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Recensione : Meshuggah – Immutable – Atomic Fire Records – 2022

Attesissimo nono album in studio per i maestri del metal progressivo Meshuggah.

Attesissimo nono album in studio per i maestri del metal progressivo Meshuggah. La loro ultima prova era stata l’ottimo The Violen Sleep Of Reason ( titolo quanto mai adeguato per quanto sta succedendo nel mondo da un pò di anni ormai). Parlare dei Meshuggah è come studiare l’evoluzione di un certo tipo di metal negli ultimi trenta anni.

A partire dal primo album Contradictions Collapse del 1991, questi svedesi hanno preso il death, il thrash metal e il prog più aggressivo e li hanno portati nella stratosfera, sollevandoli di peso dai soliti luoghi comuni musicali, accelerando una progressione che senza di loro non ci sarebbe stata. Pochi gruppi come questo hanno saputo mandare avanti il metal, colpendo tantissimi ascoltatori e influenzando moltissimi gruppi che sarebbero venuti dopo di loro.

Ascoltando questo ultimo Immutable si capisce il perché; il gruppo continua ad operare un’evoluzione pazzesca, con i loro controtempi e le loro invenzioni musicali al di fuori del normale.

Ci sono i gruppi terrestri che composti da umani fanno metal, mentre i Meshuggah suonano come se ci fosse un’entità extraterrestre molto più evoluta a comporre e ad eseguire per loro. Come un’astronave marziana la musica dei Meshuggah avanza e si comporta come un vero e proprio oggetto musicale non identificato ( definizione saggiamente inventata tempo fa dal collettivo Wu Ming ma non per i Meshuggah), viaggia a velocità diversa dalla nostra, il carburante è differente e anche le leggi fisiche della loro musica non rientrano nella nostra ortodossia.

Immutable è un disco dove si compie l’ulteriore avanzamento in una discografia dove non c’è mai stato un reale bisogno di creare cose migliori o peggiori, ma di creare qualcosa alla loro altezza e ci sono sempre riusciti benissimo.

Immutable se possibile è maggiormente progressivo rispetto al disco precedente e ah un concetto di melodia differente rispetto agli inizi, con una maggiore attenzione ai particolari melodici che non vuol dire un rammollimento come alcuni affermano. Ogni lavoro dei Meshuggah rappresenta una sfaccettatura diversa e primigenia della loro arte, e Immutable è un aspetto lavico, un fuoco che rappresenta sia la natura che l’uomo, come si può vedere nella bellissima copertina di Luminokaya.

Rispetto ai lavori precedenti Immutable, loro primo disco per Atomic Fire Records, è molto progressivo con visioni musicali che non comprendono il canonico strofa ponte ritornello ma è oltre, come un orizzonte che si estende immaginifico. Se Immutabel fosse una colonna sonora di un videogioco, lo sarebbe di un gioco dove si possa esplorare in libertà un mondo immenso, dove la natura crea di continuo nuove cose, e l’uomo è in simbiosi con essa, dove il necessario conflitto esiste ma è mutato in qualcosa di differente e che compone un progressivo innalzamento della coscienza umana. Immutable sarebbe definito dagli appassionati di fantascienza un world building eccellente, un’opera prima composta da un progressive metal che va oltre le definizioni e gli steccati, e che rende il lavoro addirittura più completo di The Violen Sleep Of Reason.

Un disco al di fuori del comune, anche per gli altissimi canoni dei Meshuggah, altro livello, proprio un altro universo, oltre ad essere anche un disco godibilissimo, e garantisce tantissimi ascolti.

Bentornati musicisti di altre galassie.

Meshuggah – Immutable – Atomic Fire Records – 2022

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