iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Return From The Grave – Gates Of Nowhere

Fin dalla prima canzone verrete catturati in un vortice di chitarre e di riverberi, di riffoni granitici e di melodie lascive che culminano sempre in grandi canzoni.

Return From The Grave – Gates Of Nowhere

La tempesta perfetta tra il doom, l’heavy metal e tanto sano divertimento. I veneziani Return From The Grave firmano un disco entusiasmante, carico ed ignorante alla maniera dei buoni vecchi anni ottanta, ovvero accendere gli strumenti, suonare a palla e capelli al vento.

Il disco può anche essere definito vintage, poiché ovviamente il lascito dei signori di Birmingham è evidente, come la lezione degli Orchid o dei Pentagram, però i Return From The Grave ci aggiungono un quid che li rende irresistibili.
Fin dalla prima canzone verrete catturati in un vortice di chitarre e di riverberi, di riffoni granitici e di melodie lascive che culminano sempre in grandi canzoni.
Certamente aver masterizzato il disco agli FxGroup Studios di Londra sotto le sapienti mani di Richard Whittaker, già collaboratore di Saint Vitus ( maestri del riff malato e troppo, troppo sottovalutati dai giovani ), Black Sabbath e The Who, ha contribuito ad avere un suono molto appropriato.
Nel loro genere si avvicinano, se non addirittura superano, gli Uncle Acid, che non è cosa da poco.
Da sentire davvero con gusto e spensieratezza, di stomaco e di cuore.

Tracklist:
1. Intro
2. Words in Words
3. Canter of the Will
4. The Rage of Rays
5. Uncovered Fate
6. River in the Sky
7. Inside Human’s Soul

Line-up:
Semenz – Voce
Sparta – Chitarra
Jack – Batteria
Kilo – Bass

RETURN FROM THE GRAVE – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Intervista Michele Borgogni

Abbiamo avuto la fortuna di fare due chiacchiere con Michele Borgogni, scrittore aretino di weird, fantascienza, ma soprattutto cantore di storie belle, interessanti e che nascono spesso dal nostro quotidiano, che è già molto weird di suo.