live footage – willow be

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Questa volta la storia è semplice e banale, Mike Thies e Topu Lyo (già con Quitzow e Setting Sun) si incontrano a un party di Halloween un paio d’anni fa. Da quella sera, i due ragazzi di Brooklyn diventano amici e decidono di mettere in piedi un progetto tutto loro, i Live Footage. Il tempo passa e, affinando le sinergie e le capacità compositive, arrivano fino ad oggi, momento in cui pubblicano il loro debutto autoprodotto: Willow Be.

Tigran apre il disco con tastiere a singhiozzo che, intrecciate con la batteria e le aperture di violoncello, generano un atmosfera rilassante e coinvolgente. Mong De Rida parte asciuttissima ed essenziale per poi riordinarsi in un corposo flusso sonoro, ricordando (soprattutto nell’incedere ritmico) la lontanissima Hallogallo degli Neu!. Se le emozioni si fanno più profonde e viscerali con la successiva Fatherado, la quale propone un giro melodico decisamente coinvolgente e interessanti arrangiamenti, Sad Love Story, invece, rincara la dose, con le sue dinamiche in crescendo che dal melodico-raffinato passano al caotico-apocalittico. Big Mind riappacifica gli animi, con la sua profonda calma malinconica e riflessiva, mentre See The Reflection, decisamente più positiva ed energetica, cresce fin quasi a deviare in zona Mogwai. Working Man Is Always Poor, piuttosto asettica, krauta e vivace, lascia spazio a Willow Be che, lentamente, ad ogni nota di violoncello, sprofonda sempre più in un corposo oceano di interrogativi esistenziali. Nomadic Ant, quindi, stempera i toni, con la sua voglia di giocare e di rilassare l’ascoltatore e, infine, ii, caratterizzata dalla capacità di riprodurre suoni naturali con strumenti musicali, ci immerge completamente nel suo mondo delicato e denso di poesia.

A riassumere tutti i pensieri legati a questo disco, non resta che dire che i due ragazzi hanno le carte in regola. Le loro canzoni, oltre ad essere essenziali, pulite e ben delineate, hanno il pregio di essere decisamente orecchiabili e gradevoli all’ascolto. L’unica pecca, a parer mio, è che il forte uso di elettronica faccia sì che la gamma sonora risulti un po’ meno corposa rispetto a quando si usano strumenti veri e propri, rendendo i pezzi forse un po’ troppo asettici. Per il resto che dire? La possibilità di sentire qualche loro pezzo come colonna sonora di qualche film non è remota, nell’attesa, non possiamo che sperare che i Live Footage proseguano nel loro percorso migliorandosi ulteriormente.


TRACKLIST:
01. Tigran
02. Mong De Rida
03. Fatherado
04. Sad Love Story
05. Big Mind
06. See The Reflection
07. Working Man Is Always Poor
08. Willow Be
09. Nomadic Ant
10. Ii

LIVE FOOTAGE - WILLOW BE

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