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To Die On Ice – Panoramica degli Abissi

Nel caso dei To Die On Ice il problema, sia lode a zio! non si pone, giacché il gruppo si auto definisce Lynch Core, fornendomi un aiuto quanto mai parziale.

Tentare di definire il genere suonato dall’artista oggetto della propria scrittura, al fine di orientare il lettore, è una delle grandi difficoltà che il mestiere di recensore porta con sé.

Nel caso dei To Die On Ice il problema, sia lode a zio! non si pone, giacché il gruppo si auto definisce Lynch Core, fornendomi un aiuto quanto mai parziale. Diciamo che il terzetto bolognese riprende il torbido dell’immaginario lynchiano (quello preponderante) e lo tramuta in una musica che ha nella catarsi e nello straniamento il suo punto di forza: ne è esempio l’inquietudine che traspare dalle note dell’iniziale Edera.

Il sound diventa noir, noir jazz, in pezzi come Un Sottomarino Terribile o un’astronave inarrestabile e Tintarella di Nulla – i titoli di questo disco sono spesso geniali. L’aggravante dei futili motivi ha atmosfere sfuggenti e disorientati, A Colpi d’Ascia – il mio pezzo preferito – presenta ritmi felpati e a tratti manciniani ed E alla fine tutto torna chiude il cerchio con la sua anima tumultuosa. A me, e penso di fare ai nostri un discreto complimento, questo disco ricorda un po’ i Filmworks di John Zorn, mi sbaglio?

Resti il fatto che ascoltare i To Die On Ice è un’esperienza certo non facile ma che cela indubbie attrattive. Orsù genti andatene alla scoperta! le soddisfazioni, e i turbamenti, certo non mancheranno.

Lineup
Filippo Dionisi: Vocals, Guitar
Andrea Pedone: Sax
Marco Senin: Bass
Alessandro Vitali: Drum

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