mettere insieme un bel po’ di buone idee e una buona attitudine alla melodia, chiama Giovanni Ferliga e Giulio Ragno Favero (oltre a Bruno Germano e Gianluca Turrini), prova a scrivere delle canzoni, prova a registrarle e a farne un disco, prova a metterlo in download gratuito e ad affidare la parte grafica a Legno. Poi lascia che le cose si sviluppino da sole.

I Three In One Gentleman Suit lo hanno fatto. Dopo due dischi, tour in lungo e in largo per lo stivale, l’Europa e persino l’Asia, sono tornati in studio (dove ci hanno passato quasi un anno). Ne sono usciti con Pure, nove canzoni a metà tra inquietudine, malinconia, noise, echi new wave e riflussi emo.

You Don’t Know Foreplay apre con inquietudine e tensione, tra ritmiche ribollenti e chitarre affilate, lasciando scorrere il cantato, a metà tra Fine Before You Came e lezione noise (Teatro Degli Orrori docet) e concludendo, infine, su toni malinconici. Green Riot prosegue adagiandosi sulla morbida superficie generata dalle tastiere, un lago immobile su cui si materializzano ritmiche sporcate di nero e lievi echi elettronici, con i ritornelli pronti ad agitare le acque. GB’s Deerhunting sprofonda nel nervosismo e nell’oscurità, ricordando gli ultimi The Death Of Anna Karina (ma meno propensi alla violenza), scorrendo pastosa e grassa, e aprendosi nella sua energica coda strumentale, mentre Confusion Is Pleasure ci accompagna su lidi malinconici ma decisamente più distesi e docili, tra vibranti arpeggi, l’elettronica a fare da corollario e i volumi più contenuti e soffusi. Upcoming Poets, invece, è la svolta, l’abbandono dell’inquietudine a favore di vivacità e solarità, ricordando un poco (nell’incedere e nei suoni di chitarra) i Modest Mouse. Born Nihilistic si mantiene sulla stessa lunghezza d’onda, brillando, gonfiando il petto, ma cercando di affascinarci con le sue melodie e le ritmiche squadrate, piuttosto che sbranarci con rabbia e furia. In The Neighborhood procede su tempi più lenti, tra gli ululati di sfondo, i singhiozzi di chitarra e la sezione ritmica in processione marziale, fino a rompere le righe, intrecciare/annodare gli strumenti uno con l’altro e farsi più intensa. Mountain Vs Plain si ricollega alla prima parte del disco, ritornando su toni più cupi e inquieti, con il basso e la batteria a martellare con ansiogena regolarità e la chitarra a disegnare voragini in cui immancabilmente si precipita, a folle velocità. Infine, Ode To The Hometown conclude abbandonandosi alla lentezza, alle chitarre e alla loro morbidezza sonora.

I Three In One Gentleman Suit centrano in pieno il bersaglio. Nove canzoni dirette ed efficaci, corpose e grondanti espressività. Ci si perde in mezzo ai suoni, alle ritmiche, alla voce spesso drammatica e inquieta; si rimane rapiti, coinvolti. Certamente si sente la presenza di Ferliga e Favero, come dell’influenza di Fine Before You Came e The Death Of Anna Karina, ma, nel complesso, il suono riesce a ritagliarsi una propria personalità, somma delle precedenti parti (e forse anche qualcosa di più). Bravi!

Voto: 7,5

TRACKLIST:
01. You Don’t Know Foreplay
02. Green Riot
03. GB’s Deerhunting
04. Confusion Is Pleasure
05. Upcoming Poets
06. Born Nihilistic
07. In The Neighborhood
08. Mountains Vs Plain
09. Ode To The Hometown

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