The Bradipos IV – Lost Waves


Recensione

Troppo amici per essere giudicati con il giusto distacco, non aspettatevi obbietività

Scenario : Matrimonio di Simone (il boss) e della splendida Loriana; il ricevimento – o la festa trovate voi la definizione che più vi aggrada – è sulla spiaggia, siamo all’inizio dell’estate e tutti sono sù di giri per il lieto evento e per le generose libagioni ad esso seguite.

Per l’occasione sono arrivati dalla Campania i Bradipos IV, una band che avevamo già precedentemente fatto suonare e della quale ci eravamo da subito follemente innamorati. Il surf del gruppo ammalia i presenti e sulla sabbia ci si si lascia andare alle danze in preda ad una eccitazione mista di gioia ed alcool (forse le due cose sono strettamente conseguenziali). Da quel giorno, che ricordo ancor’oggi con immutato piacere, è passato un bel po’ di tempo ed i Bardipi hanno realizzato un buon numero di dischi ma, contrariamente a quanto accade a molte altre band, la qualità dei loro prodotti, è rimasta immutata se non addirittura migliorata.

Non fa eccezione questa loro nuova fatica intitolata Lost Waves e destinata a diventare un ospite fissa del mio stereo per molti giorni a venire. L’album comincia con una doppietta che lascia subito presagire a quale meraviglia ci si trovi ad ascoltare; si comincia infatti con una cover robusta e sostenuta di Ghost Hop in pezzo che io conoscevo nella versione fatta dai Surfmen ma che scopro – dalle note di copertina – essere di Ray Hunt, segue il pezzo che da il titolo al disco, un brano magnificamente sognante. Ma se devo qual’è il mio pezzo preferito , e vi giuro in mezzo a cotanta magnificenza non è compito semplice, indico la splendida Deep Mojave una canzone che farebbe ballare un esercito di ottuagenari. Segnalazione d’obbligo anche per i ritmi lenti ed ammalianti di The Steel Valentine e per la versione languidamente latineggiante di Siboney una composizione di Ernesto Lecuona datata originariamente 1954 (!!!).

Comunque come accennato alcune righe fa qui si parla di colossi del genere, il surf strumentale per quei pochi tapini che non lo sapessero, a livello mondiale – ne siano testimonianza gli ormai abituali tour negli States – e quindi l’ellepì in questione va ascoltato ad occhi chiusi dall’inizio alla fine. Citando un altra band a me carissima, i milanesi Impossibili, se avete un grande amore in fondo al cuore fate di tutto perché duri per sempre. Lacrimuccia.

Fine della recensione….

ETICHETTA: Area Pirata Records

TRACKLIST
1) Ghost Hop,
2) Lost Waves,
3) Night Creeper,
4) Deep Mojave,
5) Hangover Serenade,
6) The Steel Valentine,
7) Big Sur Nightmare,
8) A Heartful Of Nothing,
9) Siboney,
10) Tumbleweed Stomp,
11) Pjrun,
12) El Segundo

LINE-UP
Ghigo – Basso,
Enrico – Batteria,
Massimiliano – Chitarra,
Francesco – Chitarra

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