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He’s Bad! 11 Bands Decimate The Beats Of Bo Diddley

He's Bad! 11 Bands Decimate The Beats Of Bo Diddley: Perché assemblare una compilation-tributo per una leggenda come Bo Diddley oggi? E che domanda sarebbe?...

He's Bad! 11 Bands Decimate The Beats Of Bo Diddley - Recensioni Rock

Perché assemblare una compilation-tributo per una leggenda come Bo Diddley oggi? E che domanda sarebbe? Non c’è un motivo in particolare. Ma la domanda giusta da porre è: perché no? Ogni momento storico è buono per celebrare “The Originator“, tra i principali artefici della transizione (alla fine degli anni Cinquanta) dal blues delle origini al rock ‘n’ roll, uno dei pionieri che contribuirono a demolire le barriere del segregazionismo razziale negli Stati Uniti con la propria musica (nonché uno tra i primi a sdoganare l’inserimento di musiciste donne nelle band) mister Ellas McDaniel, colui che suonava la chitarra rettangolare Cigar Box,  ispirò migliaia di bands (e soprattutto un certo Jimi Hendrix nel fare sesso con lo strumento usando i denti) e inventò il “Bo Diddley beat”. Se poi a organizzare questa orgia primitiva è una label come Slovenly Recordings (che ha impiegato ben dieci anni per realizzare questa raccolta) la faccenda si fa ancora più sconcia.

Dodici brani, dodici riletture grezze e cattivissime di brani del Maestro distribuiti in un box vinilico di sei 7″, uscito a fine marzo, questo “He’s Bad!” mette in scena una festa macabra, officiata dal cerimoniere (ma anche label manager della Slovenly) DJ Bazooka, in cui il fantasma di Bo viene rievocato dal caos pagano del rock ‘n’ roll moderno (spesso sporcato di effettacci elettronici e diavolerie da studio, come nel caso di “I’m bad” di Andy California o “Bo Diddley” di Quintron and Miss Pussycat) uno psicopatico party a base di classici (“Pretty Thing” deformata da Mardi Kings, “Who do you love?” brutalizzata dagli Atomic Suplex, “Mona” devastata da Matt K. Shrugg) e pezzi più oscuri del repertorio di Diddley fatti letteralmente a brandelli da rivisitazioni allucinate. C’è il supergruppo di Memphis, i Sons Of Thunder, che rifanno “Bad Trip” in due parti; ci sono i Cheater Slicks con “The Great Grandfather”, gli Stools, punkers di Detroit, con “You don’t love me (you don’t care)” e altra fauna depravata che si diletta a metà strada tra omaggio e oltraggio. Ovviamente il mastering di Tim Warren ha fatto il resto.

Più che un tribute album, una soundtrack perfetta per un horror movie schizzato. Accattatevillo!

TRACKLIST

1. HAUNTED GEORGE – Mummy Walk
2. ATOMIC SUPLEX – Who Do You Love?
3. MATT K. SHRUGG – Mona / Bring It To Jerome
4. ROCKET 808 – Let Me Pass
5. TRUE SONS OF THUNDER – Bad Trip pt. 1
6. TRUE SONS OF THUNDER – Bad Trip pt. 2
7. ANDY CALIFORNIA – I’m Bad
8. THE MARDI KINGS – Pretty Thing
9. THE STOOLS – You Don’t Love Me (You Don’t Care)
10. GINO and the GOONS – Down Home Special
11. QUINTRON AND MISS PUSSYCAT – Bo Diddley
12. CHEATER SLICKS – The Great Grandfather

 

 

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