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Recensione : Sonambient – Slow Light

Siamo sicuramente di fronte ad un disco dell’anno in ambito elettronico,

L’elettronica, se fatta con coscienza e sapienza, è una cosa quasi miracolosa, riuscendo a decodificare sentimenti reconditi, dando elettricità a idee che altrimenti rimarrebbero abbandonate in un angolo.

Sonambient è bravissimo in questo. Il suo nome non è nuovo su queste pagine, e con grande piacere ascoltiamo questo suo nuovo lavoro. La scrittura di Slow Light è cominciata a Torino nel 2014, per poi svilupparsi negli anni seguenti, tra un live ed un altro. Lo studio diventa il centro dell’universo, mentre il Fuori continua a muoversi, quasi fosse un’altra dimensione rispetto a quella della creazione. Il disco contiene dei beats giganteschi, versione finalmente vitaminizzata e tangibile di un pensiero elettronico fuori dal comune. I bassi sgomitano per uscire dalle casse, e facendolo raccontano storie, mentre campionamenti mordono l’asfalto. L’architettura musicale è notevole, immaginifica e giustamente ambiziosa, senza mai cadere nelle confusione. Slow Light ha una grande fisicità ed è il risultato di una crescita musicale importante. Questo disco narra storie, apre tombini, scardina porte chiuse da tempo, non si ferma davanti a nulla, se non per creare un altro luogo di ballo o di piacere musicale. La produzione è ottima, e dà risalto ad un suono totale. Siamo sicuramente di fronte ad un disco dell’anno in ambito elettronico, confermando ancora una volta di più la bravura dei produttori nostrani. Mille sorprese, duemila meraviglie e una luce lenta che serve a far risaltare le storie della Città. Un’altra meraviglia del collettivo Megaphone.

TRACKLIST
1.The smallest part
2.Disappearing slowly
3.Better never
4.Early neon
5.Don’t panic
6.Erasing traces
7.La città è un ambiente ostile
8.Embers
9.Lower ground floor nostalgia
10.Grass in the suburbs

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