iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Radio Moscow – Magical Dirt

Non un album per vecchi nostalgici ma un gran disco nel quale vengono miscelate con sagacia le varie ed inevitabili influenze che i Radio Moscow si portano appresso.

Radio Moscow  -  Magical Dirt - Recensioni Rock

Magical Dirt รจ l’ultimo album dei Radio Moscow uscito lo scorso anno ma, visto l’esaltante performance lasciata ai posteri nella seconda serata del Riviera Summer Fest in quel di Varazze lo scorso 11 Luglio, ci sentiamo obbligati a parlarvi di questo fantastico trio di freak rockers che pare essere uscito direttamente dal periodo a cavallo tra gli anni sessanta e i favolosi seventies.

La band nasce nel 2003 a Story City, cittadina dell’Iowa e debutta con l’album omonimo nel 2007, per poi dare alle stampe altri tre lavori, โ€œBrain Cyclesโ€ nel 2009, โ€œThe Great Escape of Leslie Magnafuzzโ€ nel 2011 e la compilation di demo โ€œ3 & 3 Quartersโ€ l’anno dopo.
I Radio Moscow girano intorno al chitarrista e cantante Parker Griggs, unico superstite della prima formazione, ora accompagnato da Anthony Meier al basso e Paul Marrone alle pelli, a formare un combo dedito ad un hard rock che ingloba nel proprio dna blues, stoner, southern, rock acido e psichedelia, un composto dinamitardo e suonato alla grande, complice un Griggs stratosferico alla sei corde ed una sezione ritmica tellurica.
Magical Dirt si presenta come un viaggio nell’arcobaleno di allucinati miraggi psichedelici creati dall’assunzione del fungo magico ben raffigurato sulla copertina: il sound del gruppo porta inevitabilmente a perdersi nei meandri della mente, distorta dalla botta che sale e la musica che ipnotizza e, come un costrittore, ci avvolge tra le sue spire, soffocandoci in una jam session di acido hard rock, sempre piรน stordente.
La chitarra letteralmente parla, suonata divinamente dal leader, che si avvicina al credo hendrixiano, forse la maggior ispirazione di un gruppo che non ne vuol sapere di partiture banali, cosรฌ da rendere ogni passaggio un tributo ai suoni vintage di cui abbiamo parlato.
Prodotto da Dan Auerbach, mastermind dei Black Keys, Magical Dirt entra subito nel vivo con l’opener So Alone e Rancho Tehama Airport, nelle quali il sound del gruppo esplode in una tempesta di note rock; sono molti, dicevamo, i richiami ai gruppi storici: ci passano davanti la Jimi Hendrix Experience, il dirigibile zeppeliniano, le danze sabbatiche in un tripudio di blues acido e southern rock.
Bellissima Death Of A Queen, la song piรน hendrixiana del lotto che porta verso la fine della prima metร  del lavoro: da qui in poi il senso di jam si fa molto piรน forte, trasformando l’album in un lungo incedere tra solos dilatati, atmosfere liquide e tanto blues rock.
These Days, Bridges e la sabbathiana Gipsy Fast Woman, alzano il livello letale del fungo che continua a devastare menti e muovere corpi, la band non cede un attimo e la sezione ritmica rincorre le fughe della sei corde, in una corsa nel deserto dove i miraggi prendono forma delle icone dell’hard rock.
Non unย album per vecchi nostalgici, attenzione, ma un gran disco di genere, suonato benissimo e nel quale vengono miscelate con sagacia le varie ed inevitabili influenze che i Radio Moscow si portano appresso nobilitandole sia in studio sia, come abbiamo potuto constatare da poche ore, in sede live. Una grande band.

Tracklist:
1.So Alone
2.Rancho Tehama Airport
3.Death Of A Queen
4.Sweet Lil Thing
5.These Days
6.Bridges
7.Gypsy Fast Woman
8.Got The Time
9.Before It Burns
10.Stinging
11.The Nectar Reprise

Line-up:
Parker Griggs – chitarra e voce
Anthony Meier – basso
Paul Marrone – batteria

RADIO MOSCOW – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.