LES GRYS-GRYS – TO FALL DOWN

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LES GRYS-GRYS – TO FALL DOWN

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A due anni di distanza dall’ottimo album di debutto omonimo (uno tra i migliori esempi di sound del Sixties revival dell’ultimo decennio) tornano i francesi Grys-Grys, brillante combo entrato nelle grazie di un certo Mike Stax, che li indica come una delle sue band contemporanee preferite.

Dopo il cambio di etichetta, col passaggio alla Norton Records, il quintetto di Montpellier esordisce sulla nuova label con un nuovo album, “To Fall Down” (uscito a inizio marzo) disco che a livello estetico ricorda vagamente “Back In The USA” degli MC5 nella copertina, ma a livello sonoro conferma il matrimonio caleidoscopico tra British Invasion, freakbeat, rhythm & blues e psichedelia che ha contraddistinto il sound della band nella precedente prova su lunga distanza.

Kinks, i primi Who, Them, Pretty Things, Creation, Yardbirds, Eyes, Easybeats, Purple Hearts, 13th Floor Elevators, Q65 e gruppi simili sono ancora la bussola delle predominanti influenze che orientano il cammino dei Grys-Grys, che in questo secondo Lp si lasciano andare anche a composizioni più articolate, come nei 5 minuti e mezzo della BodiddleyanaBy The River“, o i quattro di “Turn My Head“, con melodie a metà strada tra Beatles e Who, o nei quasi 5 minuti della title track, caratterizzata dalla stessa frizzante esuberanza di una “Ev’rybody’s  gonna be happy” dei Kinks (indirettamente omaggiati attraverso la cover della loro cover di “Milk Cow Blues“, che ai punti risulta essere, probabilmente, il pezzo migliore del lotto) o ancora nella melanconica “Watching my idols die“, dal feeling struggente quanto una “Pain in my heart” rifatta dagli Stones.

To Fall Down“, a livello qualitativo, è forse un gradino sotto, rispetto al folgorante disco d’esordio, più ragionato e meno primitivo, sintomo (forse) di una fase di passaggio, di una probabile evoluzione nel suono dei cinque, senza comunque rinunciare alle chitarre fuzzate distorte (basti citare l’opening track “I’m coming back“, introdotta da 30 secondi di feedback chitarristico) e alle armoniche deraglianti che avevano fatto la fortuna del loro primo Lp. Staremo a vedere, time will tell.

TRACKLIST

1. I’m Going Back
2. So Long
3. Watching My Idols Die
4. Tell Me
5. See Me Frown
6. Milk Cow Blues
7. By The River
8. Mrs. Rampage
9. Turn My Head
10. To Fall Down

CREDITS

Almir Phelge – Lead Vocals/Bass
Roméo Lachasseigne – Guitars
Vincent Bassou – Guitars/Vocals
Manuel Monnier – Harmonica/Percussions
Esteban Grisey – Drums

Photo: Titouan Massé Photography
Recorded at North Down Sound
Produced by Mole Lambert & Almir Phelge

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Reverend Shit-Man
gofuzzyourself1985@tiscali.it

" Io sono un vuoto a perdere, uno sporco impossibile, un marchio registrato, un prodotto di mercato. Io sono un punto fermo, una realtà di base, un dato di fatto, un dato per perso. Non ho codici segreti né codici cifrati, non cerco centri di gravità permanenti. Io sono una pratica evasa, io sono una vertenza chiusa, un vicolo cieco, un pozzo senza fondo. Non sono come tu mi vuoi. "

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