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Recensione : Taketh – Ignorance Is Strength

Ignoranza è forza, ci urlano in faccia i Taketh e, in fondo, come dare loro torto, sia che si voglia intendere la cosa in senso negativo (essere disinformati o comunque “ignorare” i problemi altrui sotto certi aspetti può aiutare a vivere meglio), sia che invece il significato venga associato all’ambito musicale, dove viene definito “ignorante”, in senso positivo, chi suona in maniera spontanea e senza porsi troppi problemi di carattere estetico o formale.

Taketh – Ignorance Is Strength

La band svedese è in circolazione da oltre un decennio, prima con il monicker Pergamon e, dal 2003, con quello attuale; vista la provenienza geografica non è così sorprendente scoprire che i nostri sono dediti ad uno degli stili musicali che a quelle latitudini è nato, cioè il death melodico.
In effetti, i poco rassicuranti cinque figuri di Linköping ci spiazzano parzialmente con l’incipit elettronico dell’opener Moving One, e il brano stesso, scelto dalla band come signolo, ci porta a spasso per insidiosi sentieri vicini al metalcore, con tanto di ritornello con (rivedibile) voce pulita; nonostante questo però, si intuisce ugualmente che non tarderemo ad ascoltare episodi molto più canonici ed oggettivamente riusciti, dai chiari rimandi ai campioni indiscussi del genere quali i Dark Tranquillrty. Alla band guidata dai fratelli Dahl va riconosciuta la volontà di ricercare qualche sbocco compositivo meno canonico ma l’operazione spesso non riesce del tutto, pur risultando comunque lodevole (vedere la già citata Moving One o Your Master, con le sue parti corali); molto meglio, quindi, quando vengono esplorati territori conosciuti facendo venire meno qualsiasi effetto sorpresa ma colpendo efficacemente con brani inappuntabili come Burning o 1984.
Il buon David prova a variare per quanto possibile la gamma vocale a sua disposizione e il resto della band ci dà dentro con sufficiente convinzione, ma appare comunque evidente che il livello raggiunto dai modelli compositivi di riferimento si trova ancora diversi passi più avanti; ciò nonostante, questo secondo full-length dei Taketh, che giunge a ben otto anni dal quello d’esordio, potrebbe segnare l’inizio di una fase nuova della carriera per gli svedesi, autori di una prova assolutamente gradevole pur se non ancora degna d’essere tramandata ai posteri …

Tracklist:
1. Moving On
2. We Are Slaves
3. Your Master
4. In Memory
5. Burning
6. Flaws
7. Innocent Again
8. Inside of Me
9. 1984
10. Mind Numbing Crap

Line-up :
David Dahl – Vocals
Mikael Lindquist – Bass
Johan Dahl – Drums
Atahan Tolunay – Guitar
Johan Ejnarsson – Guitar

TAKETH – Facebook

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