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Recensione : Infection Code – La Dittatura Del Rumore

“La Dittatura Del Rumore” non è un prodotto commerciale ma un album che va gustato e goduto, discutendone ogni svolta, come in un'assemblea politica, per i suoi innumerevoli spunti.

Infection Code – La Dittatura Del Rumore - Recensioni Metal

Torna uno dei gruppi italiani più interessanti e obliqui. Gli Infection Code sono in giro dal 1999 e, proprio come un’infezione, mutano sempre per fare male, per colpire l’ascoltatore, e forse questo è il loro punto più alto.

La Dittatura Del Rumore è un concept album sugli anni di piombo italiani, quel maelstrom che continua ancora ora in sordina, ma che nelle due decadi ‘70 e ‘80 dell’ultimo secolo del millennio passato ha toccato il parossismo.
Nessuno meglio degli Infection Code potrebbe descrivere quei momenti, il sudore degli assassini, la furbizia dei potenti e la potenza dei controllori.
Il quinto disco di questo grande gruppo è la summa della loro carriera, una linea che passa in tantissimi punti, come i punti che Marco Castagnetto ha usato per dipingere la splendida copertina.
Nel loro percorso questi musicisti non hanno mai scelto il percorso più ovvio, addentrandosi in luoghi oscuri eppure splendidi, non compiendo mai scelte commerciali, anzi sperimentando e stupendo sempre, magari non azzeccando qualche colpo, ma sempre in guisa non comune.
La Dittatura Del Rumore è un lungo viaggio nei meandri della psiche italica, in un turbinio di pistole, morti e rivoluzioni per il bene comune, violenze dello stato e illusionismi collettivi.
Gli Infection Code, grazie alla loro psichedelia metal, rendono benissimo lo smarrimento e l’ambizione di quegli anni, portandoci per mano in un viaggio davvero potente.
Nulla è come sembra in quei tempi di depistaggi, violenze sotterranee e morti fin troppo vere. I testi sono onirici, e meritano un ulteriore approfondimento.
La Dittatura Del Rumore non è un prodotto commerciale ma un album che va gustato e goduto, discutendone ogni svolta, come in un’assemblea politica, per i suoi innumerevoli spunti.
Spero che diventi un caposaldo della musica underground italiana perchè lo merita, e soprattutto farà ragionare con un’angolazione diversa su fatti ancora da chiarire.
Oppure sarà solo uno splendido viaggio in un’epoca diversa e comunque coraggiosa, a differenza della nostra, dove vi è solo la dittatura e certamente non quella del rumore.

Tracklist:
1. Miasma
2. Lottacontinua
3. Vuotavertigine
4. Maledesistere
5. Profondopiomborosso
6. Ilsensodellacondanna
7. Omniasuntcommunia

Line-up:
Enrico – basso e tastiere
Gabriele – voce
Riki – batteria
Paolo – chitarra

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