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Recensione : Durand Jones & The Indications – Flowers

“Flowers” fin dalla prima nota suona esattamente come la sua copertina: un mazzo di fiori su sfondo blu elettrico, dove ogni petalo è una sfumatura di soul diversa.

Flowers - Durand Jones & The Indications

Abbandonata la disco-funk dell’album precedente e, in parte, i temi politici del capolavoro del 2019 “American Love Call”, in “Flowers” i Durand Jones & The Indications si lasciano andare a un soul sfrenato e irresistibilmente anni ‘70.  Un ritorno al primissimo disco, ma con la consapevolezza di chi è cresciuto, sia musicalmente che interiormente.

Il gruppo nasce intorno al 2012 nelle aule della Jacobs School of Music in Indiana, dove da subito scatta la chimica tra i 3 membri fondatori: il sassofonista e voce, tra le più black del panorama soul, Durand Jones; Aaron Frazer, batterista e falsetto della band; e il produttore nonché chitarra del gruppo, Blake Rhein. Dopo l’album d’esordio e il contratto con l’etichetta di Bloomington Dead Oceans, la band conquista lentamente il suo primo pubblico, composto a sorpresa dalla comunità messicana chicana e dalle loro amate lowrider. I loro pezzi retro soul diventano così colonna sonora delle lowrider che sfilano per i boulevard di Los Angeles, Ray-Ban calati e dadi fuzzy che dondolano dallo specchietto retrovisore, dando vita a quella nostalgia anni 70 suonata dalla band.

L’atmosfera di “Flowers” è quella: una golden hour di quaranta minuti che ritorna alle origini della band, celebrando i fan più affezionati con un soul raffinato e mai noioso.

Oltre l’aura da film americano, il disco è un inno ai nuovi inizi, come canta Frazer in “Flower Moon”, nome della prima luna di maggio, inizio della primavera dopo l’inverno.  “Paradise” apre il disco dopo l’intro suonata, con quel “Ooh, in paradise” sussurrato, in stile Sade del 1988. Segue “Lover’s Holiday”, viaggio intercontinentale tra le sfumature dell’amore, una cartolina soul intonata dalla voce vellutata di Jones.

Non manca il contenuto politico per cui la band è amata dalla critica americana: in un disco in cui i sentimenti fanno da protagonisti, quel “Where is the love?” etereo nella prima strofa di “I Need The Answer” diventa l’unico accenno di denuncia dell’intero lavoro che, nonostante si confonda tra le note, rimane marchio di fabbrica del gruppo.

I rimandi alla cultura soul accompagnano durante tutto l’ascolto: “If Not For Love” sembra nata dalla stessa penna di “The Makings Of You” di Curtis Mayfield, così come “Without You” potrebbe passare per una romanticissima bonus track di “Songs In The Key Of Life” di Stevie Wonder.

“Flowers” è un disco che non urla, ma sussurra. Non cambia il mondo, ma regala un sogno ad occhi aperti che lo colora di nuove sfumature. È un invito a ricominciare senza mai dimenticarsi delle proprie radici, sapendo con certezza che alla fine, “if not for love”, why?

 

Durand Jones & The Indications – Flower Moon (Official Video)

Durand Jones & The Indications tracklist

1. Flowers 00:24
2. Paradise 05:01
3. Lovers’ Holiday 03:25
4. I Need The Answer 04:04
5. Flower Moon 04:56
6. Really Wanna Be With You 04:31
7. Been So Long 03:16
8. Everything 02:52
9. Rust and Steel 04:56
10. If Not For Love 03:23
11. Without You 03:37

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Durand Jones – Wait til i get over

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