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Recensione : SLOKS – Flesh / Stab me 7″

Definisci rock 'n' roll": una musica elettrizzante, sporca, rumorosa, selvaggia, diretta, violenta (più nei suoni che nelle azioni) urticante per fighetti e palati fini perbenisti,

SLOKS - Flesh / Stab me 7" - Recensioni Rock

Italian badass rock ‘n’ roll ! In tempi di cialtrone “sovranismo” e “patriottismo” all’amatriciana (e pastarelle domenicali) se c’è una cosa di cui si può andare in fieri, in Italia, è il sottosuolo musicale che ribolle, e un underground R’N’R che ha sfornato tante valide realtà (sconosciute alle masse, e questo è un bene: certi generi e certi gruppi è bene che restino fuori dall’immondizia mainstream e rimangano un “segreto” custodito e condiviso da una ristretta cerchia di veri appassionati) e tra queste vanno sicuramente annoverati gli Sloks, garage/noise punkers piemontesi, quest’anno tornati alla ribalta sulle scene con una line up rinnovata che ha dato alla luce il suo terzo, devastante studio album, “Viper“.

Il combo torinese – oggi diventato un quartetto, coi membri storici “Buddy Fuzz” (alla chitarra) e “Tony Machete” (alla batteria) affiancati dal frontman Rudy “Red” Valentine e dal chitarrista Massimo Scocca – ritorna a pubblicare nuovo materiale, dando alle stampe un 7″ che esce (come era già accaduto a inizio 2025 con la release del loro Lp) sulla benemerita Goodbye Boozy, label teramana che, da anni, rappresenta una garanzia di (bassa) qualità nel suo attivismo di divulgazione e pubblicazione di materiali provenienti dal sottobosco rock ‘n’ roll italico (e internazionale).

Registrati, come di consueto, allo Swampland studio a Tolosa, sotto la supervisione di Lo Spider, i due brani contenuti in questo single vedono la comparsa di una novità sonora: la presenza di fiati (sassofono alto suonato da Gianni Denitto) a rendere più esplosiva e laida (un po’ come lo fu il sax di Steven Mackay in “Fun house” degli Stooges, giusto per scomodare un paragone di poco conto) la colata lavica lo-fi garage punk del gruppo. “Flesh” suona come un bizzarro incrocio tra “Return of the rat” dei Wipers e l’irriverente sezione fiati dei primi Gaznevada (quelli di “Going underground“) e “Stab me” sembra pescare a piene mani dal secondo album della band di Iggy Pop, con quel feeling alla “1970” in miniatura.

“Definisci rock ‘n’ roll”: una musica elettrizzante, sporca, rumorosa, selvaggia, diretta, violenta (più nei suoni che nelle azioni) urticante per fighetti e palati fini perbenisti, che deve spaventare (come diceva la buonanima di Richard Benson, deve fare “IL DELIRIO PIU’ TOTALEEEEE!”) i benpensanti ed essere ripugnante per lo status quo. In una parola: SLOKS.

SLOKS – Flesh / Stab me 7″

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