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Niccothekiwi – Intervista

Intervista a Niccothekiwi: skater, dj e illustratore savonese. Dalle prime tag ai muri di Savona, racconta la sua visione dell'arte urbana, il rapporto con la città e il processo creativo tra poster art, spray e contenuti digitali.

Niccothekiwi

Niccothekiwi skater, dj, illustratore savonese che abbiamo incontrato qualche settimana fa.

 

IYEZINE : come parte la tua voglia di esprimerti sui muri….

Niccothekiwi:
Quella di esprimermi sui muri è anche una cosa abbastanza recente. Ho sempre disegnato su foglio, ma poi a un certo punto mi è venuto lo stimolo di provare a esplorare nuove superfici.
La prima volta che ho provato a fare un graffito, è stata una figata perché ho fatto un passo indietro ed era enorme. Cioè, passi da un foglio A4, quindi poi lo vedi e dici: boh, che figata. Io sono molto puntiglioso e preciso perché oltretutto il mio stile è, come dire, terribilmente precisino, ( le line devono essere tutte belle e perfette, rotonde, pochi angoli retti, eccetera) e quindi quando ti scontri con una tecnica diversa e ti rendi conto della difficoltà di gestire una bomboletta spray provi anche quella sensazione di quando esci dalla comfort zone. Vai un po’ in difficoltà, capisci? Spesso penso, sono davvero un cane (faccio schifo), ma il non avere tutto subito mi stimola, e padroneggiare la tecnica richiede pazienza, come in ogni cosa. Lo skateboarding mi ha insegnato molto su questo.
Il bello però è che prendi è vai, che sia la prima volta o se lo fai da 20 anni. Nessuno ti dice “non puoi” perché non sei all’altezza, non sei abbastanza bravo. Da quel punto di vista è arte sincera, non filtrata, ed è una cosa preziosissima ai nostri tempi.

IYEZINE : Quello che mi stai dicendo è esattamente il punto. È quello che penso io al cento per cento.

Niccothekiwi:
In me l’idea nasce molto dall’imperativo interiore “esprimiti”, senza mezzi termini. A me piace tantissimo questa cosa del: c’è un muro e me ne approprio. Assolutamente. Con tutte le contraddizioni a cui questa scelta può portare, oltre che ai rischi concreti.
Parliamo comunque di una pratica che ha dentro di sé molti scazzi, anche delle ingiustizie. Perché c’è chi può permettersi di rischiare e chi no. Quindi sì, c’è anche una componente di privilegio, inutile negarlo. Però allo stesso tempo mi piace pensare che anche a Savona si possano fare cose fuori dall’ordinario, anche se come saprai bene, si sono sempre fatte.
Le affissioni, per esempio, mi pare siano meno invasive: carta, acqua e farina. Tutto li. La gente, chissà perché, le percepisce diversamente rispetto allo spray di una bomboletta.
Da tutto ciò è nata anche l’idea di documentare tutto. Ho iniziato ad andare in giro con un fotografo, un mio amico, Max Billia. Lui viene da quell’ambiente, skateava tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 alle Trincee, dipingeva, conosce bene il mondo underground.

IYEZINE: E questa cosa del kiwi? Come ti poni in rapporto con la città?

Niccothekiwi:
La cosa figa, per me, è che il processo di dare valore all’opera è diretto. Non c’è un’istituzione che decide che quella cosa ha valore perché è messa in uno spazio che già di per sé lo conferisce. Se la gente nota il mio kiwi, io sono contento. Fine.
Certo, c’è sempre una componente egotica. È gratificante sapere che alla gente piace qualcosa che hai fatto tu. Non si può negare e secondo me bisogna partire da lì, ma viverla in modo sano.
Poi c’è l’altro aspetto: io lo metto lì, può piacere o non piacere. La gente può crossarlo, può sputarci sopra, può farci una foto. È una cosa estremamente libera. Se vado in una galleria d’arte non posso sputare su un quadro. Qui sì, ed è anche questo il punto.

Niccothekiwi

IYEZINE: Quindi c’è anche una riflessione su come la città reagisce.

Niccothekiwi:
Esatto. È un’affissione “in ascolto”. Serve anche a tastare il polso della città, a vedere come reagisce. Lo possono togliere, scriverci sopra, farcisi le foto. Ho visto gente in crociera fermarsi a fotografarlo, ed è stato bellissimo. Guardare le reazioni fa parte dell’esperienza.
Ed è inutile negarlo: c’è anche l’aspetto del farsi conoscere. I contenuti audiovisivi che ho messo sui social sono andati molto bene perché ho lasciato “maturare” i kiwi per un paio di settimane. Poi la gente li ha rivisti online e ha detto: “Oh cazzo, guarda, c’è il video della persona che li sta facendo”. Ed è figo anche mostrare il processo che c’è dietro, dare profondità, raccontare anche come in realtà io abbia anche paura nel farlo.

IYEZINE: Mi sembra che tu stia portando avanti la tua arte in più direzioni.

Niccothekiwi:
Sì, sto cercando di muovermi su due binari. Da una parte qualcosa di molto immediato, che faccia sorridere, che piaccia alla vista, che porti colore. Viviamo in spazi sempre molto seri, grigi, pesanti. Aggiungere colore rende tutto un po’ più giocoso. Dall’altra, stratificare sempre il livello di significato, come quando ho affisso il fantasma che dice “Un senso lo dai tu”.
Sono super gasato anche dal fatto che piace tanto anche ai bambini. È una cosa che funziona sia con gli adulti che con i più piccoli, perché il linguaggio visivo è morbido, amichevole. Quello che voglio trasmettere è proprio un senso di gentilezza, di calore, a livello empatico. C’è davvero bisogno di ascoltarsi di più, di comprendersi.

IYEZINE: E rispetto alla street art più classica?

Niccothekiwi:
Fare street art può essere molto aggressivo, molto impattante. Il kiwi invece rappresenta un altro approccio, come testimonia l’affissione in un luogo come piazza del Brandale. È una street art gentile. Non ti prende a schiaffi, non ti aggredisce. Ti fa fermare e pensare: “Oh, figo, cos’è ‘sta roba?”.
Prima di tutto deve stupire. Perché noi vediamo sempre la stessa realtà, facciamo sempre la stessa strada, seguiamo sempre la stessa routine. Quando cambia un dettaglio, ti fermi un attimo. Esci dagli automatismi quotidiani e torni a vivere lo spazio intorno in modo un po’ più partecipato.
In posti come Albissola, dove la gente fa la coda tutti i giorni e si rompe i coglioni, anche solo il fatto di dire “è apparso un kiwi” può strappare un sorriso. Ed è già tanto.

 

https://niccothekiwi.it/
https://www.instagram.com/niccothekiwi/
https://www.youtube.com/@niccothekiwi

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