Mother Augusta – The Burning Sun Of Despair

Mother Augusta - The Burning Sun Of Despair 1 - fanzine

Mother Augusta – The Burning Sun Of Despair

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EP d’esordio per il progetto solista Mother Augusta del musicista parmense Vinteren.

The Burning Sun Of Despair offre un poker di brani dediti ad un black metal a cavallo tra un certo respiro atmosferico e la tradizione scandinava, senza dimenticare il dovuto riferimento al meglio della scuola italiana, specie ai corregionali Forgotten Tomb in alcuni passaggi.
E’ davvero arduo trovare una one man band dedita al black capace di centrare il bersaglio in maniera così convincente già alla prima occasione: in circa mezz’ora Vinteren sciorina un repertorio musicale ben eseguito, intenso, ricco di idee e di passaggi melodici che rifuggono la banalità.
Mother Augusta diventa così, a buon diritto, un nome da tenere sott’occhio nell’immediato futuro, in virtù della composizione di brani convincenti come la traccia d’apertura autointitolata (con una chitarra solista timbricamente vicino agli Ecnephias) ed altre oggettivamente splendide come le evocative Cold Sound Of Void e la conclusiva title track.
Efficace per la naturalezza con cui vengono convogliate le emozioni all’interno di una struttura compositiva sufficientemente varia, Vinteren, con il suo progetto Mother Augusta, si rivela la più piacevole sorpresa in campo estremo di questa prima metà del 2015.

Tracklist:
1- Mother Augusta
2- The Crystal Jail
3- Cold Sound Of Void
4- The Burning Sun Of Despair

Line-up:
Vinteren – vocals, guitars, bass
G – drums (session)

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Tags:
Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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