The Queen Is Dead Volume 59 – Sinner \ Primal Fear

The Queen Is Dead Volume 59 - Sinner \ Primal Fear

The Queen Is Dead Volume 59 – Sinner \ Primal Fear

In questo nuovo appuntamento con The Queen Is Dead vi portiamo del buon caro hard rock con punte di heavy metal dei leggendari Sinner, capitanati da Mat Sinner, qui al loro ritorno su disco dopo “ Santa muerte “ del 2019. Il gruppo di Stoccarda non ha bisogno di grandi presentazioni, avendo una lunghissima discografia alle spalle e moltissimi ascoltatori fedeli. Il primo disco per l’arrembante etichetta tedesca Atomic Fire Records è un prodotto che non lascerà delusi.

Il secondo disco di questa puntata è un lavoro entrato nel mito, si tratta della ristampa di “ Primal Fear “ dei tedeschi Primal Fear forse il gruppo migliore nell’ambito power heavy metal. L’Atomic Fire Records riporta in edizione deluxe sugli scaffali questo capolavoro del 1998, un disco che ha letteralmente cambiato le regole del gioco, e si può tranquillamente affermare che c’è un prima e un dopo “ Primal Fear “. I due lavori recensiti sono legati dalla figura di Mat Sinner, fondatore e nume tutelare dei Sinner e bassista dei Primal Fear da sempre.

Sinner

Il leggendario Mat Sinner ha navigato per molti anni le acque turbolente dell’hard rock e dell’heavy metal, costruendosi con il suo gruppo un seguito assai solido e convinto, fin dall’inizio nel 1982. Il bassista dei Primal Scream è un musicista notevole e prolifico, e questo suo gruppo omonimo tra alti e bassi è passato attraverso ogni fase possibile, avendo come perno principale Mat Sinner, ma ci sono stati dei Sinner anche senza di lui. Comunque sia il gruppo ha scritto pagine di storia dell’hard & heavy teutonico e non solo.

Il loro suono è un insieme molto ben bilanciato di hard rock e heavy metal classico, e i due stili vengono usata seconda del registro musicale che si vuole avere. In questo lavoro intitolato “ Brotherhood “ pubblicato dalla Atomic Fire Records il gruppo è al suo meglio, dopo un periodo di riflessione dovuto anche alla pandemia, che ha portato ad un consolidamento dei rapporti di amicizia e da qui è venuto il disco. L’amicizia e la fratellanza sono valori importanti per questo gruppo, che è giunto fino a qui per amore della musica e per la volontà di suonare assieme anche in tempi non facili. Il disco comincia molto forte con l’opener “ Brotherhood”, una vera e propria dichiarazione di intenti, dura e rocciosa, ma con tanta melodia.

La voce di Mat Sinner è il minimo comune denominatore della loro musica, il collante che tiene insieme tutto, e il gruppo gli va dietro benissimo, con una produzione molto precisa e che fa risaltare il tiro hard & heavy del gruppo. Il missaggio e la masterizzazione di Jacob Hansen, già con i Volbeat, regala quel sentire da stadio che pervade le sue produzioni, e il suono dei Sinner ha proprio la caratteristica da arena, cori e sudore.

I Sinner sono una parte molto importante della prolifica carriera di Mat Sinner, e questo disco è un passaggio che sarà sicuramente ascoltato e ricordato dai fans e non solo, dato che è un lavoro solido e bello possente.

Primal Fear

Ristampa in edizione deluxe e rimasterizzata da parte della Atomic Fire Records del disco di esordio dei tedeschi Primal Fear, un’autentica leggenda in campo power heavy metal, e questo labum ne è una delle testimonianze maggiori. Nati nel 1997 per volontà di Mat Sinner e di Ralf Scheepers già cantante con i Gamma Ray, i Primal Fear cominciano la loro carriera nella migliore maniera possibile pubblicando il loro esordio per la Nuclear Blast Records, e il disco arriva direttamente al numero 48 della classifica, segnando uno dei migliori risultati per il debutto di una metal band in Germania, terra amante del metal. Il disco è un capolavoro dall’inizio alla fine, power heavy metal di altissimo livello, con tutti gli elementi che renderanno il gruppo uno dei capisaldi del genere.

La voce di Scheepers è epica e incredibile, costruisce da sola tantissime melodie e detta il tempo a tutto il gruppo che è quanto di meglio si possa avere. I Primal Fear non inventarono nulla, in teoria semplicemente ma è assai difficile poi farlo nella pratica, fecero del power heavy alla loro maniera, trattando temi non comuni nel genere come il pezzo “Formula one “ dedicato al più bel campionato delle corse automobilistiche.

Proprio come nel pezzo il gruppo tedesco regala adrenalina attraverso la potenza che è in comunione perfetta con la melodia. Il gruppo in “Primal fear “ mostra la totale adesione ai canoni dell’heavy power, e una grandissima classe che li porta subito nei cuori dei fans, proprio quei fans che gli sono fedelissimi fino ad ora.

I picchi toccati in questo disco torneranno ancora nella loro carriera, ma questo lavoro è forse il più spontaneo e il più vicino all’heavy metal classico della loro carriera. Questa edizione di lusso è il modo migliore per gustare nuovamente, o scoprire entrando dalla porta più nobile, l’esordio di un grande gruppo che ha dato tantissimo al power Heavy metal, ma soprattutto non si può perdere l’occasione di gustarselo con un suono molto migliorato grazie alla rimasterizzazione del disco e con tre pezzi in più rispetto all’edizione originale : un rifacimento di “ Breaker “ degli Accept e due pezzi dal vivo “ Chainbreaker” e “ Running In The Dust.”

Una pietra miliare per chiunque ami il power heavy metal e i dischi dal grande respiro epico e sognante.

Ovviamente i guardiani della rivoluzione dell’heavy metal, gli unici secondo loro ad averlo capito, diranno che questo disco non è conforme ai loro canoni, ma ascoltatelo e pensate con il vostro spirito critico.

Massimo Argo
argomassimo01@gmail.com
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