Final Words Of Sorrow – Reflection of a Shadow

L’esordio dei greci Final Words Of Sorrow ci riporta piacevolmente indietro di qualche anno, riproponendo sonorità gothic death-doom immerse del tutto negli anno ’90.

Final Words Of Sorrow - Reflection of a Shadow 1 - fanzine

L’esordio dei greci Final Words Of Sorrow ci riporta piacevolmente indietro di qualche anno, riproponendo sonorità gothic death-doom immerse del tutto negli anno ’90.

La band segna i proprio ingresso sulla scena con questo breve Ep di soli quattro pezzi, sufficienti comunque per intuire le notevoli potenzialità in possesso di questo giovane quintetto ateniese; Paradise Lost, Tiamat , Nightfall (tanto per restare in territorio ellenico), sono le band di riferimento che più o meno dichiaratamente emergono con più evidenza dall’ascolto di Reflection of a Shadow, anche se, in certi passaggi, mi sono balzate all’orecchio anche diverse affinità (magari non del tutto volute) con i meno noti Cemetary di “Black Vanity”.
Nulla di particolarmente innovativo, quindi, ma le tracce ci raccontano di un songwriting tutt’altro che banale, sempre ben equilibrato tra i momenti più malinconici e riflessivi e le accelerazioni che, comunque, solo in Testament of Future Death assumono un’impronta più decisa.
L’Ep, infatti, poggia quasi interamente su un più rassicurante mid-tempo, con l’opener Cold Womb a proporsi senz’altro come il brano più immediato, dall’impronta fortemente debitrice del migliore gothic-doom novantiano, e con la title-track, posta in chiusura, a mostrare il lato più oscuro e più personale del sound del combo greco.
Poco più di venti minuti che costituiscono un assaggio interessante di quello che potrebbero essere in grado di fare in futuro i Final Words Of Sorrow: la strada intrapresa è quella giusta, non ci resta quindi che attendere la loro prossima mossa, con la speranza che questo lavoro desti l’attenzione di qualche etichetta.

Tracklist:
1. Cold Womb
2. The Embrace (Her Winter)
3. Testament of Future Death
4. Reflection of a Shadow

Line-up :
Elathan Guitars (lead)
Nephthys Guitars (rhythm)
Ixion Drums
Maximillian Theodoridis Bass
Daemon Vocals

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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