Svartelder - Askebundet 1 - fanzine

Svartelder – Askebundet

Siete alla costante ricerca di qualcosa di particolarmente innovativo? Bene, allora potete pure passare oltre, perché qui troverete “solo” del black metal suonato con competenza e convinzione, indubbiamente piacevole ma già sentito e sviscerato in tutte le sue pieghe.

Fatta una prima scrematura, i pochi rimasti si avvicinino con una certa fiducia a questo ep d’esordio dei norvegesi Svartelder, band che, comunque, benché sia ai suoi primi passi con questo monicker, vede coinvolti musicisti già da tempo appartenenti alla seminale scena del proprio paese.
Infatti, se è vero che le sonorità prodotte dal quartetto scandinavo non ci sorprendono, il fatto stesso di proporle in maniera brillante e coinvolgente non è neppure cosa da tutti.
Askebundet consta di tre brani per un totale che sfiora i 25 minuti complessivi di durata: troviamo, quindi, una title track canonica ma impeccabile nel suo incedere, un’eccellente Bleeding Wounds, mid tempo avvolgente e martellante, e una splendida Ingen Vet Jeg Var…, in cui il lavoro delle chitarre prende il sopravvento delineando con costanza il tessuto melodico del brano, fino a sfociare in passaggi solisti di gran pregio.
Se in questa band, del resto, oltre al leader Doedsadmiral e al chitarrista/bassista Maletoth, troviamo due due musicisti (Kobro e Kobold) coinvolti in una band che ha fatto della versatilità il proprio vessillo come i magnifici In The Woods, significa che suonare (molto bene) del “normale” black non è affatto cosa disdicevole.
Difficile trovare a questo dischetto una pecca che non sia la già citata, e a mio avviso trascurabile, derivatività: questo è un esempio del genere eseguito al meglio da chi vi è immerso fino al midollo da anni ed è più che mai titolato a farlo (nel caso ce ne fosse bisogno).
E’ tutto, e non è affatto poco.

Tracklist
1. Askebundet
2. Bleeding Wounds
3. Ingen Vet Jeg Var…

Line-up:
Doedsadmiral – Vocals
Maletoth – Guitars, Bass
Kobro – Drums
Kobold – Keyboards

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.