The Kinks-Face to face-Something else-Arthur

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Recensire un gruppo della grandiosità dei Kinks è per me un onore,ma anche un onere.
Qui si tratta di parlare di una fra le bands più importanti della storia del rock e di album usciti oltre quarant’anni fa e il cui peso e influenza su quello che sarà il futuro della musica da noi amata è di indubbia grandezza.

Come accenavo in precedenza fare un’analisi critica di dischi cosi datati (si badi solo temporalmente) è impresa ardua se non improba quindi mi limiterò a illustrarne i contenuti,raccomandandoli a quei pochi reietti che non avessero ancora avuto la fortuna di ascoltarli.
“Face to face” uscì nel 1966 ed ebbe un discreto successo commerciale in Gran Bretagna raggiungendo il 12° posto nelle charts,ma
non fu premiato da quelle statunitensi nelle quali non andò oltre la 73° posizione;l’album si basa sulla solita freschezza dei suoni e sulla proverbiale capacità compositiva del gruppo che scrive canzoni come da par suo senza sbagliare un colpo,le vette assolute sono toccate con le splendide “Dead end street”,gli Oasis devono averla ascoltata migliaia di volte,e “Sunny afternoon”.

“Something else”,di un anno successivo al precedente,si apre con il botto grazie a due veri e propri monoliti come “Death of a clown” e “David Watts”,la seconda delle quali sarà mirabilmente coverizzata 21 anni dopo da fedeli discepoli quali furono i Jam;sempre in scaletta compare un altro grande classico della band quale “Tin soldier man”.

“Arthur (or the decline and fall of the british empire)” è,a parere di chi scrive,l’album inferiore fra quelli ristampati ed è un vero e proprio concept sulla vita in Inghilterra negli anni successvi alla seconda guerra mondiale.
Ribadisco il mio giudizio:si tratta di un disco minore fra quelli prodotti dalla band (anche se si avvale di tre brani di eccezionale levatura quali “Victoria”,”Shagri-la” e “Mr.Churchill says”) e quindi,se avete monetine solo per due album,vi consiglio di orientarvi sui primi due presi in esame.
Se la mostruosa levatura dei Kinks da sola non vi è da sprone all’acquisto di queste tre pietre miliari metterò sul piatto, oltre alle splendide copertine nei quali sono contenuti,dei dettagliatissmi ed esaurientissimi booklet e la possibilità di ascoltare nei “secondi” cd inediti,b-sides e rarità e,se ancora non vi basta,datevi a Lady Gaga o,come dice Pino Scotto,datevi fuoco!

Nota a margine della recensione:il fatto che tre dischi così importanti come quelli di cui ho parlato siano stati inviati ad una realtà come quella di Inyoureyes mi riempie di orgoglio e mi fa capire quanto con gli anni sia cresciuta la nostra e-zine Viva i Kinks

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