iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Pest – The Crowning Horror

Gli svedesi Pest sono in attività da ormai quindici anni e questo The Crowning Horror, sebbene sia datato 2013 e costituisca solo il loro quarto full-length, effettivamente sembra provenire direttamente dagli anni ’90.

Pest – The Crowning Horror

Black/thrash metal old-school, come è facile intuire da tali premesse, è ciò che ci offre il duo Necro / Equimanthorn e, in questo caso, il rischio di ripetere concetti ormai espressi all’infinito è più che concreto, ma del resto non ci è possibile sottrarsi a tale incombenza.
The Crowning Horror è l’ennesimo buon disco proveniente dalla scuola black svedese e l’unico appunto che si può fare ai Pest è quello di apparire fondamentalmente come un manipolo di irriducibili, non ancora arresisi all’evidenza della fine di un’epopea nel corso della quale Venom, Bathory e Celtic Frost stavano tracciando le linee guida di gran parte del metal estremo degli anni a venire.
Dalla track-list escono molto bene i mid-tempos, , come Devil’s Mark, The Abomination Of The God e l’ottima Thirteen Chimes, piuttosto che i brani dalle ritmiche più sostenute tipo Demon, la title-track e A Face Obscured By Death, molto meglio allora il black’n’roll di Volcanic Eyes.
Complessivamente, su un lavoro come The Crowning Horror non ci sarebbe molto altro da aggiungere, sia in senso negativo che positivo, se non che si tratta di una riproposizione competente, quanto priva di particolari picchi, di un sound sempre piacevole da ascoltare ma che inevitabilmente soffre dell’usura del tempo.

Tracklist :
1. The Funeral Hours
2. A Face Obscured by Death
3. Volcanic Eyes
4. Devil’s Mark
5. Holocaust
6. The Abomination of the God
7. Thirteen Chimes
8. Demon
9. The Crowning Horror
10. Eternal Curse

Line-up :
Equimanthorn – Bass, Guitars
Necro – Drums, Guitars, Vocals

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Who Dies in Siberian Slush – Уроки cмирения

Уроки cмирения è un’opera rigorosa e compatta, con alcuni brani più melodici di altri senza che ciò provochi un’oscillazione eccessiva a livello qualitativo. Gli Who Dies in Siberian Slush si confermano con questo ultimo lavoro tra gli interpreti più credibili e genuini del funeral doom mondiale e questo, da solo, è un motivo più che valido per dar loro fiducia ancora una volta.

Shamael – Il Suono di Mille Orchestre Parte II

Galasso con quest’opera a nome Shamael conferma di aver scelto nuovamente la strada più difficile per giungere all’attenzione degli appassionati e fa bene, sia per i risultati raggiunti sia perché un ipotetico successo commerciale sarebbe irraggiungibile in questo segmento stilistico, anche offrendo sonorità più edulcorate; l’esito de Il Suono di Mille Orchestre è gratificante e per certi versi anche più peculiare, rivelandosi la maniera ideale per il musicista pugliese di veicolare il suo profondo sentire.